Il Circolino dei Cinghios

bocciofila soviettista
L'Apparato
Utente: cinghiosff
Nome: sono sempre io
  • RSS 2.0
  • ATOM 0.3
  • Powered by Splinder
Ultimi commenti
cinghiosff in La CGIL non firma un...
utente anonimo in La CGIL non firma un...
gpitalia in Ancora una notarella...
link
Assumi l'outbound
Bizblog
Buona la seconda
Cara democrazia,
Carlo Gambescia
Cuperlo
Da Rogoredo a Lambrate
Dagobertis
Francamente
Gli Amici di Levata
Il Guizzo
Insieme, a sinistra
Irene Spagnuolo
IreneArtCafé
Jena
Journal Intime
Kataklismi
Kilombo
La teoria dei gorghi
Le donne che scrivono
Made in Triest
Marco Giacosa
Montgolfier
Non solo Aibiemers
Not Even Wrong
Pazzo per Repubblica
Piero Masia
Pluriblog di Autori Indipendenti
Pupazzi Pensieri
Rifondiamo Cernusco
RudePravda
Scrivere i risvolti
Sinistra Cernusco
TrasformAzioni Urbane
Ultima Carta
archivio
oggi
ottobre 2009
settembre 2009
agosto 2009
luglio 2009
giugno 2009
febbraio 2009
gennaio 2009
dicembre 2008
novembre 2008
ottobre 2008
agosto 2008
luglio 2008
maggio 2008
aprile 2008
marzo 2008
febbraio 2008
gennaio 2008
dicembre 2007
novembre 2007
ottobre 2007
settembre 2007
agosto 2007
luglio 2007
giugno 2007
maggio 2007
aprile 2007
categorie
8 marzo
ambiente
attualità
calearo
campagna elettorale
canzoni
cinema
cucina
democrazia
economia
elezioni europee
fisica
informatica
internazionale
internet e mass media
lavoro
la sinistra larcobaleno
mass media
musica
pd
politica
popolo
racconti
religione
scienza
sindacato
sinistra
solidarietà
sport
teoria delle stringhe


martedì, 20 maggio 2008

Contro i primi provvedimenti economici del governo Berlusconi

Le prime misure del governo Berlusconi a quanto pare saranno l'eliminazione dell'ICI, già fortemente ridotta dall'ultima finanziaria di Prodi (controllate sul sito dei vostri comuni quanto dovreste pagare), per la quasi totalità delle prime case e la detassazione delle parti variabili di salari e stipendi (straordinari e premi di risultato o di produzione). E come si fa ad essere contrari a manovre che abbassano o tolgono tasse? Ecco come.

ICI. L'eliminazione dell'imposta comunale sugli immobili rischia di essere una redistribuzione a favore dei ceti più ricchi.

Mettiamo che in un certo paese vi siano 100 cittadini, di cui 20 in affitto, 60 proprietari che pagano 100 euri di ICI e 20 che pagano 1000 euri. L'importo totale è 26000 euri. Questi soldi tornano ai cittadini sottoforma di servizi per un valore diciamo di 260 euri: anzi siccome i meno abbienti saranno più bisognosi di questi servizi mentre i più ricchi solitamente si rivolgono al settore privato, ai più poveri - almeno in linea di principio - verranno restituiti servizi per un valore superiore a 260. Ora se i 26000 vengono eliminati e non rimpiazzati da altre tasse, quei servizi vengono eliminati e chi è in affitto ci perde 260 e più, chi pagava 100 perde 160 e chi pagava 1000 ci guadagna 740!

Quindi la bontà della manovra dipende da come (o se) verrà rimpiazzata questa entrata: se sarà almeno proporzionale all'ICI non cambierà nulla, se verrà sostituita da una tassa "piatta" (o più "piatta" dell'ICI) i più poveri comunque ci perderanno. Per essere favorevole ai meno ricchi, bisognerebbe eliminare l'ICI della prima casa fino a - chessò - 25mq/persona e aumentare i restanti mq/persona, aumentare ICI per seconde case ecc.

