Questa è la lettera inviata ieri mattina dal presidente russo Medvedev ad alcuni capi di stato e governo, fra cui il presidente degli Stati Uniti George W. Bush, quello francese Nicolas Sarkozy, il cancelliere tedesco Angela Merkel e il presidente del consiglio italiano Silvio Berlusconi. Medvedev annuncia il riconoscimento dell'indipendenza di Ossezia del Sud e Abkhazia.
I media occidentali appena trascorsi i primi due giorni dall'inizio del conflitto tra Georgia e Russia hanno cercato di far passare questa guerra come un'aggressione russa contro la povera Georgia.
I fatti, invece, si sono svolti più o meno così: la Georgia, sotto consiglio e aiuto concreto degli Stati Uniti, che hanno trasferito reparti georgiani dall'Afghanistan alla Georgia ed hanno fornito i "trainer" ai reparti speciali georgiani, hanno attaccato pesantemente l'Ossezia del Sud (si era parlato di 1600 civili morti ma forse bisogna fare la tara trattandosi di fonte russe, ma sicuramente tanti), territorio formalmente georgiano ma popolato per la stragrande maggioranza da russi, territorio protetto da forze di interposizione di pace composte da forze armate russe su mandato internazionale. Giustamente i russi hanno respinto i georgiani indietro senza provocare grossi "danni collaterali " (a differenza di quel che fanno di solito gli americani) tra i civili. Sicuramente molto ma molto meno di quel che hanno fatto gli USA e la NATO contro la Yugoslavia per "difendere" il Kosovo.
Dopo che queste due regioni (Ossezia Sud e Abkhazia) sono di fatto indipendenti dal 92, il parlamento russo ieri le ha riconosciute con un atto ufficiale. Gli USA e l'Europa ci avevano impiegato molto meno con il Kosovo (e ancora meno quando venne riconosciuta la Croazia). Non si può certo dire che i russi siano stati frettolosi.
Gli USA e la NATO vengono ripagati con la stessa moneta. Ben gli sta.
Poi è sicuramente vero che dietro questo motivo politico-istituzionale ci siano come sempre delle motivazioni economiche: la Russia vuole tenere sotto controllo l'unico oleodotto tra est e ovest che non passa dal suo territorio.
Quanto all'Europa e a noi, non credo ci convenga metterci contro la Russia, quando un quarto del nostro fabbisogno energetico è soddisfatto dai russi. Buone erano state le prime mosse delle UE conciliante con Mosca, ma poi deve essere arrivata qualche strigliata da oltreoceano.
Strabilianti, negli ultimi giorni, poi le dichiarazioni del ministro degli esteri francese che ha detto che la Russia in questo modo modifica con la forza i confini europei: ma perchè la Georgia è nella UE (bisognerebbe deninciare Saakashvili che usa a sproposito in discorsi ufficiali la bandiera della UE)? O non sono forse stati la NATO e gli USA a cercare di modificare continuamanete i confini della Russia dal 91 ad oggi espandendo la NATO fin sotto le porte di Mosca?
I fatti, invece, si sono svolti più o meno così: la Georgia, sotto consiglio e aiuto concreto degli Stati Uniti, che hanno trasferito reparti georgiani dall'Afghanistan alla Georgia ed hanno fornito i "trainer" ai reparti speciali georgiani, hanno attaccato pesantemente l'Ossezia del Sud (si era parlato di 1600 civili morti ma forse bisogna fare la tara trattandosi di fonte russe, ma sicuramente tanti), territorio formalmente georgiano ma popolato per la stragrande maggioranza da russi, territorio protetto da forze di interposizione di pace composte da forze armate russe su mandato internazionale. Giustamente i russi hanno respinto i georgiani indietro senza provocare grossi "danni collaterali " (a differenza di quel che fanno di solito gli americani) tra i civili. Sicuramente molto ma molto meno di quel che hanno fatto gli USA e la NATO contro la Yugoslavia per "difendere" il Kosovo.
Dopo che queste due regioni (Ossezia Sud e Abkhazia) sono di fatto indipendenti dal 92, il parlamento russo ieri le ha riconosciute con un atto ufficiale. Gli USA e l'Europa ci avevano impiegato molto meno con il Kosovo (e ancora meno quando venne riconosciuta la Croazia). Non si può certo dire che i russi siano stati frettolosi.
Gli USA e la NATO vengono ripagati con la stessa moneta. Ben gli sta.
Poi è sicuramente vero che dietro questo motivo politico-istituzionale ci siano come sempre delle motivazioni economiche: la Russia vuole tenere sotto controllo l'unico oleodotto tra est e ovest che non passa dal suo territorio.
Quanto all'Europa e a noi, non credo ci convenga metterci contro la Russia, quando un quarto del nostro fabbisogno energetico è soddisfatto dai russi. Buone erano state le prime mosse delle UE conciliante con Mosca, ma poi deve essere arrivata qualche strigliata da oltreoceano.
Strabilianti, negli ultimi giorni, poi le dichiarazioni del ministro degli esteri francese che ha detto che la Russia in questo modo modifica con la forza i confini europei: ma perchè la Georgia è nella UE (bisognerebbe deninciare Saakashvili che usa a sproposito in discorsi ufficiali la bandiera della UE)? O non sono forse stati la NATO e gli USA a cercare di modificare continuamanete i confini della Russia dal 91 ad oggi espandendo la NATO fin sotto le porte di Mosca?





