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venerdì, 29 febbraio 2008

Voto utile

Ieri Walter  Veltroni ha presentato tre nuovi candidati nelle liste del Piddì: l'operaio della ThyssenKrupp scampato al rogo, un'operatrice di call center e una lavoratrice di una ASL piemontese. "Il PD è il Partito del lavoro" (che per inciso fa PDL) ha detto Uolter. Ma perchè per impegnare il governo a destinare il tesoretto alla riduzione delle aliquote per i lavoratori dipendenti - cosa già prevista dalla finanziaria 2008 - c'è voluto un ordine del giorno della Sinistra l'Arcobaleno in senato? Ecco il voto utile.


mercoledì, 27 febbraio 2008

Bertinotti a Repubblica TV

Bertinotti a Otto e Mezzo

Trasmissione di lunedì 25 Febbraio vai qui


lunedì, 25 febbraio 2008

Liberalizzare la grammatica. Si può fare.

Per ora ho letto solo le "slide" di presentazione del programma del PD. E mi è bastato.

Le pagine introduttive

1. L’Italia del PD sceglie il multilateralismo: per le missioni internazionali di pace, contro il riarmo convenzionale e nucleare; per i diritti umani, contro il riscaldamento globale

2. Per l’Europa massima possibile, non per quella minima indispensabile

3. Per il Mediterraneo hub politico ed economico mondiale

4. Per il rafforzamento dell’amicizia con gli Stati Uniti. Europa e Stati Uniti assieme rendono tutto più facile e possibile

E i punti in fondo? E cosa vuol dire "Per il Mediterraneo hub politico ed economico mondiale"? L'Europa massima possibile? Ma come parli?


Il METODO:Nel 1993 l’Italia si salvò dalla crisi economica grazie ad un patto per la stabilità economico-finanziaria.Oggi serve un nuovo patto per la crescita della produttività totale dei fattori.

La produttività totale dei fattori? E cosa vuol dire? Si intende la produttività dei lavoratori delle fattorie? O forse si intendendeva la crescita dei fattori che migliorano la produttività? Mah?

E passiamo alle azioni.

Mezzo punto di PIL in meno di spesa corrente primaria nel primo anno; un punto nel secondo, un altro punto nel terzo.
Come?
 • Benchmarking sistematico e generalizzato
...
 • No a spoils system e automatismi, si alle centrali di acquisto

Ma chi le ha scritte queste "slide"? Un giovane consulente della comunicazione "alle prime armi"? Benchmarking sistematico e generalizzato? Bisognava proprio scivere "spoils system"? Ricordiamo, poi, che la "s" inglese del plurale in un testo italiano deve essere omessa: si dice - se proprio non si resiste - "i file" e non "i files", si dice "i manager" e non "i managers" e quindi "spoil" e non "spoils". 

Migliorare il “forfettone” per le piccolissime imprese

Fortunatamente hanno avuto la decenza di mettere le virgolette, ma fa schifo ugualmente.

Ed ecco che cade nel classico errore (vedi sopra) del subculturato...

Più impianti di rigassificazione e infrastrutture di trasporto e stoccaggio del gas, garantendo la loro terzietà rispetto ai competitors

Estendere a tutti i lavoratori delle tutele fondamentali

Quindi dobbiamo intendere che solo alcune tutele fondamentali debbano essere estese a tutti?

E ancora...
un grande sforzo per l’edilizia pubblica e per il social housing

Entro il 2013 occorre portare la rete delle infrastrutture e dei servizi a dimezzare il gap accumulato rispetto al Centro-Nord.


Ed infine. A pagina 35, più apostrofi per tutti... e una maiuscola non si nega a nessuno:

"Subito, nuove regole per il Governo della RAI: una Fondazione e un’Amministratore unico."




venerdì, 22 febbraio 2008

Chi è di troppo?

