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lunedì, 22 giugno 2009
Da giorni ormai il governo iraliano lancia accuse nei confronti dei paesi occidentali. Si parla di "interferenze", soprattutto di Spagna e Gran Bretagna, e le ragazze sarebbero "manipolate o incitate" dai Paesi stranieri, come ha affermato anche l'ayatollah Minzolini nel suo sermone al telegiornale. Sotto accusa anche i media stranieri. Un portavoce del Ministero degli Esteri iraliano, ha accusato i network El Pais e Times di voler dividere il paese con i loro reportage. E anche i Guardoni della rivoluzione (i pasdaran) hanno sostenuto che le proteste e i disordini seguiti alle fotografie presidenziali "indicano che è in atto un complotto contro la rivoluzione". Di seguito il comunicato divulgato dal massimo organo direttivo nazionale.
Il Consiglio dei Guardoni della rivoluzione, massima autorità iraliana sulle questioni sessual-elettorali, ha ammesso alcune discrepanze nelle foto pubblicate nei giorni scorsi dai noti siti scandalistici delle forze sovversive. Il portavoce dei Guardoni Abbassa li Kaxxodai ha spiegato che le venti ragazze ritratte con il presidente hanno denunciato la messinscena: "il premier aveva addosso tantissimo trucco. Ballammo stretti un lento davanti a tutti!" . Ciononostante si ribadisce che ciò "non può portare a un cambiamento sostanziale dei risultati". In Iralia gli elettori non sono obbligati a guardare da una particolare postazione seggio e possono esercitare il loro diritto anche in altre località. "Se supponiamo che i volti contati in questi 50 festini siano circa tre milioni, questi non possono cambiare il rincoglionimento nazionale".
Il Privato è politico
Ufficio stampa de
I Guardoni della Rivoluzione.
lunedì, 26 gennaio 2009
Oggi, per una volta, mi trovo d'accordo con l' elefantino ateo devoto.
"Non è cauto e non è saggio, da parte del Vaticano, che la abrogazione della scomunica dei vescovi lefebvriani della comunità di San Pio X presti il fianco a una nuova polemica con gli ebrei. La revoca di un atto canonico è, in sé, un fatto interno nella vita della chiesa, Ma gli effetti non canonici di un provvedimento canonico dovrebbero essere vagliati con attenzione."
Tuttavia, caro Ferrara, è troppo comodo seguire la Chiesa solo quando torna utile. Che presunzione poi dare suggerimenti -addirittura con urgenza! - al Papa; dopotutto il Papa è infallibile.
lunedì, 01 dicembre 2008
La vicenda della compagna Vladimir Luxuria all'Isola dei Famosi segna un arretramento disastroso al di là di ogni immaginazione per la sinistra ed in particolare per Rifondazione Comunista, partito nelle cui liste la ex deputata venne eletta nella scorsa legislatura. Si poteva pensare che con le elezioni della passata primavera si fosse toccato il fondo, ma ci si sbagliava.
La sola partecipazione al noto programma televisivo di una ex rappresentante -seppur da "indipendente"- eletta sotto le insegne di falce e martello sarebbe dovuto essere sufficiente (non tanto per le polemiche sulla inopportunità di fare il programma in Honduras, paese poverissimo) per un allontanamento dal partito.
Capita ora di leggere titoli trionfalistici su Liberazione, organo del partito. Capita di leggere sulla stampa gratuita le congratulazioni del Segretario Paolo Ferrero!
"La vittoria di Vladimir Luxuria all'Isola dei Famosi è una vittoria politica: nel senso del costume, dell'apertura mentale, dei modelli umani; non in senso stretto, non di partito. Vladimir è una persona che ha un elevatogrado di solidarietà, di fratellanza, di reciprocità con il prossimo, di eguaglianza; nello stesso tempo è una persona molto sensibile e molto attenta agli altri e alle dinamiche [alle dinamiche di che? bah forse è stato un taglio dei redattori-macchina]. E' un modello antropologico [sic!] molto positivo, dal mio punto di vista. Per quanto riguarda il suo futuro in Rifondazione Comunista, deciderà Vladimir... Lei ha declinato l'invito di candidarsi alle elezioni europee: mi aveva già manifestato l'idea di stare un passo indietro" [da City del 27 novembre].
Da rimanere allibiti! Si scambia per vittoria politica (addirittura "non nel senso stretto"!) quella che è una profonda sconfitta sul piano culturale della sinistra. Celebrando questa vittoria si celebra il trionfo devastazione culturale portata avanti strumentalmente da questa dall'egemonia neoliberista (in versione cafona italiana) della destra; questi degradati programmi televisivi sono funzionali allo stordinamento generale degli strati meno preparati culturalemnte e intellettualmente.
Forse chi - da sinistra - si rallegra per questo effimero successo pensa che si possa far passare un qualche messaggio di emancipazione tramite quello strumento di comunicazione, ma si sbaglia di grosso. Il messaggio è costituito dal contenitore stesso. Ogni parola ogni discorso in quel contesto è deformato, triturato e sicuramente compromesso. Il messaggio è la scenografia, la regia, la fotografia - che potremmo definire pornografica - i rossetti accecanti, i tacchi vertiginosi in studio, le inquadrature su metri quadrati di carne da esposizione. Come si può pensare che una vittoria in questo baraccone sia una vittoria politica?