Detassazione degli straordinari. Questa manovra, secondo i promotori, ha il duplice scopo di aumentare gli stipendi e salari e contemporaneamente aumentare la produttività. Nel medio e lungo periodo produrrà gli effetti opposti. Vediamo perchè.

Sulla produttività facciamo un passo indietro. Nei talk show televisi gli opinion maker si riempiono la bocca con la produttività, ma nessuno spiega in maniera semplice cosa sia la produttività. La produttività è semplicemente la quantità di beni (o servizi) prodotta nell'unità di tempo. Se aumento il tempo di lavoro aumento la quantità prodotta, ma non è detto che aumenti la produttività. Anzi. Il più delle volte è più facile che diminuisca perchè nelle ore eccedenti a quelle ordinarie le facoltà psico-fisiche del lavoratore diminuiscono con anche ovvie e non trascurabili conseguenze negative sulla sicurezza sul posto di lavoro. Quindi lavorare di più non aumenta la produttività.

Per quanto riguarda l'aspetto economico, questa misura favorirebbe solo quella parte di lavoratori che possono fare gli straordinari. Inoltre si genererebbe una lotta al ribasso: un nuovo lavoratore sarà disposto a ricevere uno stipendio più basso con la "garanzia" di fare straordinari, quindi nel lungo periodo sgli stipendi si abbasserebbero. Inoltre i lavoratori sarebbero sempre più ricattabili: se non fai questo o quello, se non la pensi in un certo modo non ti faccio fare gli straordinari. Anche i lavoratori con contratto a tempo indeterminato diventano in parte precari se il proprio salario diventa dipendente da un fattore flessibile controllato dal datore di lavoro. I lavoratori perderebbero progressivamente controllo del proprio tempo se saranno costretti a fare lo straordinario per avere uno stipendio decente. Ed è questo l'aspetto che considero più grave: il controllo del tempo è l'esercizio del potere di uno su un altro.

L'incentivo al lavoro straordinario, inoltre, porterebbe ad un'ovvia riduzione degli occupati: molto rozzamente (non è esattamente e matematicamente cos') possiamo dire che ogni 40 ore di straordinario è un posto di lavoro di una settimana in meno.

Infine, molto significativa è la posizione di Confindusria a tal proposito. La Marcegaglia (proprio oggi è morto un suo operaio nella fabbrica di Casalmaggiore) ha detto che sebbene questa misura vada "a tutto vantaggio dei lavoratori", "Condividiamo il provvedimento di detassazione degli straordinari". Ma guarda un po', chissà perchè?

********
(nota aggiunta il 09/06/08)

Vorrei aggiungere una nota sui premi aziendali. Come è noto oltre agli straordinari verranno detassati anche i "premi" derivanti dalla contrattazione di secondo livello per - secondo i promotori - incentivare la produttività, per premiare i lavoratori più meritevoli. Occorre segnalare che la contrattazione di secondo livello, sebbene già prevista dagli accordi del luglio 93, è presente solo in una minoranza di aziende e riguarda non più del 30% degli addetti. Quindi anche nel settore privato la stragrande maggioranza dei lavoratori non avrebbe nemmeno la possibilità di godere di questi sgravi (e di questo bisognerebbe tenere conto quando si parla della rivisione dei modelli contrattuali).
Inoltre i giornali ed i politici spesso confondono questi premi con i premi di produzione. Sono invece Premi di risultato. Sembra solo una sottigliezza linguistica, ma dietro c'è una profonda differenza d'impostazione: il premio di produzione era strettamente legato alla quantità di beni prodotti: voi lavoratori dell'azienda X avete prodotto il 10% in più e allora vi viene elargito un premio di Y. Il premio di risultato dice: l'azienda ha aumentato gli utili del Y% e quindi il premio sarà di tot.
Ora nel secondo caso, in un'economia sempre più finanziarizzata, gli utili si possono aumentare anche tagliando il personale  o spostando lo stabilimento dove costa meno o per qualche speculazione in borsa. Si può arrivare all'assurdo che i lavoratori per aumentare il premio debbano accettare di... di essere eliminati! Tutto ciò con l'aumento di produttività non c'entra proprio niente.