In polemica con Bertinotti Walter Veltroni si chiede se siamo nel 2008 o nel 1953. "Può una persona ragionevole sostenere che se si porta un operaio in lista e, quindi, in Parlamento, poi non puoi candidare anche un imprenditore?". Così, durante la registrazione di TV7, Walter Veltroni, replica a Fausto Bertinotti che, commentando la candidatura di Matteo Colaninno e quella dell'operaio scampato al rogo della Thyssen, Italo Boccuzzi, ha sostenuto che 'dei due uno è di troppo'. (repubblica.it)

Caro Uolter, forse non hai capito bene. Quello di troppo - nel PD - è l'operaio. E poi cari amici di Repubblica prendete nota: Boccuzzi si chiama Antonio.

 




giovedì, 21 febbraio 2008

Cominciamo bene! il Piddì e il Pdl si accordano per spartirsi gli spazi televisivi

Accordo Pd-Pdl: niente par condicio. Gli esponenti del Partito democratico e del Popolo delle libertà hanno approvato, in Commissione parlamentare di vigilanza, un emendamento al testo di regolamento sulla par condicio televisiva che elimina «la parità di accesso» di tutte le forze politiche in campo per le prossime elezioni politiche in tutti i programmi di informazione, compresi i telegiornali e i programmi di approfondimento giornalistico. Bella democrazia, bella libertà.

Contento Biz?

Il blogger Biz qualche giorno fa dava quasi per certo il fallimento di qualsiasi accordo tra Pd e radicali.

Per me, i Radicali, dietro una parvenza progressista, sono i rappresentanti delle politiche più abiette che ci possano essere. Pensateci: politica estera: praticamente dei Bushiti; Politica economica: è da decenni che cercano di far votare referendum nell'intento di spogliare i lavoratori di qualsiasi diritto.

Ieri notte, invece, dopo una riunione di sette ore, i vertici del Partito Democratico ed i leader dei radicali hanno raggiunto un accordo. I radicali entreranno nelle liste del PD (pare siano stati riservati 9 posti) ed in caso di vittoria, un posto da ministro. I sondaggisti pensano che i radicali valgano 400mila voti. Ma quanti ne perderà il PD per questa scelta?

Caro Biz, non ti resta che votare la Sinistra. Ci sarà qualche "laicista" da digerire, ma almeno non ci sarà chi vorrebbe spogliare i lavoratori di qualsiasi diritto.


martedì, 19 febbraio 2008

Aspettando il programma della Sinistra.

Martedì 5 Febbraio il Presidente Napolitano ha sciolto le camere. Sono passate due settimane e la Sinistra L'Arcobaleno oltre a presentare il simbolo e la candidatura di Bertinotti alla Presidenza del Consiglio (a proposito, ma perchè, essendo ancora in un regime parlamentare, i partiti o le coalizioni devono dichiarare il candidato alla Presidenza del Consiglio dei Ministri?) praticamente non ha ancora iniziato la campagna elettorale. Addirittura per quanto riguarda il mondo del web non esiste ancora un sito "unitario e plurale" ufficiale. C'è un sito pubblicato in occasione dell'assemblea della Sinistra e degli Ecologisti del 8 e 9 dicembre scorsi. "Internettianamente" parlando un'eternità. Qualcun altro ha cercato di sopperire a questa mancanza con un sito - diciamo - amatoriale, ma per competere con le "gioiose macchine da guerra" del PD e del PdL ci vuole ben altro.

Questa confusione e questi tentennamenti di inizio di campagna elettorale riflettono la confusione organizzativa di questa formazione e l'oggettiva difficoltà di presentare un programma credibile.

La crisi politica ha imposto un'accelerazione e l'unione è stata una necessità, ma d'altro canto - almeno a sinistra - non si possono saltare a pie' pari i formalismi democratici. Non si puossono prendere le decisioni di fondersi ed eventualmente di sciogliere un partito senza un congresso, senza i necessari passaggi democratici. Non siamo come la destra.
Sul piano organizzativo non si può riproporre la forma partito tale e quale l'abbiamo conosciuta nel novecento, ma questa sempre evocata rete dei partiti, delle associazioni e dei movimenti di sinistra concretamente come si struttura? Chi prende le decisioni? Chi organizza la vita quotidiana di questo soggetto politico?
Permane l'incertezza della forma, ma questa formazione non può rimanere un cartello elettorale e nemmeno un arcipelago sparso e disordinato di associazioni e quant'altro. Senza un'organizzazione non si riesce nemmeno a creare un sito, non si va da nessuna parte.

