Come ben sappiamo la partita alla Camera per ottenere la maggioranza è pressochè segnata; lo svantaggio del PD, tenuto conto anche della serie storica dal 94 in poi, appare incolmabile (anche se sembra che Berlusconi voglia far di tutto per perdere). L'attenzione dei media si sta spostando sempre più sull'esito delle elezioni del Senato, che prevedono un premio di maggioranza regionale. Il risultato nella camera alta sembra in bilico. Ma è veramente così?
Oggi è uscito un sondaggio di IPR Marketing per Repubblica che presenta quattro scenari diversi. In tutti e quattro gli scenari prevale l'equibrio delle due maggiori forze e solo in uno scenario il PDL avrebbe una maggioranza (ma di pochi voti). Ci sono alcune stranezze in questa ricerca. Perchè vi è una riga con la somma di PD, IDV e Sinistra? Forse gli amici democratici di IPR Marketing vorrebbero solo confondere
un po' le acque e far vedere dei numeri più vicini a quelli del PDL, ma Veltroni dovrebbe ricordare loro che quei numeri non si possono sommare. Subdolamente, poi, per creare ancora un po' di fumo, si fa la differenza tra il PDL e tutto il resto dell'opposizione (ma saranno tre opposizioni distinte Sinistra, PD-IDV, UDC).
Ma la cosa strana di questi quattro scenari è che la variazione della Sinistra l'Arcobaleno così come dell'UDC è nulla. La sinistra otterrebbe sempre 18 senatori (praticamente il massimo verosimilmente ottenibile) e l'UDC 13 o 14.
Ma cosa accadrebbe se la Sinistra e l'UDC non riuscissero a superare l'8% in gran parte delle regioni?
Altri quattro scenari, secondo me, più realisti sono stati fatti dal Messaggero qualche giorno fa (puoi scaricare le tabelle e un commento del Manifesto qui).
Da questa indagine risulta che più è polarizzato il voto (con SA e UDC sotto l'8% in tutte le regioni tranne che in Toscana per la Sinistra e in Sicilia per l'UDC) più la distanza in termini di seggi tra il PDL e il PD risulta maggiore.
In questi scenari il PDL avrebbe la maggioranza assoluta se la Sinistra superasse l'8% solo in Toscana.
Quindi, anche nell'ottica del voto contro Berlusconi, è meglio votare per la Sinistra Arcobaleno... che almeno non parteciperà alla grande ammucchiata.
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Una aggiunta sulla disinformazione dei giornaloni che tifano per il voto utile e sperano nella grande coalizione.
Ieri sul Corrierone l'ex maoista Mannheimer commentando i sondaggi al senato concludeva che
È importante sottolineare un dato che può apparire tecnico: nelle regioni ove supereranno l’8% queste forze toglieranno senatori al perdente tra i due partiti maggiori, PD o PDL, ciò che non accadrebbe se non raggiungessero la soglia in questione. Infatti, il vincente tra PD e PDL avrà senz’altro i seggi senatoriali derivanti dall’applicazione del premio di maggioranza, anch’esso computato a livello regionale. I seggi restanti saranno divisi tra il soccombente tra i due maggiori partiti e, eventualmente, le altre forze che supereranno l’8% e che quindi entreranno nella spartizione della "torta" residua.
Ma non è detto che se le due forze minori superassero la soglia dell'8% toglierebbero voti al solo partito grande e perdente. E' vero che il vincente, anche nelle sue migliori regioni, avrà meno del 55% (che grosso modo corrisponde al premio di maggiornaza), ma nel computo dei seggi devono essere presi in considerazioni solo i partiti che abbiano superato 8%. Ad esempio in Lombardia in uno degli ultimi sondaggi il PDL + lega è sul 50,6 il PD +IDV al 31% e Sinistra Arcobaleno e UDC sotto l'8%. Con questi voti il PDL avrebbe circa il 62% dei voti "validi" e il PD 38%. Quindi il PDL prenderebbe 29 senatori, ovvero più del premio di maggioranza che è di 26.
Mettiamo invece che SA sia un po' sopra l'8%, abbassiamo un po' il PDL al 48% e PD al 30%. I voti "validi" sarebbero l'86%. Sa avrebbe il 9,3% dei seggi, PDl (55,8) e PD (34,8). Quindi il PDL otterrebbe 26 seggi, il
PD 16 e la sinistra 5.
Quindi la Sinistra sottrarrebbe 3 seggi al partito di maggioranza (PDL) e 2 a quello grande di minoranza (PD).
