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martedì, 20 maggio 2008

Contro i primi provvedimenti economici del governo Berlusconi

Le prime misure del governo Berlusconi a quanto pare saranno l'eliminazione dell'ICI, già fortemente ridotta dall'ultima finanziaria di Prodi (controllate sul sito dei vostri comuni quanto dovreste pagare), per la quasi totalità delle prime case e la detassazione delle parti variabili di salari e stipendi (straordinari e premi di risultato o di produzione). E come si fa ad essere contrari a manovre che abbassano o tolgono tasse? Ecco come.

ICI. L'eliminazione dell'imposta comunale sugli immobili rischia di essere una redistribuzione a favore dei ceti più ricchi.

Mettiamo che in un certo paese vi siano 100 cittadini, di cui 20 in affitto, 60 proprietari che pagano 100 euri di ICI e 20 che pagano 1000 euri. L'importo totale è 26000 euri. Questi soldi tornano ai cittadini sottoforma di servizi per un valore diciamo di 260 euri: anzi siccome i meno abbienti saranno più bisognosi di questi servizi mentre i più ricchi solitamente si rivolgono al settore privato, ai più poveri - almeno in linea di principio - verranno restituiti servizi per un valore superiore a 260. Ora se i 26000 vengono eliminati e non rimpiazzati da altre tasse, quei servizi vengono eliminati e chi è in affitto ci perde 260 e più, chi pagava 100 perde 160 e chi pagava 1000 ci guadagna 740!

Quindi la bontà della manovra dipende da come (o se) verrà rimpiazzata questa entrata: se sarà almeno proporzionale all'ICI non cambierà nulla, se verrà sostituita da una tassa "piatta" (o più "piatta" dell'ICI) i più poveri comunque ci perderanno. Per essere favorevole ai meno ricchi, bisognerebbe eliminare l'ICI della prima casa fino a - chessò - 25mq/persona e aumentare i restanti mq/persona, aumentare ICI per seconde case ecc.

Detassazione degli straordinari. Questa manovra, secondo i promotori, ha il duplice scopo di aumentare gli stipendi e salari e contemporaneamente aumentare la produttività. Nel medio e lungo periodo produrrà gli effetti opposti. Vediamo perchè.

Sulla produttività facciamo un passo indietro. Nei talk show televisi gli opinion maker si riempiono la bocca con la produttività, ma nessuno spiega in maniera semplice cosa sia la produttività. La produttività è semplicemente la quantità di beni (o servizi) prodotta nell'unità di tempo. Se aumento il tempo di lavoro aumento la quantità prodotta, ma non è detto che aumenti la produttività. Anzi. Il più delle volte è più facile che diminuisca perchè nelle ore eccedenti a quelle ordinarie le facoltà psico-fisiche del lavoratore diminuiscono con anche ovvie e non trascurabili conseguenze negative sulla sicurezza sul posto di lavoro. Quindi lavorare di più non aumenta la produttività.

Per quanto riguarda l'aspetto economico, questa misura favorirebbe solo quella parte di lavoratori che possono fare gli straordinari. Inoltre si genererebbe una lotta al ribasso: un nuovo lavoratore sarà disposto a ricevere uno stipendio più basso con la "garanzia" di fare straordinari, quindi nel lungo periodo sgli stipendi si abbasserebbero. Inoltre i lavoratori sarebbero sempre più ricattabili: se non fai questo o quello, se non la pensi in un certo modo non ti faccio fare gli straordinari. Anche i lavoratori con contratto a tempo indeterminato diventano in parte precari se il proprio salario diventa dipendente da un fattore flessibile controllato dal datore di lavoro. I lavoratori perderebbero progressivamente controllo del proprio tempo se saranno costretti a fare lo straordinario per avere uno stipendio decente. Ed è questo l'aspetto che considero più grave: il controllo del tempo è l'esercizio del potere di uno su un altro.

L'incentivo al lavoro straordinario, inoltre, porterebbe ad un'ovvia riduzione degli occupati: molto rozzamente (non è esattamente e matematicamente cos') possiamo dire che ogni 40 ore di straordinario è un posto di lavoro di una settimana in meno.

Infine, molto significativa è la posizione di Confindusria a tal proposito. La Marcegaglia (proprio oggi è morto un suo operaio nella fabbrica di Casalmaggiore) ha detto che sebbene questa misura vada "a tutto vantaggio dei lavoratori", "Condividiamo il provvedimento di detassazione degli straordinari". Ma guarda un po', chissà perchè?