Dal punto di vista della strategia politica e della credibilità la sinistra, ed in particolar modo Rifondazione, scontano gli insuccessi del governo Prodi. La dirigenza di questo partito aveva puntato tutto sul compromesso del programma di governo dell'Unione. Forte della sindrome del 98, la destra della coalizione ha fatto accettare alla sinistra di tutto ed ha posto il veto sui provvedimenti più di sinistra (o meglio minimamente socialdemocratici e comunque frutto di un compromesso accettato da tutti). La sinistra non è caduta nella provocazione (per fortuna) di far cadere il governo, ma oggettivamente si ritrova con nulla o quasi in mano. Non si è portato a casa nulla. La legge Biagi è ancora lì, il tesoretto non è stato redistribuito, mentre il cuneo fiscale all'imprese è stato tagliato così come l'irap nell'ultima finanziaria.
E adesso, con tutta la stampa e le tv contro, prova ad andare a spiegare che non si è riusciti per colpa del centro? Ed anche se si riuscisse a spiegarlo, oggettivamente, questi dirigenti hanno fallito. Come minimo chi aveva incarichi di governo non dovrebbe ripresentarsi.

Tuttavia aspettiamo fiduciosi per domani la presentazione del programma. Di sicuro non potrà essere peggio di quello del Piddì. Pur nella comprensione delle difficoltà, non ci sono proprio alternative al voto a La Sinistra L'Arcobaleno. L'unico voto utile. O non vorrete farci prendere in considerazione il voto per trozkisti? E poi quali dei due?


*****
Breve Nota. Si dice che l'atteggiamento reciproco in campoagna elettorale tra la Sinistra l'Arcobaleno ed il PD debba essere rispettoso e corretto. Tuttavia il maggiore organo di propaganda del PD, La Repubblica, continua ad usare metodi subdoli e ingannevoli per confondere il lettore e l'elettore presentando le posizioni della sinistra. Oggi nella tabella IPR dei sondaggi pubblicati da Repubblica Bertinotti risultava  a capo di Sinistra Democratica (sic!), poi "la svista" è stata corretta. Mentre l'articolo riporta

"Sul fronte della sinistra radicale, invece, la cosidetta "Cosa Rossa", ovvero la Sinistra Arcobaleno che raggruppa Rifondazione, Pdci e Verdi, ottiene l'8% dei consensi. Confermando quelle che sono le previsioni."

Solo alla terza volta che viene nominata è riportato il nome corretto (quasi), mentre si insiste nell'usare le espressioni "sinistra radicale" e "cosa rossa" per screditare la formazione o per confondere. Infine la descrizione del raggruppamento è scorretta perchè manca Sinistra Democratica.


mercoledì, 13 febbraio 2008

Di Pietro sì e il Partito Socialista no. Ma perchè?

A dispetto di quanto annunciato pochi giorni - ormai è deciso, correremo da soli! - Walter Veltroni ha stretto un accordo con il movimento di Di Pietro Italia dei Valori. Il PD e l'Italia dei Valori si presenteranno in coalizione ognuno con il proprio simbolo, certo con lo stesso programma (a proposito quale?).
La stessa cosa che era stata richiesta dai socialisti e dai radicali. Ma perchè invece "Se i socialisti e i radicali vogliono, possono entrare nelle nostre liste ". Bella proposta! O sparisci entrando nel PD o sparisci perchè stai fuori! Ma perchè a Di Pietro è stato concesso? Forse perchè non è comunista, forse perchè non è un ambientalista, forse perchè non è socialista, non è radicale, non è laicista, non è un cattolico integralista. Forse perchè è niente... proprio come il PD.


domenica, 10 febbraio 2008

Sull'attuale situazione politica. A sinistra senza patemi, contro Berlusconi "ma anche" contro Veltroni.

Con un non trascurabile ritardo l'ufficio politico del Circolino dei Cinghios, sollecitato da numerosi militanti, simpattizzanti e lettori, analizza l'attuale situazione politica.