In occasione del centenario della festa dell'8 Marzo, qualcosa di nuovo ma anche di antico. Una proposta di inno per la Sinistra; c'è tutto: l'emancipazione femminile, l'emancipazione del lavoro, la giustizia sociale contro lo sfruttamento. E per riprenderci alcune parole: la lega, il socialismo, la libertà.
Sebben che siamo donne,
Paura non abbiamo:
Per amor dei nostri figli,
Per amor dei nostri figli;
Sebben che siamo donne,
Paura non abbiamo,
Per amor dei nostri figli
In lega ci mettiamo.
A oilì oilì oilà e la lega la crescerà
E noialtri socialisti, e noialtri socialisti
A oilì oilì olià e la lega la crescerà
E noialtri socialisti vogliamo la libertà .
E la libertà non vien
Perchè non c'è l'unione:
Crumiri col padrone
Son tutti da ammazzar.
A oilì oilì oilà ...
Sebben che siamo donne,
Paura non abbiamo:
Abbiamo delle belle buone lingue
E ben ci difendiamo.
A oilì oilì...
E voialtri signoroni
Che ci avete tanto orgoglio,
Abbassate la superbia
E aprite il portafoglio.
A oilì oilì oilà e la lega la crescerà
E noialtri socialisti, e noialtri socialisti
A oilì oilì olià e la lega la crescerà
E noialtri socialisti i voroma vess pagà .
Un ringraziamento a www.ildeposito.org, archivio di canti di protesta politica.
Buon 8 Marzo.
Dopo l'ennesima strage sul lavoro il Presidente del Consiglio Romano Prodi (Partito Democratico) si sveglia e assicura per giovedì il decreto legge per attuare il testo unico sulla sicurezza sul lavoro. Ma il ministro del Lavoro Cesare Damiano (Partito Democratico) lamenta la resistenza di Confindustria, la stessa di Matteo Colaninno (Partito Democratico), ma anche di Massimo Calearo (Partito Democratico) e di Maria Paola Merloni (Partito Democratico). Confindustria insiste: «L'aggravamento delle sazioni è inaccettabile». La chiamano cultura imprenditoriale. Democratica s'intende.
Ieri Walter Veltroni ha presentato tre nuovi candidati nelle liste del Piddì: l'operaio della ThyssenKrupp scampato al rogo, un'operatrice di call center e una lavoratrice di una ASL piemontese. "Il PD è il Partito del lavoro" (che per inciso fa PDL) ha detto Uolter. Ma perchè per impegnare il governo a destinare il tesoretto alla riduzione delle aliquote per i lavoratori dipendenti - cosa già prevista dalla finanziaria 2008 - c'è voluto un ordine del giorno della Sinistra l'Arcobaleno in senato? Ecco il voto utile.
Per ora ho letto solo le "slide" di presentazione del programma del PD. E mi è bastato.
Le pagine introduttive
1. L’Italia del PD sceglie il multilateralismo: per le missioni internazionali di pace, contro il riarmo convenzionale e nucleare; per i diritti umani, contro il riscaldamento globale
2. Per l’Europa massima possibile, non per quella minima indispensabile
3. Per il Mediterraneo hub politico ed economico mondiale
4. Per il rafforzamento dell’amicizia con gli Stati Uniti. Europa e Stati Uniti assieme rendono tutto più facile e possibile
E i punti in fondo? E cosa vuol dire "Per il Mediterraneo hub politico ed economico mondiale"? L'Europa massima possibile? Ma come parli?
Il METODO:Nel 1993 l’Italia si salvò dalla crisi economica grazie ad un patto per la stabilità economico-finanziaria.Oggi serve un nuovo patto per la crescita della produttività totale dei fattori.
La produttività totale dei fattori? E cosa vuol dire? Si intende la produttività dei lavoratori delle fattorie? O forse si intendendeva la crescita dei fattori che migliorano la produttività? Mah?
E passiamo alle azioni.
Mezzo punto di PIL in meno di spesa corrente primaria nel primo anno; un punto nel secondo, un altro punto nel terzo. Come? • Benchmarking sistematico e generalizzato ... • No a spoils system e automatismi, si alle centrali di acquisto
Ma chi le ha scritte queste "slide"? Un giovane consulente della comunicazione "alle prime armi"? Benchmarking sistematico e generalizzato? Bisognava proprio scivere "spoils system"? Ricordiamo, poi, che la "s" inglese del plurale in un testo italiano deve essere omessa: si dice - se proprio non si resiste - "i file" e non "i files", si dice "i manager" e non "i managers" e quindi "spoil" e non "spoils".
