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lunedì, 26 gennaio 2009

"E’ urgente che il Vaticano sconfessi il vescovo negazionista"

Oggi, per una volta, mi trovo d'accordo con l'elefantino ateo devoto.

"Non è cauto e non è saggio, da parte del Vaticano, che la abrogazione della scomunica dei vescovi lefebvriani della comunità di San Pio X presti il fianco a una nuova polemica con gli ebrei. La revoca di un atto canonico è, in sé, un fatto interno nella vita della chiesa, Ma gli effetti non canonici di un provvedimento canonico dovrebbero essere vagliati con attenzione."

Tuttavia, caro Ferrara, è troppo comodo seguire la Chiesa solo quando torna utile. Che presunzione poi dare suggerimenti -addirittura con urgenza! - al Papa; dopotutto il Papa è infallibile.



di cinghiosff | 14:49 | Link |
Commenti
#1    27 Gennaio 2009 - 18:21
 
Qualche volta anche il Vaticano mostra il suo vero volto.
Su Ferrara taccio...

Franca
utente anonimo

#2    30 Gennaio 2009 - 12:18
 
Certamente c'è stata una sorta di "cappella" mediatica.
Tuttavia, è anche vero che occorre considerare certe cose anche sotto una angolazione diversa.
La scomunica non fu comminata, nè revocata, a proposito del "negazionismo".
Il "negazionismo", peraltro, è una valutazione di tipo storico riguardo agli eventi dello sterminio nazista; non riguarda dunque aspetti dottrinali (per i quali furono scomunicati e sui quali c'è il Magistero; cioè l'unico sui quali il Papa sarebbe infallibile secondo la dottrina cattolica).
Quindi i piani sono differenti.
Che le opinioni di quel lefevriano riguardo ai campi di concentramento siano sbagliate e assolutamente non rispecchiano la posizione ufficiale in merito della Chiesa è stato anche detto.
Ma il provvedimento di scomunica o rimozione di essa non riguarda tali aspetti.
Quindi: dal punto di vista dei media la cosa è una enorme cappella, che può anche essere - erroneamente - usata per dare del nazista a Ratzinger. Ma sta di fatto che la decisione non ha alcuna pertinenza con la questione del negazionismo. (che non è un aspetto dottrinale, anche se, come è stato ripetuto, la posizione della Chiesa a riguardo è ritenere il negazionismo un errore).
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#3    30 Gennaio 2009 - 12:31
 
In altri termini Francesco, nessuno può pretendere che il negazionismo o meno sia un requisito essenziale per essere scomunicati o no.
La questione del negazionismo non è un elemento dottrinale, che costituisce un pronunciamento di tipo magisteriale.
Pertanto, pretendere che il provvedimento di revoca della scomunica dipenda dalle opinioni in merito del soggetto, è errato.
Così come, dal punto di vista del Papa, è anche errato far dipendere certi provvedimenti da "opportunità mediatiche o no". Altrimenti, sarebbero i media a comandare, e il magistero una banderuola sul vento dei giornali.
Questa indipendenza è fondamentale.

Ferrara mostra di non capire questo, oppure fa finta di non capire per risultare gradito ai sionisti.
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#4    30 Gennaio 2009 - 16:18
 
Ciao Biz,
d'accordo non è una questione dottrinale e la Chiesa può scomunicare e revocare chi vuole. Non si capisce però perchè anche oggi il Vaticano abbia dovuto ricordare che ""Chi nega la Shoah
ignora anche la Croce di Cristo". E' una "cappella mediatica" anche questa?

Ad ogni modo la cosa che mi divertiva era che Ferrara, che gioca a fare il papista cattolico tradizionalista, si fosse messo a criticare e dare consigli al Papa! Così è troppo facile!

Ciao
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#5    30 Gennaio 2009 - 20:20
 
Non so chi abbia detto questa cosa, l'ho sentita alla radio.
Ma paragonare le due cose configura una eresia a mio parere piuttosto grave.

Ferrara, questo mi pare evidente, ha una devozione tutta neocon: infatti è più devoto ai sionisti che al Papa :-)
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#6    28 Maggio 2009 - 23:32
 
Quali sono oggi i rapporti tra Stato e Chiesa? Le prese di posizione del Vaticano sui temi della nascita, della morte, della famiglia sono espressione legittima del pensiero cattolico o un’ingerenza nella vita di uno Stato laico?


Nella puntata di questo venerdì su La7 alle 21,10 e sul nostro blog partecipa al dibattito...

Lo Staff di Tetris.
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