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domenica, 15 luglio 2007

Nemmeno sbagliata

Nemmeno Sbagliata. Il fallimento della teoria delle stringhe e la corsa all'unificazione delle leggi della fisica. Peter Woits, 2006 (2007, Codice Edizioni, Torino).

Il fisico austriaco Wolfang Pauli era famoso per la sua proverbiale severità. "Era noto per essere un ascoltatore coriaceo capace di esclamare 'sbagliato' (falsch) o 'completamente sbagliato' (ganz falsh) quando non era d'accordo con un oratore". Si racconta che "un giorno quando gli chiesero un'opinione riguardo l'articolo di un giovane fisico rispose con tristezza 'das ist nicht einmal falsch', 'non è neanche sbagliato'. Peter Woits, un fisico teorico americano dalla carriera anomala, rivolge la stessa pesante accusa alla teoria delle stringhe, una eterna promessa sostenuta dai fisici più illustri nata più di trent'anni fa e che occupa da circa vent'anni la scena della fisica teorica. Egli sostiene che non solo questa teoria ha fallito nel fornire la tanto agognata Teoria di Grande Unificazione (GUT), ma non può nemmeno essere considerata una teoria. Nemmeno sbagliata.

Nella prima parte del libro l'autore ripercorre la storia e i successi della fisica dalla nascita della meccanica quantistica (biennio 1925/1926) fino alla consacrazione del cosidetto Modello Standard (metà anni settanta). Questa esposizione forse è un po' troppo complessa per il lettore digiuno di fisica e un po' troppo compressa per gli addetti ai lavori. Comprimere la fisica di un secolo in poco meno di cento pagine è un 'impresa ardua. bene tenterò di farlo in poche righe.

Le forze fondamentali presenti in natura sono quattro: elettromagnetica, debole, forte e gravitazionale. Le prime tre forze si possono spiegare in termini di teorie quantistiche dei campi. Le prime due sono state unificate con successo in un unica teoria (elettrodebole), la terza è una teoria (la cromodinamica quantistica) ancora distinta ma dello stesso tipo (cioè sempre una teoria q. dei campi di gauge ma con un diverso gruppo di simmetria). Queste torie hanno avuto un successo nelle predizioni sperimentali mai avuti prima. La quarta forza (la gravità) è descritta dalla Relatività Generale, cioè dall'equazione di Einstein una teoria "classica". Pertanto i problemi aperti* alla fine degli anni 70 erano e sono tutt'ora formulare una teoria della gravità quantistica, ovvero coniugare la mq con la relatività generale, unificare le 3 interazioni (e poi eventualmente tutte e 4) in un'unica teoria di campo.

Agli inizi degli anni 70 iniziò a circolare una teoria delle stringhe, in cui le particelle non erano più considerate puntiformi, ma appunto delle stringhe. Dalla metà degli anni 80 ad oggi ha occupato gran parte delle risorse della ricerca in fisica teorica rendendola di fatto l'unica alternativa sulla piazza. Questa teoria doveva unificare le quattro interazioni fondamentali, quantizzare la gravità e spiegare le costanti della teoria (le masse delle particelle e le costanti di accoppiamento delle interazioni). Ma sfortunatamente, nelle diverse formulazioni, comporta anche enormi problemi, primo fra tutti quello di essere consistente solo in uno spazio di almeno 10 dimensioni (6 delle quali devono poi essere compattate con qualche "trucco" matematico)!

Secondo qualche sostenitore "la teoria delle superstringhe sarebbe un supercomputer o un'astronave proveniente dal futuro di cui non si possiede ancora il manuale di istruzioni." "Ma" - replica Woit - "cosa accadrebbe se il misterioso oggetto che si spera essere un'astronave si rivelasse invece un semplice tostapane?"

Oltre alle numerose complicazioni matematiche - che nel frattempo hanno ravvivato l'incontro tra fisici e matematici - la "teoria" ha il difetto di non fare previsioni! O le poche che riesce a fare non sono verificabili perchè le energie richieste sono talmente alte che non esistono acceleratori di particelle tanto potenti. Qualche possibilità potrebbe arrivare dalle rilevazioni di raggi cosmici ad altissima energia, che però si stima arrivino sulla (intera) superficie della terra con una frequenza di tre/quattro volte... al secolo!

Ora, una teoria siffatta, posto anche che si riesca a formularla matematicamente coerente, dal momento che non è falsificabile può essere considerata una teoria scientifica? Secondo Woit no e chiede alla comunità dei fisici teorici di riconosecere il fallimento e di iniziare a battere nuove strade.

