Il Circolino dei Cinghios

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sabato, 29 settembre 2007

Verso il referendum, parte seconda

Riprendiamo le considerazioni sul protocollo d'intesa su previdenza e mercato del lavoro del 23 Luglio, siglato tra governo e parti sociali.

Sul fronte del mercato del lavoro aumenteranno i contributi previdenziali a carico dei collaboratori a progetto, ma senza un vicncolo per i datori di lavoro con il possibile risultato che la misura peserà solo sul lavoratore. I contratti a tempo determinato non saranno più subordinati a cause precise e potranno essere rinnovati praticamente a piacere, basterà un accordo tra le parti ed è naturale che il lavoratore continuerà a subire il ricatto: o così o non lavori. Il lavoro somministrato (interinale) non è neppure menzionato e rimane quindi inaltertato, così come lo "staff leasing" che, nonostante le promesse del governo, non viene abrogato. Insomma l'impianto della Legge 30 che favorisce la precarietà a vita per i giovani  rimane tutto in piedi.

Rispetto al tema della contrattazione aziendale e della competitività, il protocollo abroga la maggior contribuzione a carico degli imprenditori per gli straordinari (favorendone così l'utilizzo) e, contestualmente, rafforza la decontribuzione della retribuzione totalmente variabile contrattata in azienda (Premio di Risultato), indebolendo, così, il valore della contrattazione collettiva nazionale. Vale la pena di ricordare, inoltre, che queste due misure contribuiscono a ridurre le entrate dell'INPS. Ma non avevano detto che i conti dell'INPS erano messi male?

Il Circolino, quindi, invita i lettori, i simpatizzanti e i militanti cinghios a votare NO i prossimi 8, 9 e 10 Ottobre in occasione della consultazione referendaria nei luoghi di lavoro.




lunedì, 24 settembre 2007

Verso il referendum, parte prima

Giustamente ci si richiama all'ordine: basta parlar di Grillo e di grillini!

Si avvicina la data del referendum in cui i lavoratori potranno esprimersi sul protocollo d'intesa dello scorso 23 luglio, il Circolino dei Cinghios intende valutare punto per punto nel merito l'accordo a prescindere dalla valutazione strettamente politica sul governo e dare chiare indicazioni ai militanti e ai simpatizzanti cinghios che si recheranno alle urne.

Iniziamo con gli aspetti positivi del protocollo, ovvero con gli aumenti delle pensioni.
Sono aumentate le pensioni inferiori a 693 euro mensili e le maggiorazioni per pensioni e assegni sociali, invalidi civili, ciechi e sordomuti. L’aumento viene dato a chi ha più di 64 anni. Vengono indicizzate (rispetto all'inflazione programmata) al 100% (prima erano al 90%) le pensioni fino a 5 volte il trattamento minimo. L’insieme dei provvedimenti riguarda circa 7 milioni di pensionati: 3.000.000 avranno l’aumento di 29 euro; 2.800.000 avranno l’indicizzazione della pensione; i 290.000 con pensioni assistenziali avranno l’incremento fino al tetto di 580 euro mensili, mentre altri 900.000 godranno, pro-quota, della indicizzazione delle pensioni. La condizione degli altri pensionati non verrà modificata.
L’operazione costerà circa 1 miliardo di euro all’anno da reperire nel cosiddetto "tesoretto" (che per 1/3 verrà destinato a misure sociali e 2/3 a ridurre il debito).

Altri provvedimenti positivi (anche se non del tutto) sono le alcune misure previdenziali in ordine sparso.
Per i giovani e per i disoccupati è prevista la copertura previdenziale durante i periodi di disoccupazione soggetti al pagamento dell’indennità. E’ prevista la possibilità di congiungere tutti i contributi versati con varie voci e in varie casse, così come migliori condizioni di riscatto della laurea e l’aumento graduale dell’aliquota dei parasubordinati. Quest’ultima misura, però, non viene accompagnata da impegni sulla quota previdenziale a carico dell’imprenditore che utilizza il lavoratore parasubordinato, così che l’aumento dei contributi potrà incidere sul reddito netto del lavoratore interessato!