********
(nota aggiunta il 09/06/08)

Vorrei aggiungere una nota sui premi aziendali. Come è noto oltre agli straordinari verranno detassati anche i "premi" derivanti dalla contrattazione di secondo livello per - secondo i promotori - incentivare la produttività, per premiare i lavoratori più meritevoli. Occorre segnalare che la contrattazione di secondo livello, sebbene già prevista dagli accordi del luglio 93, è presente solo in una minoranza di aziende e riguarda non più del 30% degli addetti. Quindi anche nel settore privato la stragrande maggioranza dei lavoratori non avrebbe nemmeno la possibilità di godere di questi sgravi (e di questo bisognerebbe tenere conto quando si parla della rivisione dei modelli contrattuali).
Inoltre i giornali ed i politici spesso confondono questi premi con i premi di produzione. Sono invece Premi di risultato. Sembra solo una sottigliezza linguistica, ma dietro c'è una profonda differenza d'impostazione: il premio di produzione era strettamente legato alla quantità di beni prodotti: voi lavoratori dell'azienda X avete prodotto il 10% in più e allora vi viene elargito un premio di Y. Il premio di risultato dice: l'azienda ha aumentato gli utili del Y% e quindi il premio sarà di tot.
Ora nel secondo caso, in un'economia sempre più finanziarizzata, gli utili si possono aumentare anche tagliando il personale  o spostando lo stabilimento dove costa meno o per qualche speculazione in borsa. Si può arrivare all'assurdo che i lavoratori per aumentare il premio debbano accettare di... di essere eliminati! Tutto ciò con l'aumento di produttività non c'entra proprio niente.

Inoltre l'aumento della produzione è/era controllabile, semplicemente contando i "pezzi" . Misurare oggettivamente i ricavi e gli utili presenta delle difficoltà: primo perchè non tutti i lavoratori hanno le capacità di "leggere" tra le pieghe e quindi di esercitare un pieno controllo su ciò che dice l'azienda. Per di più nelle aziende multinazionali l'aziende XYZ Italia facente parte del gruppo multinazione XYZ potrebbe fare 100 di utile, ma potrebbe girare questi utili al gruppo pagando qualche servizio fittizio. E così figurativamente l'utile andrebbe a 0 e così il premio!

*********

Per ulteriori letture sulla manovra sull'ICI leggi qui, sulla detassazione degli straordinari qui. (Quando va al governo Berlusconi mi tocca essere d'accordo con quelli della voce.info)

di cinghiosff | 22:54 | Link |
Commenti
#1   21 Maggio 2008 - 07:21
 
Concordo con le tue considerazioni. Aggiungo solamente che al di là delle assicurazioni fornite all'ANCI non credo che il gettito proveniente dall'ICI che non perverrà più nelle casse dei Comuni sarà sostituito da un eguale importo di trasferimento dello Stato e quindi, come al solito, delle due l'uno, o iComuni dovranno aumentare altre tasse o le tariffe dei servizi oppure saranno costretti a riduerre i servizi.
Niente di nuovo sotto il sole...
Ciao
Utente: Contattami Guarda il mediablog (foto, audio e video) di questo utente. Blocca questo utente paoloborrello

#2   21 Maggio 2008 - 09:52
 
Sull'ICI.
L'ICI è una tassa ingiusta perchè tassa un bene già tassato in altro modo.
Detto questo, per un discorso di perequazione, la detassazione si potrebbe applicare solo a determinate categorie di edifici e parimenti potrebbe essere aumentata sulle seconde case.
Sulla detassazione degli straordinari.
Sono perfettamente d'accordo con te.
Aggiungo solo che questo provvedimento rischia anche di aumentare gli infortuni sul lavoro, perchè quando si è stanchi si è anche meno vigili
Utente: Contattami Guarda il mediablog (foto, audio e video) di questo utente. Blocca questo utente FrancaFranca

#3   22 Maggio 2008 - 19:24
 
Grazie Paolo dell'intervento.

Ciao Franca,
non capisco bene perchè tu dica che la casa sia un bene tassato due volte. Un conto è la tassazione sul reddito generato dalla proprietà della casa e un conto è la tassa (l'ICI) sull'immobile stesso che secondo me non è insesata: la casa sfrutta quei servizi e quelle infrastrutture messe a disposizione dal comune.


Ciao
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#4   23 Maggio 2008 - 10:06
 
Cerco di spiegarmi.
Se io compro una casa lo faccio con soldi già tassati. Poi pago le tasse sul reddito che produce.
Per quanto riguarda i servizi resi dal Comune ho già pagato oneri di urbanizzazioni e costo di costruzione.
L'ICI è stata introdotta perchè era il modo più facile di tassare le persone perchè al contrario dei redditi, è un bene che non si può nascondere.
Invece di tassare le case, perchè non fare una sana lotta contro l'evasione fiscale?
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#5   23 Maggio 2008 - 13:22
 
Scusa Franca,
ma continuo a non capire: un conto è la casa ed un altro il reddito prodotto dalla casa. Sono due cose diverse. Poi si può convenire o meno se tassare la casa

Se con il mio reddito di lavoro dipendente già tassato io comprassi delle azioni, secondo te il reddito prodotto da queste azioni non dovrebbe essere tassato perchè le azioni sono state acquistate con soldi già tassati?

Ciao
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#6   24 Maggio 2008 - 09:41
 
Non mi sembra un esempio attinente.
Le azioni ti producono un interesse, cioè un'entrata reale.
La casa quale entrata reale ti procura?
Utente: Contattami Guarda il mediablog (foto, audio e video) di questo utente. Blocca questo utente FrancaFranca

#7   03 Giugno 2008 - 16:12
 
FrancaFranca credo senza offesa che tu faccia confusione.