L'autore, oltre ai problemi più prettamente scientifici, indica anche quali siano le cause "esterne" che hanno portato a questo stallo della ricerca fisica. Da un lato la fisica è rimasta vittima dei propri grandi successi del periodo precedente, lasciando pensare che si potesse sempre progredire, ma le questioni rimaste aperte sono veramente ostiche. Da un altro lato egli individua (analizzando il caso americano) nella struttura dei dipartimenti troppo statica e nel prolungarsi della precarietà dei giovani ricercatori un grande ostacolo al sorgere di nuove idee che possano smuovere la situazione. Dopo la laurea e i canonici tre anni di Ph.D (il dottorato) i ricercatori devono andare avanti con borse di studio (post-doc) di uno o due anni. Uno dei criteri principali di valutazione per l'assegnazione di queste è il numero di pubblicazioni (questo porta tra l'altro al moltiplicarsi smisurato degli articoli, si confrontino gli articoli di oggi con quelli che rivoluzionarono la fisica negli anni 20/30!). Pertanto si punta a ricerche brevi che garantiscano risultati anche piccoli ma sicuri e magari in un ambito di ricerca visto con favore dai professori che dovranno giudicare.

"Esistono altre ragioni per cui c'è soltanto un'alternativa sulla piazza, certo, ma le strutture sociali e finanziarie in cui le persone lavorano costituiscono gran parte del problema".



mercoledì, 18 aprile 2007

La Realtà Travisata 2 - il tempo del crollo delle torri gemelle

Dei tanti aspetti oscuri dei fatti dell'undici settembre, il crollo delle torri gemelle è , a mente fredda, valutandolo 5 anni più tardi, quello più sbalorditivo.Nel crollo delle torri due sono i quesiti fondamentali. Quale energia può avere polverizzato in quel modo le torri e come possono essere cadute in un tempo così breve. Vorrei qui analizzare questo secondo aspetto.

Le versioni ufficiali della comissione 9-11 governativa e della FEMA (del 2002) sostengono che le torri sono crollate a causa di un effetto-pancake (sostenzialmente dicono che staccatisi i primi piani a causa dell'impatto dell'aereo e incendi, questi hanno via via travolto quelli sottostanti). L'ultimo  rapporto NIST (2005 e correzioni del 2006) nega questo effetto senza dare una plausibile giustificazione salvo poi suggerire un qualche tipo di effetto valanga (da notare l'errore grossolano di confrontare una quantità di moto con una forza!) causato dall'impatto dell'aero e dagli incendi sviluppatisi in seguito.

Dal report del NIST si legge ...
In other words, the momentum (which equals mass times velocity) of the 12 to 28 stories (WTC 1 and WTC 2, respectively) falling on the supporting structure below (which was designed to support only the static weight of the floors above and not any dynamic effects due to the downward momentum) so greatly exceeded the strength capacity of the structure below that it (the structure below) was unable to stop or even to slow the falling mass. The downward momentum felt by each successive lower floor was even larger due to the increasing mass.

Tralasciamo qui di considerare il crollo del WTC7 e concentriamoci sulle Twin Towers. Dai video disponibili si può constatare che la torre sud è crollata in un tempo che va da 10 a 15 secondi circa (incertezza che deriva dalla nuvola di polvere che nasconde l'ultima fase). Prendiamo come riferimento 12,5 s e vediamo come questo tempo sia assolutamente incompatibile con teorie del tipo "pancake" o a valanga.

The height of the South Tower is 1362 feet. I calculated that from that height, freefall in a vacuum (read, absolutely no resistance on earth) is 9.2 seconds. According to testimony provided to the 9-11 Commission, the tower fell in 10 seconds. Other data shows it took closer to 14 seconds. So the towers fell within 0.8-4.8 seconds of freefall in a vacuum. Just like WTC7, this speed seemed impossible if each of the 110 floors had to fail individually.
As I was considering this, another problem arose. There is a principle in physics called the Law of Conservation of Energy. There is also the Law of Conservation of Momentum.

Il paragrafo sopra riportato di un articolo http://www.physics911.net/closerlook.htm  di Dave Heller mi ha fatto riflettere e fare alcune considerazioni che esporrò dopo avere richiamato alcuni concetti fondamentali di fisica.

