Il Circolino dei Cinghios

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mercoledì, 07 ottobre 2009

Verso le "primarie" del PD. Capitolo Linea Politica

Verso il Congresso, la convention e le primarie. Continuiamo la disanima delle proposte seguendo lo schema indicato nei post precedenti.
Capitolo "Linea Politica". Se è vero che non vi sono grossissime differenze di linea politica "alta" tra le tre ozioni, lo stesso non si può dire sulla linea politica più tattica, ovvero su quegli aspetti di Politique politicienne, di alleanze tra partiti, di tattica elettorale e parlamentare.

Due considerazioni preliminari: le uniche due volte che il campo di centrosinistra ha vinto le elezioni lo ha fatto con una coalizione ampia. La strategia Veltroniana fondata sulla vocazione maggioritaria del PD si è rilevata fallimentare.

Sulla tattica politica le due mozioni sono ben diverse: da un lato Franceschini, pur riconoscendo i limiti dell'impostazione di Veltroni, non ne prende in modo chiaro le distanze. Non può evidentemente farlo perchè è stato il vice di Veltroni.

"Vogliamo tornare a vincere e quindi sceglieremo la strada delle alleanze anche per il governo nazionale, come abbiamo fatto nei comuni e nelle province e come faremo il prossimo anno nelle regioni.
Ma dobbiamo dire con chiarezza che non torneremo a quella stagione delle coalizioni frammentate e litigiose, costruite con l'unico collante del nemico. Quel tipo di coalizione che ha sempre colpevolmente  coperto la qualità dell'azione dei governi di centrosinistra."

Marino dice che vuole "Un partito che abbia un forte respiro maggioritario, che costruisca le proprie alleanze a partire dal proprio profilo e da quello che vuole per il Paese, non in base alla convenienza elettorale o al mero esercizio politicista di cui abbiamo avuto fin troppi esempi in questi anni." Ed anche di voler "Riformare la legge elettorale in senso maggioritario e uninominale." No grazie.


La mozione Bersani, invece, vuole cambiare decisamente la rotta. E' ragionevole quindi, già dalle regionali del 2010 "sperimentare su basi programmatiche larghi schieramenti di centrosinistra, alleanze democratiche di progresso alternative alla destra."

"Sul piano istituzionale noi scegliamo un modello parlamentare rafforzato in alternativa a formule più o meno mascherate di presidenzialismo, una legge elettorale chiara e non stravolgente l’architrave costituzionale, da elaborare in collaborazione con chi crede ad un bipolarismo maturo che renda l’elettore determinante nella scelta degli eletti e del governo."

Il Circolino è ancora più chiaro e ritiene che sarebbe utile all'Italia un ritorno ad una repubblica parlamentare compiuta: sistema proporzionale con, eventualmente una soglia di sbarramento. Che i partiti tornino a fare i partiti e decidano in Parlamento le alleanze. La convinzione che il bipolarismo blindato sia migliore e che lasciare scegliere agli elettori il governo sia il modo migliore alla luce dell'esperienza di questi 15 anni si è rivelata infondata, nonchè costituzionalmente discutibile in quanto è stata introdotta di fatto una repubblica presidenziale plebliscitaria.


*** P.S. dopo la vicenda del Lodo Alfano ***
 
Il ragionamento su esposto sul sistema elettorale cade a fagiuolo sulla vicenda del Lodo Alfano.
La principale arma dialettica usata dai berlusconidi in questi giorni - "Ma Berlusconi è stato eletto dal popolo" - è formalmente errata perchè il Presidente del Consiglio (e non Premier, nè Primo ministro) è nominato dal Presidente della Repubblica, sentito il Parlamento, unico organo eletto direttamente.

Ma, c'è un ma. Di fatto, nella sostanza, è ormai diffuso nell'opinione pubblica che il Presidente del Consiglio sia eletto direttamente dagli elettori perchè le varie riforme elettorali che si sono susseguite dal 93 al 2005 hanno stravolto nei fatti la Repubblica parlamentare facendola diventare una Repubblica - diciamo - semipresidenziale. Il Maggioritario prima, che ha forzato il costituirsi delle coalizioni prima delle elezioni e il Porcellum dopo che ha stabilito che si indicasse sulla scheda il "candidato Premier collegato alla coalizione" hanno svuotato il Parlamento dei propri poteri consegnando al Presidente del Consiglio e al governo un potere enorme.

Allora, in questo, il centrosinistra, che sin dal 93 ha seguito quel percorso schierandosi con Mariotto Segni (forse perchè pensava essendo minoritario di conquistare il potere con questa scorciatoia), dovrebbe fare autocritica e per il futuro cambiare decisamente rotta ristabilendo il potere del parlamento non solo sulla carta ma anche nella sostanza. La mazione di Bersani lascia qualche speranza in tal senso ma dovrebbe essere ancora più chiara: per restituire al Parlamento tutto il suo potere bisogna tornare ad un sistema elettorale puramente proporzionale eventualmente con uno sbarramento, ma senza premi di maggioranza, senza coalizioni preordinate.

di cinghiosff | 14:33 | Link | commenti
politica, pd


mercoledì, 05 agosto 2009

Non sono un vuoto a perdere. Una risposta a Ichino sui riti stanchi alla INNSE

Oggi il senatore del PD Ichino ci parla dalle colonne del Corrierone dei riti stanchi degli operai della INNSE e di come questi siano stati traditi da un sindacato vecchio e ottuso.(ma guarda un po' che bella novità). Può anche darsi che la storia di questi giorni sia un copione già visto mille volte e che il sindacato sia fuori dalla realtà: vuoi che non si trovi la soluzione per 49 operai di cui 25 già vicini alla pensione? E vuoi che i padroni non abbiano già fatto una proposta economica?
Dice Ichino "se l’operazione sarà gestita bene, nel giro di sei mesi o un anno i lavoratori saranno tutti appropriatamente ricollocati e ampiamente indennizzati, con un costo accettabile per l’impresa". Ma il punto sta proprio qui: questi operai sono determinati a ribadire che l'imprenditore non può fare e disfare come e quando gli pare, che non tutto si può comprare! Non si può comprare la dignità delle persone!