Ma ora vediamo gli aspetti negativi (o sicuramente non migliorativi rispetto alla Legge Maroni), limitandoci sempre ai provvedimenti sulle pensioni.

Revisione dello "scalone"
PERIODO REQUISITI legge Maroni REQUISITI proposta Prodi quota
1° GENNAIO 2008 60-35 58-35
1° GENNAIO 2009 60-35 58-35
1° LUGLIO 2009 60-35 59-36 oppure 60-35 95
1° GENNAIO 2010 61-35 59-36 oppure 60-35 95
1° GENNAIO 2011 61-35 60-36 oppure 61-35 96
1° GENNAIO 2012 61-35 60-36 oppure 61-35 96
1° GENNAIO 2013(*) 61-35 61-36 oppure 62-35 97
(*) entro il 2012 sarà possibile rinviare lo scatto a quota 97 se ci saranno sufficienti risorse.

Nella sostanza l’intera intesa sulla revisione dello “scalone” avviene a “costo zero”: tutti gli interventi sono finanziati all’interno dello stesso sistema previdenziale. Ovvero quelli che ci guadagneranno saranno finanziati da altri lavoratori. Quindi complessivamente fino al 2013 si può dire che la misura è neutra. Ma dal 2013 in poi tutti i lavoratori ci perdono rispetto alla riforma Maroni!

Lavori usuranti
Il Protocollo definisce nuovi criteri che allargano la platea di coloro che sono considerati lavoratori "usurati":coloro che effettuano almeno 80 turni di notte all’anno, i lavoratori addetti a linea a catena o a ritmi vincolati (escluse le lavorazioni collaterali, es. manutenzione, controllo qualità, ecc.) e i conducenti di mezzi pubblici pesanti. Questi lavoratori godranno della riduzione di 3 anni rispetto al sistema “quote/scalini”, fermo restando il requisito minimo di 57 anni di età. Ma! In ogni caso, fino al 2017, i lavoratori riconosciuti come soggetti al lavoro usurante saranno contingentati in numero di 5.000 all’anno a causa di un vincolo di spesa individuato in 252 milioni di euro all’anno. E se i soggetti che soddisferanno i requisiti sono 5001? Come stabiliranno chi rimarrà escluso?

Finestre
La riforma Maroni portava le finestre pensionistiche per chi ha 40 anni di contributi a 2 all’anno (gennaio e giugno). Ovvero, poichè la prima finestra si salta, si poteva rimanere al lavoro fino un anno oltre la maturazione del requisito! Per contrastare questa ingiustizia il protocollo prevede 4 finestre (gennaio, aprile, luglio, ottobre) per le pensioni di anzianità, ma a condizione che vengano introdotte le finestre attualmente non applicate alle pensioni di vecchiaia. In questo modo le donne che hanno diritto alla pensione di vecchiaia a 60 anni e gli uomini a 65 anni vedranno prolungata la loro permanenza al lavoro. Ed ancora un provvedimento a "costo zero". Quindi complessivamente anche questa misura non è migliorativa rispetto alla Legge Maroni.

Coefficienti di trasformazione
E’ stabilita l’inderogabilità dell’adeguamento dei coefficienti di trasformazione sulla base della legge 335 (riforma Dini). Viene costituita una Commissione con il compito di verificare se siano possibili modifiche ai modelli di calcolo per l’adeguamento dei coefficienti. Queste modifiche potrebbero indicativamente portare le pensioni più basse dei lavoratori discontinui a un tasso di sostituzione (pensione rispetto alla retribuzione) del 60%. In ogni caso, a partire dal 1° gennaio 2010, entrerà in vigore la revisione automatica dei coefficienti (prevista dalla riforma Dini) che avverrà ogni 3 anni (e senza verifica tra le parti!) con decreto del governo. Ricordiamo che i coefficienti servono per rivalutare annualmente la quota contributiva (attualmente i lavoratori che stanno andando in pensione sono soggetti a sistema misto, ma a tendere saremo tutti con sistema puramente contributivo). I nuovi coefficienti sono tutti ribassati dal 6% all'8% circa!

