La vicenda della compagna Vladimir Luxuria all'Isola dei Famosi segna un arretramento disastroso al di là di ogni immaginazione per la sinistra ed in particolare per Rifondazione Comunista, partito nelle cui liste la ex deputata venne eletta nella scorsa legislatura. Si poteva pensare che con le elezioni della passata primavera si fosse toccato il fondo, ma ci si sbagliava.
La sola partecipazione al noto programma televisivo di una ex rappresentante -seppur da "indipendente"- eletta sotto le insegne di falce e martello sarebbe dovuto essere sufficiente (non tanto per le polemiche sulla inopportunità di fare il programma in Honduras, paese poverissimo) per un allontanamento dal partito.
Capita ora di leggere titoli trionfalistici su Liberazione, organo del partito. Capita di leggere sulla stampa gratuita le congratulazioni del Segretario Paolo Ferrero!
"La vittoria di Vladimir Luxuria all'Isola dei Famosi è una vittoria politica: nel senso del costume, dell'apertura mentale, dei modelli umani; non in senso stretto, non di partito. Vladimir è una persona che ha un elevatogrado di solidarietà, di fratellanza, di reciprocità con il prossimo, di eguaglianza; nello stesso tempo è una persona molto sensibile e molto attenta agli altri e alle dinamiche [alle dinamiche di che? bah forse è stato un taglio dei redattori-macchina]. E' un modello antropologico [sic!] molto positivo, dal mio punto di vista. Per quanto riguarda il suo futuro in Rifondazione Comunista, deciderà Vladimir... Lei ha declinato l'invito di candidarsi alle elezioni europee: mi aveva già manifestato l'idea di stare un passo indietro" [da City del 27 novembre].
Da rimanere allibiti! Si scambia per vittoria politica (addirittura "non nel senso stretto"!) quella che è una profonda sconfitta sul piano culturale della sinistra. Celebrando questa vittoria si celebra il trionfo devastazione culturale portata avanti strumentalmente da questa dall'egemonia neoliberista (in versione cafona italiana) della destra; questi degradati programmi televisivi sono funzionali allo stordinamento generale degli strati meno preparati culturalemnte e intellettualmente.
Forse chi - da sinistra - si rallegra per questo effimero successo pensa che si possa far passare un qualche messaggio di emancipazione tramite quello strumento di comunicazione, ma si sbaglia di grosso. Il messaggio è costituito dal contenitore stesso. Ogni parola ogni discorso in quel contesto è deformato, triturato e sicuramente compromesso. Il messaggio è la scenografia, la regia, la fotografia - che potremmo definire pornografica - i rossetti accecanti, i tacchi vertiginosi in studio, le inquadrature su metri quadrati di carne da esposizione. Come si può pensare che una vittoria in questo baraccone sia una vittoria politica?
Questo è anche il disastro culturale che ha portato la dirigenza del PRC, un partito che - almeno osservandolo dall'esterno - è una sommatoria disorganica di tanti pezzi di movimenti scorrelati (tutti temi importanti, sia chiaro), messi semplicemente uno accanto all'altro nella speranza che qualcosa di buono potesse venir fuori, senza un progetto complessivo, senza qualcuno che riuscisse a fare una sintesi portanto, in nome dell'apertura a candidature come quella di Luxuria.
Alla luce degli esiti dell'ultimo congresso c'è da rimanere veramente spiazzati dalle parole di Ferrero. Avevo capito che all'ultimo congresso avesse vinto una linea politica opposta a quella che aveva portato candidature di questo tipo, quella che rincorreva ogni partecipazione televisiva, una linea che si riproponeva di ripartire dal partito che tentava di riportare un po' di ordine mentale. E invece? Bah! Invece ancora mi pare un guazzabuglio di idee e di tendenze difficilmente districabili.
Con quale credibilità si può andare a chiedere il voto davanti ai cancelli di una fabbrica o in qualsiasi altro luogo di lavoro, quando si celebra il rincoglionimento dell'Isola dei Famosi? Il danno prodotto forse incosapevolmente è immenso.
La sola partecipazione al noto programma televisivo di una ex rappresentante -seppur da "indipendente"- eletta sotto le insegne di falce e martello sarebbe dovuto essere sufficiente (non tanto per le polemiche sulla inopportunità di fare il programma in Honduras, paese poverissimo) per un allontanamento dal partito.
Capita ora di leggere titoli trionfalistici su Liberazione, organo del partito. Capita di leggere sulla stampa gratuita le congratulazioni del Segretario Paolo Ferrero!
"La vittoria di Vladimir Luxuria all'Isola dei Famosi è una vittoria politica: nel senso del costume, dell'apertura mentale, dei modelli umani; non in senso stretto, non di partito. Vladimir è una persona che ha un elevatogrado di solidarietà, di fratellanza, di reciprocità con il prossimo, di eguaglianza; nello stesso tempo è una persona molto sensibile e molto attenta agli altri e alle dinamiche [alle dinamiche di che? bah forse è stato un taglio dei redattori-macchina]. E' un modello antropologico [sic!] molto positivo, dal mio punto di vista. Per quanto riguarda il suo futuro in Rifondazione Comunista, deciderà Vladimir... Lei ha declinato l'invito di candidarsi alle elezioni europee: mi aveva già manifestato l'idea di stare un passo indietro" [da City del 27 novembre].
Da rimanere allibiti! Si scambia per vittoria politica (addirittura "non nel senso stretto"!) quella che è una profonda sconfitta sul piano culturale della sinistra. Celebrando questa vittoria si celebra il trionfo devastazione culturale portata avanti strumentalmente da questa dall'egemonia neoliberista (in versione cafona italiana) della destra; questi degradati programmi televisivi sono funzionali allo stordinamento generale degli strati meno preparati culturalemnte e intellettualmente.
Forse chi - da sinistra - si rallegra per questo effimero successo pensa che si possa far passare un qualche messaggio di emancipazione tramite quello strumento di comunicazione, ma si sbaglia di grosso. Il messaggio è costituito dal contenitore stesso. Ogni parola ogni discorso in quel contesto è deformato, triturato e sicuramente compromesso. Il messaggio è la scenografia, la regia, la fotografia - che potremmo definire pornografica - i rossetti accecanti, i tacchi vertiginosi in studio, le inquadrature su metri quadrati di carne da esposizione. Come si può pensare che una vittoria in questo baraccone sia una vittoria politica?
Questo è anche il disastro culturale che ha portato la dirigenza del PRC, un partito che - almeno osservandolo dall'esterno - è una sommatoria disorganica di tanti pezzi di movimenti scorrelati (tutti temi importanti, sia chiaro), messi semplicemente uno accanto all'altro nella speranza che qualcosa di buono potesse venir fuori, senza un progetto complessivo, senza qualcuno che riuscisse a fare una sintesi portanto, in nome dell'apertura a candidature come quella di Luxuria.
Alla luce degli esiti dell'ultimo congresso c'è da rimanere veramente spiazzati dalle parole di Ferrero. Avevo capito che all'ultimo congresso avesse vinto una linea politica opposta a quella che aveva portato candidature di questo tipo, quella che rincorreva ogni partecipazione televisiva, una linea che si riproponeva di ripartire dal partito che tentava di riportare un po' di ordine mentale. E invece? Bah! Invece ancora mi pare un guazzabuglio di idee e di tendenze difficilmente districabili.
Con quale credibilità si può andare a chiedere il voto davanti ai cancelli di una fabbrica o in qualsiasi altro luogo di lavoro, quando si celebra il rincoglionimento dell'Isola dei Famosi? Il danno prodotto forse incosapevolmente è immenso.