Inoltre l'aumento della produzione è/era controllabile, semplicemente contando i "pezzi" . Misurare oggettivamente i ricavi e gli utili presenta delle difficoltà: primo perchè non tutti i lavoratori hanno le capacità di "leggere" tra le pieghe e quindi di esercitare un pieno controllo su ciò che dice l'azienda. Per di più nelle aziende multinazionali l'aziende XYZ Italia facente parte del gruppo multinazione XYZ potrebbe fare 100 di utile, ma potrebbe girare questi utili al gruppo pagando qualche servizio fittizio. E così figurativamente l'utile andrebbe a 0 e così il premio!

*********

Per ulteriori letture sulla manovra sull'ICI leggi qui, sulla detassazione degli straordinari qui. (Quando va al governo Berlusconi mi tocca essere d'accordo con quelli della voce.info)


giovedì, 08 maggio 2008

Regolamento di conti in casa CGIL: sospeso il gruppo dirigente della FIOM di Milano

Passata la tempesta elettorale, mentre si scrivono documenti unitari per la riforma del modello contrattuale  - osannati dalla stampa, "ma anche" dall'ambasciatore del made in italy -  a Milano succedono cose strane.

Tutto comincia nel Febbraio 2007, quando nell'ambito dell'inchiesta sulle nuove Br, tra le quindici persone raggiunte da avviso di garanzia vi erano anche 8 iscritti alla CGIL tra cui anche un delegato FIOM della Brullo-Marcegaglia dello stabilimento di Sesto San Giovanni tale Massimiliano Murgo.

Murgo viene immediatamente sospeso dalla FIOM e quindi espulso dalla CGIL lombarda per l'adesione e il sostegno in qualità di delegato ad un precedente sciopero indetto dai COBAS con tanto di volantini contro la CGIL.

Il 10 maggio del 2007 nella zona di Sesto San Giovanni, si svolge l'attivo dei delegati FIOM per discutere la piattaforma per il rinnovo del Contratto Nazionale di Lavoro dei metalmeccanici a cui interviene anche Massimiliano Murgo. Il Segretario Generale della FIOM di Milano e i dirigenti sindacali presenti, pur considerando sbagliata la presenza all'attivo di un lavoratore espulso dalla CGIL,  hanno ritenuto di proseguire la discussione con i delegati sul contratto, piuttosto che dare spazio ad una palese provocazione e vanificare la discussione su un argomento così importante come la piattaforma
  per il rinnovo del Contratto Nazionale di Lavoro dei Metalmeccanici.

A più di un anno di distanza dal fatto, il Collegio Giudicante della Commissione di Garanzia della CGIL Lombardia (una sorta di magistratura interna) decide di "decapitare" il gruppo dirigente della FIOM-CGIL di Milano sospendendo la Segretaria Generale Maria Sciancati per 6 mesi e altri tre dirigenti per 3 e 4 mesi. il Collegio Giudicante ha censurato un comportamento che quel medesimo gruppo dirigente aveva il dovere di assumere ritenendo più importante la discussione con i propri militanti rispetto alla provocazione attuata da Murgo.
 
Il provvedimento appare quantomeno esagerato, ha tutta l'aria di un attacco politico alla FIOM-CGIL (a cui vogliono far pagare anche il disastro elettorale della Sinistra arcobaleno) dopo le divergenze dello scorso autunno con la Confederazione sul cosidetto "pacchetto welfare" e alla vigilia un'importante consultazione dei lavoratori sulla riforma contrattuale.


mercoledì, 07 maggio 2008

La Semplificazione

Il Signor B ha presentato il suo governo (ma i ministri non dovevano essere dodici o avevamo capito male?), con una bella novità: sparito il Ministero della Salute. Viva la Semplificazione.





Creative Commons License
Questo/a opera è pubblicato sotto una Licenza Creative Commons.