Del Come e del perchè è caduto il governo Prodi.
Tecnicamente, ad un primo livello superficiale, il governo dell'Unione di Romano Prodi è caduto per il voto contrario di due senatori dell'Udeur, di Lamberto Dini e di un suo sodale. La crisi è stata scatenata dagli arresti domiciliari emessi nei confronti alla Signora Lonardo, moglie di Mastella,  dagli avvisi di garanzia a Mastella e a mezza Udeur. Ma quale scarso senso della politica ha un partito, che coincide poi con una singola persona (ad una trasmissione televisiva ho sentito esordire Mastella "io sono un partito che .. bla bla"), che decide di non dare più la fiducia ad un governo per un fatto persobnale, se pur di rilavanza pubblica. La coalizione ha forse cambiato linea politica? Ha cambiato linea politica l'Udeur? Era comprensibile se avesse detto "non riconosciamo più il programma dell'Unione che avevamo sottoscritto, vogliamo un programma diverso". E invece no. Si fa cadere un governo perchè il governo non è stato abbastanza solidale con le vicende giudiziarie (sulle cui tempistiche c'è comunque da sospettare) del Mastella. Invece di dimettersi e chiedere scusa, fa saltare il governo. Bene a fatto Prodi a chiedere il voto esplicito al senato (anche contro il consiglio dello stato maggiore del PD e dello stesso Presidente della Repubblica, che volevano una caduta più dolce, per avere maggiori possibilità di manovre al centro per il dopo Prodi) perchè è giusto che un governo cada nel luogo di rappresentanza politica deputato a dare o ritirare la fiducia ad un governo. Non si può far cadere un governo con un'intervista su un giornale o con una comparsata in tv. Ed, inoltre, per rendere esplicite le cause e le responsabilità della caduta. Comunque è da registrare che a questo livello il governo è caduto dal centro.

Ma perchè queste spinte disgreganti si sono fatte col passare del tempo via via più forti? La causa della disgregazione dell'Unione e del governo va ricercata nella nascita del Partito Democratico. Veltroni sin dalla sua campagna per l'elezione (impropriamente chiamate dai mass media "primarie") del Segretario del PD aveva annunciato che avrebbe costruito un partito a vocazione maggioritaria. Questo è stato un esplicito atto politico contro il governo stesso che stava insieme a malapena dichiarando la fine dell'unione. A causa di mancati accordi interni al PD (leggi, sono stati trombati), diversi esponenti centristi sono fuorisciti formando gruppetti destabilizzanti.
Fino a dicembre hanno sperato di far cadere il governo da sinistra, provocando i deputati di sinistra respingendo provvedimenti già presi o previsti dal programma con cui ci si era presentati alle elezioni. Non ci sono riusciti ed il governo, come detto, è caduto dal centro (salvo di tanto in tanto - come Veltroni da Matrix qualche sera fa - addossare al di la' di ogni evidenza la colpa alla sinistra, che avrebbe destabilizzati il governo con continue manifestazioni (che in realtà rivendicavano i punti del programma di governo)!)
Nel frattempo Veltroni tra novembre e metà gennaio è riuscito anche nell'impresa, non memore della Bicamerale di D'Alema, di riabilitare Berlusconi (dopo che questo si era preso schiaffoni a destra e a sinistra, con le mancate spallate e con Fini e Casini che ogni giorno ne contestavano la linea) dialogando con la destra sul tema della riforma elettorale. Berlusconi si è risollevato alla grande e giustamente - dal suo punto di vista - ha chiuso ogni spazio di dialogo sulla riforma elettorale. Complimenti Walter!
Quindi, ad un secondo livello di analisi, la responsabilità della caduta del governo Prodi è del PD. Solo che i furboni del PD non si sono voluti prendere questa responsabilità ed oggi al tempo stesso vogliono la "nuova stagione", "ma anche" vantarsi delle buone cosa fatte da Prodi e addossare ad altri la responsabilità della crisi!