Migliorare il “forfettone” per le piccolissime imprese
Fortunatamente hanno avuto la decenza di mettere le virgolette, ma fa schifo ugualmente.
Ed ecco che cade nel classico errore (vedi sopra) del subculturato...
Più impianti di rigassificazione e infrastrutture di trasporto e stoccaggio del gas, garantendo la loro terzietà rispetto ai competitors
Estendere a tutti i lavoratori delle tutele fondamentali
Quindi dobbiamo intendere che solo alcune tutele fondamentali debbano essere estese a tutti?
E ancora... un grande sforzo per l’edilizia pubblica e per il social housing
Entro il 2013 occorre portare la rete delle infrastrutture e dei servizi a dimezzare il gap accumulato rispetto al Centro-Nord.
Ed infine. A pagina 35, più apostrofi per tutti... e una maiuscola non si nega a nessuno:
"Subito, nuove regole per il Governo della RAI: una Fondazione e un’Amministratore unico."
In polemica con Bertinotti Walter Veltroni si chiede se siamo nel 2008 o nel 1953. "Può una persona ragionevole sostenere che se si porta un operaio in lista e, quindi, in Parlamento, poi non puoi candidare anche un imprenditore?". Così, durante la registrazione di TV7, Walter Veltroni, replica a Fausto Bertinotti che, commentando la candidatura di Matteo Colaninno e quella dell'operaio scampato al rogo della Thyssen, Italo Boccuzzi, ha sostenuto che 'dei due uno è di troppo'. (repubblica.it)
Caro Uolter, forse non hai capito bene. Quello di troppo - nel PD - è l'operaio. E poi cari amici di Repubblica prendete nota: Boccuzzi si chiama Antonio.
Accordo Pd-Pdl: niente par condicio. Gli esponenti del Partito democratico e del Popolo delle libertà hanno approvato, in Commissione parlamentare di vigilanza, un emendamento al testo di regolamento sulla par condicio televisiva che elimina «la parità di accesso» di tutte le forze politiche in campo per le prossime elezioni politiche in tutti i programmi di informazione, compresi i telegiornali e i programmi di approfondimento giornalistico. Bella democrazia, bella libertà.
Il blogger Biz qualche giorno fa dava quasi per certo il fallimento di qualsiasi accordo tra Pd e radicali.
Per me, i Radicali, dietro una parvenza progressista, sono i rappresentanti delle politiche più abiette che ci possano essere. Pensateci: politica estera: praticamente dei Bushiti; Politica economica: è da decenni che cercano di far votare referendum nell'intento di spogliare i lavoratori di qualsiasi diritto.
Ieri notte, invece, dopo una riunione di sette ore, i vertici del Partito Democratico ed i leader dei radicali hanno raggiunto un accordo. I radicali entreranno nelle liste del PD (pare siano stati riservati 9 posti) ed in caso di vittoria, un posto da ministro. I sondaggisti pensano che i radicali valgano 400mila voti. Ma quanti ne perderà il PD per questa scelta?
Caro Biz, non ti resta che votare la Sinistra. Ci sarà qualche "laicista" da digerire, ma almeno non ci sarà chi vorrebbe spogliare i lavoratori di qualsiasi diritto.
Martedì 5 Febbraio il Presidente Napolitano ha sciolto le camere. Sono passate due settimane e la Sinistra L'Arcobaleno oltre a presentare il simbolo e la candidatura di Bertinotti alla Presidenza del Consiglio (a proposito, ma perchè, essendo ancora in un regime parlamentare, i partiti o le coalizioni devono dichiarare il candidato alla Presidenza del Consiglio dei Ministri?) praticamente non ha ancora iniziato la campagna elettorale. Addirittura per quanto riguarda il mondo del web non esiste ancora un sito "unitario e plurale" ufficiale. C'è un sito pubblicato in occasione dell'assemblea della Sinistra e degli Ecologisti del 8 e 9 dicembre scorsi. "Internettianamente" parlando un'eternità. Qualcun altro ha cercato di sopperire a questa mancanza con un sito - diciamo - amatoriale, ma per competere con le "gioiose macchine da guerra" del PD e del PdL ci vuole ben altro.
Questa confusione e questi tentennamenti di inizio di campagna elettorale riflettono la confusione organizzativa di questa formazione e l'oggettiva difficoltà di presentare un programma credibile.
