Con notevole ritardo pubblico un pensiero sulla manifestazione cosidetta "NoCav" di qualche settimana fa riprendendo un commento fatto su un post di Biz.
La miscela del populismo fondamentalmente di destra dipietrino e grillesco e del movimentismo borghese sterile della presunta intellighenzia di sinistra dei girotondi nausea profondamente.
Ho due obiezioni principali: una sul modo di intendere la politica - diciamo di forma ma che diventa di sostanza - e una sui contenuti.
Il problema di forma non è tanto il linguaggio dei comici o la presenza di questo o quel personaggio, ma la totale mancanza di una linea politica. Per fare una manifestazione politica non basta mettere insieme due slogan e chiamare qualche volto noto per attrarre pubblico; bisogna avere un concreto obiettivo politico che possa poi essere misurato. Bisogna conoscere i rapporti di forza - possibilmente prima - per sapere dove andare a parare nel caso di successo o di insuccesso della manifestazione stessa. Non si puo' sempre fare una battaglia in nome dei principi. Per di piu' perdendo sempre.
Ed invece si ripropone lo stesso tipo di manifestazione di sei anni fa del Palavobis sulla giustizia e sulla comunicazione, già perdente allora (anche se allora aveva una forma piu' politica), condita in salsa DiPietro e Grillo, pensando che basti gridare piu' forte e spararle sempre piu' grosse (tanto che lo stesso Di Pietro si e' dovuto dissociare da alcuni interventi della manifestazione stessa! Proprio un bel risultato politico) per aver ragione: proprio il modo di pensare, ragionare e agire della destra. Pur avendo una certa passione per le manifestazioni e per la piazza, quando sento dire che il vero popolo e' in piazza e non nei palazzi e che la piazza e' vera democrazia mentre il palazzo è solo torbida spartizione di potere mi vengono i brividi.
Anche se non sono un sostenitore del PD penso che Veltroni questa volta abbia fatto bene a non partecipare, al contrario di Ferrero e Diliberto.
Sui contenuti, sono d'accordo e non penso ci siano politici del PD o di sinistra che non lo siano: le leggi ad personam sulla giustizia sono scandalose, la questione del monopolio dell'informazione e della mancanza di liberta' nella comunicazione rimangono e si aggravano. Tuttavia penso che Di Pietro, Travaglio D'Arcais e compagni scambino una contraddizione secondaria per una primaria. Prima occorre capire le ragioni del consenso, quindi controbattere la politica Berlusconiana sul piano sociale-economico (possibilmente con una politica veramente alternativa alla destra nei modi e nei contenuti) e poi sciogliere i nodi della giustizia e dell'informazione. Prima la struttura e poi la sovrastruttura... o perlomeno insieme.
La miscela del populismo fondamentalmente di destra dipietrino e grillesco e del movimentismo borghese sterile della presunta intellighenzia di sinistra dei girotondi nausea profondamente.
Ho due obiezioni principali: una sul modo di intendere la politica - diciamo di forma ma che diventa di sostanza - e una sui contenuti.
Il problema di forma non è tanto il linguaggio dei comici o la presenza di questo o quel personaggio, ma la totale mancanza di una linea politica. Per fare una manifestazione politica non basta mettere insieme due slogan e chiamare qualche volto noto per attrarre pubblico; bisogna avere un concreto obiettivo politico che possa poi essere misurato. Bisogna conoscere i rapporti di forza - possibilmente prima - per sapere dove andare a parare nel caso di successo o di insuccesso della manifestazione stessa. Non si puo' sempre fare una battaglia in nome dei principi. Per di piu' perdendo sempre.
Ed invece si ripropone lo stesso tipo di manifestazione di sei anni fa del Palavobis sulla giustizia e sulla comunicazione, già perdente allora (anche se allora aveva una forma piu' politica), condita in salsa DiPietro e Grillo, pensando che basti gridare piu' forte e spararle sempre piu' grosse (tanto che lo stesso Di Pietro si e' dovuto dissociare da alcuni interventi della manifestazione stessa! Proprio un bel risultato politico) per aver ragione: proprio il modo di pensare, ragionare e agire della destra. Pur avendo una certa passione per le manifestazioni e per la piazza, quando sento dire che il vero popolo e' in piazza e non nei palazzi e che la piazza e' vera democrazia mentre il palazzo è solo torbida spartizione di potere mi vengono i brividi.
Anche se non sono un sostenitore del PD penso che Veltroni questa volta abbia fatto bene a non partecipare, al contrario di Ferrero e Diliberto.
Sui contenuti, sono d'accordo e non penso ci siano politici del PD o di sinistra che non lo siano: le leggi ad personam sulla giustizia sono scandalose, la questione del monopolio dell'informazione e della mancanza di liberta' nella comunicazione rimangono e si aggravano. Tuttavia penso che Di Pietro, Travaglio D'Arcais e compagni scambino una contraddizione secondaria per una primaria. Prima occorre capire le ragioni del consenso, quindi controbattere la politica Berlusconiana sul piano sociale-economico (possibilmente con una politica veramente alternativa alla destra nei modi e nei contenuti) e poi sciogliere i nodi della giustizia e dell'informazione. Prima la struttura e poi la sovrastruttura... o perlomeno insieme.






