Un occhio ai dati
Per iniziare ad affrontare l'analisi del crollo della Sinistra Arcobaleno ho raccolto i risulati di Rifondazione Comunista, PDCI e Verdi dal 92 ad oggi alle elezioni politiche ed europee. Il dato di Sinistra Democratica non essendo scorporabile in nessuna elezione non è stato considerato (sarebbe interessante capire quale possa essere stato il contributo - si fa per dire - di questa formazione).

Dai grafici si vede che quest'area di sinistra è stata nel corso 92-06, nonostante gli alti e bassi delle singole formazioni, abbastanza costante tra l'8 e l'11% In termini di voti assoluti quest'area rappresentava dai 3 ai 4 milioni di elettori. Oggi rappresenta poco più di 1 milione di cittadini: se ne sono andati quasi 3 milioni di elettori in soli due anni!
Il voto utile
Nella primavera scorsa i congressi dei DS e della Margherita hanno decretato lo sciogliemento dei rispettivi partiti ed hanno avviato la costituzione del Partito Democratico. Il PD sin dalle prime uscite dell'allora candidato segretario Veltroni ruppe con il disegno della larga alleanza di centrosinistra che a fatica aveva retto il governo Prodi.
Ma perchè il voto utile ha avuto tanta presa anche sull'elettorato di sinistra?
Il superamento della repubblica parlamentare
Perchè l’astensione? Molti si sono astenuti perchè hanno giudicato l'esperienza di governo è complessivamente negativa.
In politica economica, pur nella presenza di alcuni risultati positivi da evidenziare come un buon recupero dell'evasione fiscale, non si è riusciti mai a chiudere su qualche misura redistributiva. In politica estera, pur migliorandola rispetto al governo della destra con il recupero almeno della multilateralià le spese militari sono cresciute, e sul piano dei diritti dei cittadini immigrati e sul piano dei diritti civili - pur non essendo secondo me una questione centrale - beh,... lo sappiamo tutti come è andata. E le politiche ambientali? Non pervenute.
Il potere mediatico dei giornaloni “democratici” ha fatto il resto. Il governo è caduto dal centro ma a dispetto di tutte le evidenze i parlamentari di sinistra sono stati dipinti come i più inaffidabili e come quelli che hanno fatto fallire l’azione di governo.
Detto questo, tuttavia, oggettivamente gli esponenti della Sinistra hanno la responsabilità di aver scelto una linea politica che ha portato niente o quasi niente di ciò che era stato promesso. Probabilmente non per loro colpa diretta, ma comunque per loro colpa politica dal momento che –come minimo - non hanno valutato correttamente i rapporti di forza per sostenere i punti più progressivi nell’azione di governo: ha avuto più peso Dini di cento parlamentari della fu Sinistra Arcobaleno!
Nonostante da alcuni anni (almeno dalla famosa manifestazione a difesa dell’articolo 18 promossa dalla CGIL nel 2002) esistesse un’area di sinistra più o meno omogenea, c’è voluta l’irruzione del Partito Democratico sulla scena politica perchè anche a sinistra si avviasse un processo di aggregazione. Tuttavia questo è avvenuto in ritardo e indotto dall’esterno. Nonostante il forte impulso della manifestazione del 20 Ottobre, la prima assemblea fu organizzata solo ai primi di dicembre! E poi con il precipitarsi della crisi di governo è stata fatta questo non meglio definito agglomerato che giustamente è stato percepito come un semplice cartello elettorale. Le candidature in mancanza di una struttura organizzativa comune sono state spartite tra le quattro formazioni sulla base del rispettivo (presunto) peso elettorale.
Proposta politica
Non solo la forma organizzativa è stata ritenuta poco credibile, ma anche la proposta politica. Dopo aver cercato di spostare gli equilibri dall’opposizione, dopo aver cercato di influenzare l’azione politica da dentro al governo e non aver ottenuto significati risultati in nessuno dei due casi, come potevano essere credibili le stesse (sostanzialmente) proposte politiche senza nemmeno che nessuno dei dirigenti o dei ministri si fosse dimesso?
Si insiste sempre troppo sulla contaminazione delle “varie culture” di sinistra, ma quali sono queste varie culture? In fondo PRC, PDCI ed anche SD sono in vario modo riconducibili ad una cultura marxista, rimangono i verdi: ma l’ecologismo può essere considerato una “cultura” a sè?
Mi pare che questa Sinistra, ma anche Rifondazione in tutta la sua storia, sia il tentativo di mettere insieme tanti pezzi di movimento, senza però fare un discorso orgnanico complessivo. Si mettono i vari conflitti le varie questioni (tutte giuste per carità) una a fianco all’altra, ma senza rincondurle ad una visione complessiva del mondo e della politica. Per proporre una società alternativa bisogna avere e indicare un’idea forte (ne avevamo parlato giusto un anno fa), bisogna praticare questa idea nei comportamenti di tutti i giorni, porsi degli obiettivi concreti anche a breve termine e non rimandare questa costruzione ad un futuro sempre indefinito.