...continua con i provvedimenti sul welfare



martedì, 18 settembre 2007

Ecce Grillo!

- Gli offri un dito e si pigliano tutto il braccio, questa é la vera verità. Noi italiani stavamo bene a pascolare le pecore. Poi abbiamo voluto fare un paese industriale, paese industriale. Noi italiani siamo fatti così, "rossi" "neri" alla fine tutti uguali.
- Ma chi é che sta parlando? Chi é? Rossi e neri sono tutti uguali, ma che siamo in un film di Alberto Sordi?
- Magari!
- MA CHE SIAMO IN UN FILM DI ALBERTO SORDI? MA CHE SIAMO IN UN FILM DI ALBERTO SORDI? MA CHE SIAMO IN UN FILM DI ALBERTO SORDI? SI... BRAVO, BRAVO. TE LO MERITI ALBERTO SORDI CIAO. TE LO MERITI ALBERTO SORDI. TE LO MERITI BEPPE GRILLO!.


martedì, 11 settembre 2007

Che tempo fa

Se ne è andato Josef Zawinul



du bi di bu bi di bi di bi du
pa ra  ba ra ba ba pa ra pa ra ba ba
dou dou dou doundoun


sabato, 01 settembre 2007

Avanti popolo, il semaforo è verde

Il segnale che tutti attendevamo è finalmente arrivato, ormai la rivoluzione non si potrà più fermare.

Il compagno sindaco Dominici ed il compagno assessore Cioni hanno dettato la linea. Ed hanno agito. Dalla teoria alla prassi.

Il Soviet metropolitano fiorentino tramite un comunicato ha emesso l'ordine - con effetto immediato - di requisire gli strumenti e i mezzi di produzione della punta più avanzata della classe borghese cittadina costituita dalle multinazionali del secchio e dello spazzolone. Gli spazzoloni sono stati requisiti e consegnati alla collettività, mentre le forze reazionarie costutuite da pericolosi capitalisti, che per infiltrarsi e corrompere le genuine forze rivoluzionarie si presentavano travestiti da straccioni bisognosi, saranno destinate in speciali campi rieducativi, denominati Campi di Permanenza Temporanea. Gli incroci sono stati liberati, i semafori sono tornati ad essere verdi, gli ostacoli sono stati rimossi e la produttività delle migliori forze progressive si potrà liberamente dispiegare e sfogare: Avanti compagni... a tutto gas!

Ma secchi e spazzoloni sono solo il primo passo, presto la requisizione e la socializzazione di tutti gli altri mezzi di produzione e di consenso! Dagli orrendi bicchierini di carta - molto spesso marchiati McDonald per giunta! - utilizzati per svuotare le tasche degli onesti cittadini, alle fisarmoniche ai violini alle chitarre che stordiscono nei mezzi collettivi di trasporto le menti del proletariato illuminato.

Le sentinelle del popolo ci informano in queste ore che la rivoluzione sta dilagando in tutto il paese dalle grandi città metropolitane ai centri più piccoli, da Roma a Trieste  da Napoli  ad Arezzo.

A Milano  a pochi passi dalla sede del Soviet di Corso Como, una pericolosa mensa gestita da sedicenti fraticelli minori che con la scusa della distribuzione di cibo e bevande gratuite, infettava la purezza ideologica del centro nevralgico della città medaglia d'oro alla resistenza, è stata trasferita in una zona periferica in attesa di una soluzione più radicale.

La vigilanza democratica non dorme.

Fischia il vigile, arriva una pantera
 vetro sporco eppur bisogna andar





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