Questo è anche il disastro culturale che ha portato la dirigenza del PRC, un partito che - almeno osservandolo dall'esterno - è una sommatoria disorganica di tanti pezzi di movimenti scorrelati (tutti temi importanti, sia chiaro), messi semplicemente uno accanto all'altro nella speranza che qualcosa di buono potesse venir fuori, senza un progetto complessivo, senza qualcuno che riuscisse a fare una sintesi portanto, in nome dell'apertura a candidature come quella di Luxuria.
Alla luce degli esiti dell'ultimo congresso c'è da rimanere veramente spiazzati dalle parole di Ferrero. Avevo capito che all'ultimo congresso avesse vinto una linea politica opposta a quella che aveva portato candidature di questo tipo, quella che rincorreva ogni partecipazione televisiva, una linea che si riproponeva di ripartire dal partito che tentava di riportare un po' di ordine mentale. E invece? Bah! Invece ancora mi pare un guazzabuglio di idee e di tendenze difficilmente districabili.
Con quale credibilità si può andare a chiedere il voto davanti ai cancelli di una fabbrica o in qualsiasi altro luogo di lavoro, quando si celebra il rincoglionimento dell'Isola dei Famosi? Il danno prodotto forse incosapevolmente è immenso.
venerdì, 21 dicembre 2007
Per il Signor B in RAI lavora "chi si prostituisce o chi è di sinistra". Come dargli torto?
************ aggiunto il 22/12 ***********
Al di là della figuraccia del Cavalier B nei dialoghi intercettati (ma ormai non c'è limite al peggio e chi lo sostiene non smetterà di farlo per questo) e al di là delle facili allusioni che si potrebbero fare sui vari Vespa, Giorgino, sulle Anne la Rosa, sulle Alde D'Eusanio, eccetera eccetera, questa considerazione forse può essere estesa a tutto il mondo economico più o meno produttivo.
La prostituta offre il suo corpo in cambio di denaro, il divo e la diva vendono la loro immagine, l'operaio le sue braccia, il nuovo lavoratore "cognitivo" la sua testa. Non so cosa sia peggio o meglio. A volte si richiede anche un'adesione al modello proposto, all'ideologia aziendalista dominante. Si tratta sempre dell'alienazione di un pezzo di se in cambio di denaro. Insomma, non è una battuta, Berlusconi ha in qualche modo ragione.
Aggiornando il vecchio adagio: socialismo o prostituzione.
venerdì, 16 novembre 2007
Oggi 8 ore di sciopero nazionale dei metalmeccanici per il rinnovo del contratto collettivo, scaduto il 30 Giugno scorso, con manifestazioni in tutti i capoluoghi di regione. A Milano, grazie soprattutto ai lavoratori bresciani e bergamaschi sempre numerosi, un corteo di circa 60000 lavoratori (così hanno detto dal palco) ha sfilato dalle 9.30 alle 11.30 da Porta Venezia a Piazza del Duomo. Le richieste possono essere così sintetizzate:
la riforma dell’inquadramento per il riconoscimento della giusta professionalità dei lavoratori;
la riduzione della precarietà del lavoro e la stabilizzazione dei contratti temporanei;
la richiesta salariale di 117 euro mensili con un ulteriore aumento di 30 euro mensili per i lavoratori senza contrattazione integrativa;
non assorbibilità degli aumenti;
no ad uno scambio maggiore flessibilità sull'orario con maggior salario.
Come sempre più accade purtroppo senza qualche accadimento particolare tutto ciò non fa notizia. Anche sul Manifesto questa mattina solo un breve trafiletto in ottava pagina! Rientrato all'ora di pranzo aprendo i siti internet dei maggiori quotidiani nemmeno un link! Solo sulla prima pagina dell'Unità online c'era un titoletto ma relegato abbastanza in fondo. E allora il Circolino dei Cinghios non ha potuto fare a meno di darvene conto per sopperire alla mancata informazione da parte del cosiddetto "main stream".
lunedì, 22 ottobre 2007
Sabato mattina, sulla via per Roma all'autogrill Cantagallo, non sono ancora le otto ma i giornali di sinistra sono già spariti. Bene saremo in tanti, pensiamo. Qualcuno ha il coraggio di comprare la Repubblica. Sfoglio anch'io il giornale, cerco la notizia dello sciopero nazionale Vodafone del giorno prima. Uno sciopero contro l'esternalizzazione di 914 lavoratori all'azienda Comdata. Mercoledì finalmente ne aveva parlato l'Infedele e giovedì Annozero, ma su La Repubblica di sabato neanche una mezza riga! Niente. Sfoglio e risfoglio, ma niente! Possibile che su 68 - e dico sessantotto! - pagine non abbiano trovato lo spazio per questa notizia? Non mi dire che hanno paura di perdere un grande inserzionista? E sul Corriere e su La Stampa (a proposito oggi La Stampa ha dedicato le prime 9 - e dico nove - pagine alla vittoria della ferrari, almeno così hanno detto alla rassegna stampa)?
Per avere notizie andate su Vodafone People.
In compenso il tintore della fontana di Trevi, ancora oggi, ha l'onore della prima sul Corriere on line.
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