L'ICI é una tassa che ha come corrispettivo i servizi comunali di cui la casa beneficia. Al limite tu puoi pensare ad una duplicazione con la TARSU. In ogni caso abolire l'ICI e' una idiozia, perché elimina il briciolo di federalismo che esiste in Italia.

Inoltre cara FrancaFranca, ovviamnete la tua casa genera un interesse reale!!!!!! trattasi dei tuoi servizi abitativi, il prezzo della casa é esattamente il valore scontato a prezzi di mercato dei servizi abitativi da oggi a infinito. tanto é vero che tu li puoi monetizzare: basta pensare all'affitto che saresti disposta ad accettare per privarti dei servizi abitativi, appunto.

Discorso più generale, sempre interpretando quello che dici, é sulla tassaizone del redidto: essendo il reddito=consumo+risparmio ed essendo il risparmio consumo posticipato, la tassazione sul reddito tassa due volte i risparmi, il che é ovviamente distorsivo (riduce l'incentivo a lavorare di più). Ma non dimentichiamoci che lo scopo della tassaizone sul reddito ad aliquote crescenti é appunto redistributivo (per quanto mi riguarda giustamente) e quindi inevitabilmente distorsivo.

Aggiungo tre note a quello che scrive cinghios sugli straordinari:
a) la soglia dei 30000 euro genera una aliquota marginale di più del 100%. se lavoro di più e questo mi fa scattare da 29999 a 30000 euro, la mia tassaizone sale di brutto da 10% (cedolare secca) a tassazione regolare, e io posso arrivare a pagare più del 100 per cento sui maggiori redditi
b) sarà brutalmente distorsivo anche perché indurrà imprese e lavoratori /sindacati a spendere risorse per trovare il modo di spostare salri da una pare all'altra (dallo standard allo straordinario)
c) sarà inevitabile una distorsione in favore del part time.... una bella botta di precarietà in più (il decreto rpevede un escamotage per il periodo transitorio, ma non sarà estendibile)... ne avevamo davevro bisogno

ciao a tutti

Francesco
http://fbogliacino.blogspot.com/
utente anonimo

#8   08 Giugno 2008 - 20:32
 
per quanto riguarda la detassazione degli straordinari ai soli dipendenti privati,perchè non includere anche le forze dell'ordine, visto che sono prima i politici a usurfuire dei loro servizi con le scorte senza limiti?.-
utente anonimo

#9   09 Giugno 2008 - 09:42
 
Ciao Francesco,
riguardo all'eq. reddito = consumo + risparmi immagino tu voglia dire che il reddito si trasforma in consumo + risparmi. E va beh?
Il fatto che il risparmio sia necessariamente un consumo posticipato, non so: E un capitale reinvestito in una nuova impresa cosa è
ancora risparmio o è consumato?
La tassazione sul reddito tassa due volte i risparmi e quindi induce a lavorare meno"... ma il reddito può essere prodotto anche non dal lavoro.

Sulla casa. E' vero che la casa genera un reddito reale, ma (a parziale favore di ciò che dice Franca) se uno ha una sola casa, come può monetizzarlo?

Riguardo i punti b e c sono d'accordo con te. In più questa misura sarà un forma per aggirare in parte la
contrattazione collettiva: perchè fare ore di sciopero quando puoi accordarti con il "padrone" per qualche ora di straordinario in più?
Insomma più che una misura economica è una manovra molto ideologica e politica.

Aggiungo nel post una nota sui premi aziendali.


ciao e grazie a tutti.
Cinghios
utente anonimo

#10   13 Giugno 2008 - 12:12
 
Cinghios,
andiamo per ordine,

(a) il risparmio é un consumo posticipato per definizione, salvo che tu non mi sappia mostrare prove di un qualche tendenza generalizzata al tesoreggiamento, io risparmio oggi perché le prospettive offerte dai mercati finanziari mi offrono rendimenti che più che compensano la voglia di spendere oggi e quindi mi garantiscono possibilità di consumo maggiori in futuro. Che io lo investa e non lo tenga sotto il materasso é conferma empirica che la gente non é idiota e tiene conto che serve un rendimento per compensare il tempo che passa e i prezzi che salgono.

(b) vero che i redidti non dipendono solo dal lavoro, ho semplificato troppo, ma non cambia nulla, a tassazione del reddito tassa due volte i risparmi sempre. se io ottengo redditi da capitale, questi sono tassati due volte, una volta in quanto risparmi, una volta in quanto redditi monetizzati dall'investimento.
c) il fatto che la casa sia monetizzata o meno non vuol dire nulla, io i benefici li ricevo. e poi perché non puoi monetizzarli, predi a prestito, dai la casa come collateral e vai in affitto da te stesso :-)

ciao cinghios e scusa per il ritardo nella risposta, i miei viaggi inetrcontinentali mi fottono tempo a manetta
utente anonimo

#11   13 Giugno 2008 - 12:14
 
nb scusate il commento precedente é sempre a firma Francesco

fbogliacino.blogspot.com
utente anonimo

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politica, economia





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