La crisi politica ha imposto un'accelerazione e l'unione è stata una necessità, ma d'altro canto - almeno a sinistra - non si possono saltare a pie' pari i formalismi democratici. Non si puossono prendere le decisioni di fondersi ed eventualmente di sciogliere un partito senza un congresso, senza i necessari passaggi democratici. Non siamo come la destra.
Sul piano organizzativo non si può riproporre la forma partito tale e quale l'abbiamo conosciuta nel novecento, ma questa sempre evocata rete dei partiti, delle associazioni e dei movimenti di sinistra concretamente come si struttura? Chi prende le decisioni? Chi organizza la vita quotidiana di questo soggetto politico?
Permane l'incertezza della forma, ma questa formazione non può rimanere un cartello elettorale e nemmeno un arcipelago sparso e disordinato di associazioni e quant'altro. Senza un'organizzazione non si riesce nemmeno a creare un sito, non si va da nessuna parte.
Dal punto di vista della strategia politica e della credibilità la sinistra, ed in particolar modo Rifondazione, scontano gli insuccessi del governo Prodi. La dirigenza di questo partito aveva puntato tutto sul compromesso del programma di governo dell'Unione. Forte della sindrome del 98, la destra della coalizione ha fatto accettare alla sinistra di tutto ed ha posto il veto sui provvedimenti più di sinistra (o meglio minimamente socialdemocratici e comunque frutto di un compromesso accettato da tutti). La sinistra non è caduta nella provocazione (per fortuna) di far cadere il governo, ma oggettivamente si ritrova con nulla o quasi in mano. Non si è portato a casa nulla. La legge Biagi è ancora lì, il tesoretto non è stato redistribuito, mentre il cuneo fiscale all'imprese è stato tagliato così come l'irap nell'ultima finanziaria.
E adesso, con tutta la stampa e le tv contro, prova ad andare a spiegare che non si è riusciti per colpa del centro? Ed anche se si riuscisse a spiegarlo, oggettivamente, questi dirigenti hanno fallito. Come minimo chi aveva incarichi di governo non dovrebbe ripresentarsi.
Tuttavia aspettiamo fiduciosi per domani la presentazione del programma. Di sicuro non potrà essere peggio di quello del Piddì. Pur nella comprensione delle difficoltà, non ci sono proprio alternative al voto a La Sinistra L'Arcobaleno. L'unico voto utile. O non vorrete farci prendere in considerazione il voto per trozkisti? E poi quali dei due?
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Breve Nota. Si dice che l'atteggiamento reciproco in campoagna elettorale tra la Sinistra l'Arcobaleno ed il PD debba essere rispettoso e corretto. Tuttavia il maggiore organo di propaganda del PD, La Repubblica, continua ad usare metodi subdoli e ingannevoli per confondere il lettore e l'elettore presentando le posizioni della sinistra. Oggi nella tabella IPR dei sondaggi pubblicati da Repubblica Bertinotti risultava a capo di Sinistra Democratica (sic!), poi "la svista" è stata corretta. Mentre l'articolo riporta
"Sul fronte della sinistra radicale, invece, la cosidetta "Cosa Rossa", ovvero la Sinistra Arcobaleno che raggruppa Rifondazione, Pdci e Verdi, ottiene l'8% dei consensi. Confermando quelle che sono le previsioni."
Solo alla terza volta che viene nominata è riportato il nome corretto (quasi), mentre si insiste nell'usare le espressioni "sinistra radicale" e "cosa rossa" per screditare la formazione o per confondere. Infine la descrizione del raggruppamento è scorretta perchè manca Sinistra Democratica.
A dispetto di quanto annunciato pochi giorni - ormai è deciso, correremo da soli! - Walter Veltroni ha stretto un accordo con il movimento di Di Pietro Italia dei Valori. Il PD e l'Italia dei Valori si presenteranno in coalizione ognuno con il proprio simbolo, certo con lo stesso programma (a proposito quale?).
La stessa cosa che era stata richiesta dai socialisti e dai radicali. Ma perchè invece "Se i socialisti e i radicali vogliono, possono entrare nelle nostre liste ". Bella proposta! O sparisci entrando nel PD o sparisci perchè stai fuori! Ma perchè a Di Pietro è stato concesso? Forse perchè non è comunista, forse perchè non è un ambientalista, forse perchè non è socialista, non è radicale, non è laicista, non è un cattolico integralista. Forse perchè è niente... proprio come il PD.