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mercoledì, 18 aprile 2007

L'emancipazione possibile

Da qualche settimana Microsoft ha messo in vendita il nuovo sistema operativo Vista e come sempre tra poco sarete (saremo) costretti a "migrare" alla nuova verione. Potrebbe essere una buona occasione per emanciparsi dai capricci del Signor Gates ed iniziare ad utilizzare il sistema operativo gratuito Linux: per iniziare a prendere confidenza con questo sistema operativo è disponibile una versione completamente gratuita all'indirizzo http://www.knoppix.org/ che può essere copiata su un CD e caricata sul vostro computer senza dover essere installata! Si inserisce il CD all'avvio (come dicono i tecnici un "bootable disk") e potrete sperimentare Linux e centinaia di applicazioni open source per tutti i gusti senza intaccare il vostro sistema operativo Windows e il vostro hard disk. Se poi vi sentirete a vostro agio, potreste decidere di installarlo e abbandonare definitivamente Windows.

Se, invece, non potete fare a meno delle Finestre più diffuse al mondo ma non volete pagare per i programmi applicativi, ecco un elenco di prodotti gratuiti open source che potrebbero fare al caso vostro...
Notepad++ sostituisce Ultraedit
7Zip sostituisce Winrar, Winzip, ecc.
Tora sostituisce Toad,DB Artisan,Rapid SQL, PL/SQL Developer, ecc
Firefox sostituisce Internet Exploder
The Gimp sostituisce Photoshop
Putty, Openssh sostituisce SecureCRT, RemotelyAnywhere, ecc.
Thunderbird sostituisce Outlook
Zinf sostituisce Winamp
SAGE: come RSS Reader integrato con Firefox.
GanttProject sostituisce MS Project
e dulcis in fundo OpenOffice della Sun per sostituire l'intero pacchetto Office di Microsoft.   

Provare per credere.


di cinghiosff | 22:34 | Link | commenti
informatica

AuschwitzLab: information technology on demand

Buona parte della storiografia di stampo liberale tende a considerare i fascismi europei ed il nazismo in particolare come una strana parentesi storica, come se il nazismo e l'olocausto fossero scaturiti dalla pazzia di pochi individui o al più dalla pazzia collettiva di un popolo. Non fu così. Questa  tragedia si sviluppò nel mezzo dell'Europa, in un'economia di tipo capitalista.

Molte aziende, non solo tedesche, beneficiarono del lavoro coatto di milioni di prigionieri europei, ebrei e non, ricominciando le attività nel dopoguerra con un indubbio "vantaggio competitivo" nascondendosi dietro al paravento della presunta costrizione da parte del regime nazista affichè  utilizzassero questi lavoratori, quando invece furono proprio queste società a richiedere lavoro a costo nullo a speciali "agenzie di lavoro" naziste.

Ma forse non tutti sanno che ci fu una multinazionale che diede un contributo, non solo per così dire passivo, ma decisivo al regime nazista alla pianificazione e realizzazione di quel progetto che doveva essere la soluzione finale.

Fin dagli anni trenta l'International Business Machines, tramite la propria filiale tedesca, intuendo i bisogni informatici per censimenti anagrafici e studi demografici del terzo reich e quindi fiutando il " business" sia dal punto di vista strettamente economico che di accrescimento della conoscenza intrattenne relazioni sempre più strette con le gerarchie naziste. Fin tanto che nel 36 al Sig. Watson, fondatore di IBM, venne consegnata un'importante onorificenza nazista, che in seguito dovette riconsegnare.
Quando gli Stati Uniti, vedendo la deriva del regime hitleriano, chiusero i rapporti economici con la Germania, l'IBM riuscì comunque a mantenere le relazioni industriali con lo stato tedesco, grazie alla filiale Dehomag, Deutsche Hollerith Maschinen Gesellschaft, che aveva un'altra denominazione e quindi apparentemente staccata dalla casa madre, ma in realtà controllata tramite la filiale svizzerà di IBM stessa.
Grazie alle schede perforatrici Hollerith di IBM, i nazisti aiutati da tecnici forniti dalla stessa azienda poterono raggiungere nella schedatura, "profilazione del cliente" diremo oggi, di avversari politici, pericolosi sovversivi, di zingari, ebrei ed in generale dei popoli dominati, un'efficienza impensabile allora. I numeri che vennero tatuati sulla pelle degli ebrei e degli altri prigionieri dei campi di concentramento furono proprio generati da quelle business machines! La classificazione degli haftlinge, la scelta di chi dovesse andare andare nei campi di lavoro e chi direttamente ai forni vennero facilitate dalla moderna teconologia di una delle corporation più avanzate e per di più americana!
Pare addirittura che i tecnici arrivassero nei territori da conquistare ancor prima della Wermacht, in modo che i soldati sapessero in anticipo i quartieri da rastrellare, conoscessero le persone più pericolose, quelle da arrestare. Real Time.

Ma come dicono i purisiti del liberismo... business is business.


per approfondimenti IBM e l'olocausto scheda del libro






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