Brevi richiami di fisica generale.
Il moto di un punto materiale è descritto da una funzione x(t), la velocità è la derivata prima nel tempo e l'accelerazione è la derivata seconda nel tempo. L'equazione del moto è data dal secondo principio di Newton F=ma, dove F è la forza, m la massa, e a l'accelerazione. Conoscendo la forma esplicita di F la posizione e la velocità iniziale e integrando due volte nel tempo si ottiene la legge oraria del moto.
Nel caso di caduta di un grave nel vuoto, la forza è costante (per distanze da terra molto piccole confronto il raggio terrestre) vale m*g, dove g è l'accelerazione di gravità (circa 9,81 m/s^2)
l'equazione è mg = ma e integrando ponendo x0 = 410 metri (altezza della torre) e v0 = 0 (velocità iniziale) si ottiene
x(t) = x0 - 0.5+g*t^2,
risolvendo rispetto al tempo e ponendo x=0 la posizione finale si ottiene
t = sqrt(2*x0/g)
da cui t =9,2secondi circa  (dove sqrt è radice quardata di)
Ovvero un grave nel vuoto fatto cadere dalla cima della torre (senza resistenza dell'aria) impiega (impiegava) circa 9,2 secondi a toccare terra.

La Quantità di Moto è
q = m*v
Questa grandezza è un invariante del moto se la risultante delle forze esterne è 0 come si evince
da F = ma -> 0=m*(dv/dt) -> 0=d(m*v)/dt cioè è invariante rispetto al tempo.
Questo teorema (conservazione della quantità di moto) rimane vero anche per forze diverse da 0 ma non impulsive (come la forza di gravità) in un intervallo di tempo dt->0.

Il Modello di Torre più semplice.
Supponiamo, ora, di avere una torre di 410 metri costituita da 110 piani, con una struttura portante priva di resistenza!
Ovvero una pila di punti materiali di massa uguale m tutti distanti d= 410/110 l'uno dall'altro sospesi nel vuoto soggetti alla forza di gravità solo quando questi vengono urtati dal piano superiore. Supponiamo che il piano superiore per qualche motivo si stacchi e che gli urti tra i vari punti  materiali siano anelastici (i piani diventano un sol corpo dopo l'urto) e istantanei . Tra un urto e l'altro l'equazione del moto è quella di grave nel vuoto con velocità iniziale v(0) diversa da 0.
Questo modello è il "più favorevole" alla Versione Ufficiale non essendoci resistenza nè dell'aria nè della struttura portante!

Ad ogni urto (diciamo l'n-esimo) però per la conservazione della quantità di moto (m*v) si ha

n*m*vf (finale del passo n) = n*m*vi (velocità iniziale passo n+1) + m*vi         *
da cui
vi=(n/n+1)vf
cioè ad ogni urto la velocità si riduce (solo per il trasferimento della quantità di moto) di un fattore n/(n+1)

Per l'ennesimo passo l'equazione risolta rispetto al tempo è
t = ( sqrt( vi*vi + 2 * d * g ) - vi ) / g ;

dove vi è la velocità iniziale al passo n
d è la distanza tra i piani d =410/110 metri

Al passo successivo la velocità sarà 
(n/n+1)*vi + g*t

iterando 110 volte e partendo con v iniziale = 0 si ottengono (con un banale programma o mettendo la formula in un foglio excel) tutti i tempi t di percorrenza dei 110 piani e sommandoli si ottiene
un tempo complessivo di crollo pari a 14,89 secondi! tempo superiore (o al massimo pari a quello osservato del crollo della torre sud )

Conclusione
Anche in modello di torre ultra semplificato senza tener conto della struttura stessa della torre e senza tener conto di cosa abbia dato inizio al crollo, una dinamica di crollo di tipo "a valanga" è incompatibile con il tempo di crollo che si può misurare dal video. A meno che gli urti non avvengano, ovvero i piani inizino a crollare prima che il piano superiore urti il piano inferiore: ma ciò è incompatibile con la Versione Ufficiale che vuole il crollo dovuto essenzialmente all'impatto dell'aereo e agli incendi. La versione (o le versioni) ufficiale si preoccupa di dare un spiegazione plausibile per l'uomo della strada, facendo affidamento sull'ignoranza scientifica diffusa.

Insomma pare che i terroristi oltre a farsi beffe di tutto l'apparato difensivo della prima potenza militare mondiale, siano riusciti anche a sospendere le leggi fondamentali della fisica!


NOTE. In rete poi ho trovato molto siti che fanno calcoli simili introducendo anche modelli più complessi che portano ad allungare sempre di più il tempo di crollo. Ad esempio qui

Il NIST è il National Institute of Standards and Technology
la FEMA è la Federal Emergency Management Agency






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