Ad un terzo livello meno tecnico e più politico, il governo è caduto perchè il PD e gli altri gruppuscoli di centro sia sulle misure economiche, che quelle sul piano dei diritti hanno disdetto ciò che era scritto sul programma. Il problema non era che il programma fosse troppo lungo o contradditorio come hanno detto. Certo, il programma era un compromesso, ma non era nè contradditorio e nè ambiguo. Semplicemente alcuni lo hanno disatteso.
Il problema fondamentale è che si era promesso, a differenza del primo governo dell'Ulivo, una politica di risanamento e redistribuzione allo stesso tempo (mai più la politica dei due tempi! si era detto). Invece, si è risanato, si è distribuito alle imprese (il taglio del cuneo fiscale nella prima finanziaria e una riduzione delle tasse per le imprese nella seconda) e quando si trattava di redistribuire (anche se redistribuire con il taglio delle tasse non è del tutto condivisibile) ai lavoratori è saltato il governo (per fortuna, o meglio, per la capacità del ministro Damiano e per la saggezza dei sindacati, si è riusciti almeno a portare a casa il contratto dei metalmeccanici)! Questo denuncia la totale subalternità del PD alla confindustria, altro che equidistanza tra capitale e lavoro, che già comunque sarebbe grave! Dice oggi "Ora possiamo ridurre le tasse; pagare meno, pagare tutti. Ed è arrivato il momento di aumentare i salari". Se è per questo è possibile farlo ora, aggiungendo questo provvedimento che era già stato preso in un decreto legge allegato alla finanziaria. O qualche amico di Montezemolo si lamenta?

Sulle nuove alleanze. O meglio sulle non alleanze di centro-sinistra.
Chiuso il capitolo crisi, veniamo all'oggi, ai nuovi assetti politici in vista delle elezioni. o perlomeno degli assetti di ciò che resta del centrosinistra.
Veltroni coerentemente con quanto annunciato mesi fa (ma senza prendersi chiaramente la responsabilità) ha chiuso l'esperienza dell'unione ed ogni altra possibile forma di alleanza a sinistra. Questo è abbastanza comprensibile. Data per certa la sconfitta con qualunque alleanza, almeno vuole perdere "bene". Vuole un momento catartico per rilanciare strategicamente il PD e scrollarsi di dosso ciò che egli ritiene "vecchio" facendo il più possibile piazza pulita dei piccoli e medio piccoli. Inoltre, prende l'iniziativa politica, costringe Berlusconi a rincorrerlo ed infine (se non ci saranno altri grandi candidature) si mette al centro della scena politca. veltroni e il PD al centro, Bertinotti a sinistra e Berlusconi a destra. Però dovrebbe anche prendersi la responsabilità di consegnare il parlamento al dominio incontrastato di Berlusconi. O forse veramente Veltroni vuole poi accordarsi con la destra  in una legislatura già battezzata costituente? E con quali rapporti di forza? Con questo assetto c'è il rischio che anche al senato tutti i premi di maggioranza vadano al centrodestra, anche in Toscana e in Emilia. Lo hanno capito gli elettori democratici? Altro che legge elettorale che provoca l'instabilità!
 Ma al di là di questo, c'è da chiedersi se questa "bella sconfitta" sia veramente strategica. Il PD sta diventando ogni giorno di più un partito "liquido" e al tempo stesso un partito di gestione del potere. Come potrà soppravvivere cinque anni all'opposizione senza una poltrona da spartire?

E ora veniamo alla sinistra. L'esperienza di governo è stata complessivamente negativa.
Nella politica economica, pur nella presenza di alcuni risultati positivi da evidenziare come un buon recupero dell'evasione fiscale, non si è riusciti mai a chiudere su qualche misura redistributiva. In politica estera, pur migliorandola rispetto al governo della destra con il recupero almeno della multilateralià le spese militari sono cresciute, e sul piano dei diritti dei cittadini immigrati e sul piano dei diritti civili - pur non essendo secondo me una questione centrale - beh,... lo sappiamo tutti come è andata. E le politiche ambientali? Non pervenute.

A dicembre le forze di sinistra - PRC, PdCI, Sinistra Democratica e Verdi - hanno intrapreso un percorso di unificazione. La partenza a dicembre non è stata proprio entusiasmante. Troppi tentennamenti, qualche polemica di troppo sul simbolo e sul nome che pure non sono il massimo (non era meglio semplicemente "La Sinistra"?), ma ora mi pare che tutti siano convinti a proseguire decisi su questa strada unitaria. Bene hanno fatto a sottolineare che la responsabilità del divorzio non è a carico della sinistra, ma ora senza troppi ripianti occorre una campagna elettorale decisa a rimettere al centro della politica la rappresentanza dei lavoratori, sottolineando le distanze che ci separano dal PD e la totale avversità alla destra (il PD potrà dire la stessa cosa?). Una cosa è certa. Comunque andranno le elezioni saremo all'opposizione. Ma non è detto che una buona opposizione sia peggio di un governo che fa finta di essere di centrosinistra.

E allora via alla campagna elettorale. Dire una "cosa di sinistra". E poi attaccare il PD, "ma anche" la destra senza andare troppo per il sottile. ma perchè questa volta tutti vorrebbero una campagna "soft"? Per lasciare aperta la possibilità delle grande coalizione?

Vogliamo (ma non l'avevamo già detto?) aumentare le tasse sulle rendite finanziarie.
Visto che i rifiuti sono gestiti a livello locale, cosa aspettano gli amici democratici Bassolino e la Jervolino a dimettersi?
Cari berluschini, perchè non avete voluto modificare la legge elettorale? Forse per avere la certezza di eleggere gli amici dei mafiosi che si sono dimessi dalla presidenza di una regione?







giovedì, 07 febbraio 2008

Curiosando per la rete alla ricerca del voto marginale

Non di solo PD e non di solo Berlusconi vive la politica italiana. Piccoli agglomerati si muovono alla ricerca del voto marginale.

In ottobre si è svolta la prima tappa pubblica del cammino verso la nascita del Partito socialista, la riunificazione delle varie diaspore del post tangentopoli: Socialisti democratici Italiani ,   Nuovo Psi  ,  Socialismo è libertà    I Socialisti    Democrazia e Socialismo    Associazione nazionale per la Rosa nel Pugno

Il sito è graficamente curato, semplice e gradevole. Anche il simbolo è molto bello, solido, tutto rosso, praticamente identico ai simboli degli altri partiti socialisti europei. Un simbolo decisamente più bello di quello del PD e della Sinistra, l'Arcobaleno.

Poi leggi il manifesto dei valori ed alla prima riga non ti può non venir da ridere: "Il Partito Socialista è una novità nel panorama politico italiano". Questa è proprio grossa! Proprio l'introduzione del sito diceva un minuto prima "E' Vero. Siamo Socialisti. Da oltre 100 anni lavoriamo per...". Cioè il più antico partito politico italiano è una novità? Figuriamoci gli altri.

E continua "Il Partito socialista, in Italia come nel resto d’Europa, intende riunire uomini e donne che, partendo da esperienze, culture e sensibilità diverse, si riconoscono in politiche riformiste, democratiche e liberali". Insomma tutte le politiche possibili tranne che una politica socialista!

***

Vi ricordate Willer Bordon? Ex PCI, Ex radicale, Ex PDS, Ex Alleanza Democratica, Ex unione democratica, ex Italia dei Valori, ex I democratici, exMargherita, neo Unionista democratico per i consumatori. Quello che stava per compiere gesti estremi? Purtroppo sul più bello Mastella gli ha rubato la scena e di lui si è parlato poco. Da novembre scrive su un blog. Dall'alto della testata ti guarda circondato da un'aura bianca con un assurdo foulard rosso sotto la camicia bianca. Ma cosa farà adesso?

Pensava di "costruire un metodo nuovo, rivolto a 360° a tutti i cittadini di Roma, fuori dai soliti schemi e dai soliti noti, convinto che anche a Roma ci fosse bisogno di dare parecchi segnali di novità."

 

"Oggi che tutto è precipitato",  si chiede, "è ancora valida questa idea?" Entro venerdì deve prendere una decisione, che ne dite?



***

E poi c'è il blog di Mastella, un blog da vero blogger, spartano, con un template standard, mica come quelli che si fanno fare i blog dalle società di comunicazione con il loro dominio. No, Clemente si è creato l'account su blogspot e via a postare. E da lì ti guarda con aria di sfida. "Come se io sia l'emblema..."







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