Si segnala anche questa bella risposta pubblicata su Operai Contro (associazione e rivista molto vicina agli operai INNSE),

Qui alcune immagini del paesaggio post-industriale della zona Lambrate via Rubattino. A vederli dalla tangenziale est questi capannoni fanno impressione: immensi e quasi tutti diroccati. A vederli sembra quasi impossibile che ci sia un sito produttivo fino a pochi mesi fa.


di cinghiosff | 21:40 | Link | commenti
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martedì, 28 luglio 2009

Verso il congresso o quel che è. Capitolo Organizzazione

Seguendo la traccia indicata da Padoa Schioppa sul corrierone, passiamo alla seconda questione: l'Organizzazione.

A quanto pare i due principali sfidanti hanno due idee diverse, su questo punto: estremizzando un po' si può dire che
Uno vuole continuare sul tipo di organizzazione già delineato da Veltroni. Un partito "leggero" (ma anche un po' "radicato"), costruito a cui si possa aderire anche non iscrivendosi (ma anche sì)
L'altro vuole il ritorno ad un partito più tradizionale, più strutturato e più territoriale.

Facciamo un passo indietro e vediamo cosa dice wikipedia alla voce "Centralismo democratico", una "best practice" delle forme organizzative partitiche..

Centralismo democratico è il nome dato ai principi di organizzazione interna usati dai partiti politici leninisti, e il termine è qualche volta usato come un sinonimo per qualsiasi politica leninista all'interno di un partito. L'aspetto democratico di questo metodo organizzativo consiste nella libertà dei membri del partito di discutere e dibattere su politica e direzione, ma una volta che la decisione del partito è scelta dal voto della maggioranza, tutti i membri si impegnano a sostenere quella decisione. Quest'ultimo aspetto rappresenta il centralismo. Come lo descriveva Lenin, il centralismo democratico consiste in "libertà di discussione, unità d'azione".

Gli statuti delle organizzazioni leniniste avevano definito i seguenti principi-base del centralismo democratico:

1. Carattere elettivo e revocabile di tutti gli organi di partito dalla base al vertice.
2. Tutti le strutture devono rendere conto regolarmente del loro operato a chi li ha eletti e agli organi superiori.
3. Una rigida e responsabile disciplina nel partito, subordinazione della minoranza alla maggioranza.
4. Libertà di critica e autocritica all'interno del partito.
5. Le decisioni degli organi superiori sono vincolanti per gli organi inferiori.
6. Cooperazione collettiva di tutti gli organi al lavoro e alla direzione, e contemporaneamente responsabilità individuale di ogni membro del partito sul proprio operato.

Detto questo, in termini organizzativi, è possibile un partito non leninista? A me pare che tutte le possibili varianti siano solo tentativi mal riusciti di scopiazzare questo tipo di organizzazione. Si può cambiare nome al Segretario Generale, si può cambiare nome al Comitato Centrale (Comitato Politico, Consiglio Nazionale, Assemblea Nazionale,...) ma in tutte le organizzazioni più o meno serie c'è un congresso ogni tre-quattro-cinque anni che decide la linea strategica, tra un congresso e l'altro l'organo collegiale eletto ha le funzioni di direzione politica e infine c'è una Segreteria che, come dice la parola, ha funzioni esecutive. E' tutto abbastanza semplice, non vedo perchè complicare e sabotare con questo modello democratico e razionale di organizzazione con con diversi livelli di appartenenza (iscritti, elettori iscritti all'albo, elettori), con uno statuto che vuole tenere dentro (a livello di idee organizzative) tutto e il contrario di tutto.

Come dice ancora wikipedia...
A ben guardare, il centralismo democratico viene adottato attualmente nel governo di quasi tutti gli enti nei paesi democratici, dove si prevede che i ministri, o assessori, una volta presa una decisione all'interno dell'organo, devono difenderla senza mostrare eventuali fratture interne fra maggioranza e minoranza. I ministri dissenzienti devono in genere dimettersi, potendo ovviamente manifestare il proprio dissenso dopo le dimissioni. Questo potere di dimissioni è alla base della democrazia parlamentare.


L'unica vera alternativa a questo modello è il movimento d'opinione costruito con un rapporto diretto tra il capo e le masse, in stile Berlusconi, Grillo Di Pietro oppure come movimento d'opinione per singoli temi, in stile Radicali o in stile Verdi. O ancora il movimentismo assembleare incocludente. Ma questi più che Partiti sono appunto movimenti. E non è questo che ci aspettiamo dal Partito Democratico. Vero?

Un grande atto pratico è stata la fusione tra i DS e la Margherita. La scissione è finita. Il proletariato democratico e il suo partito devono essere uniti. Rimane un compito importante, serio e di grande responsabilità: applicare di fatto i principi del centralismo democratico nell'organizzazione del partito, svolgere un lavoro costante affinché la cellula organizzativa fondamentale del partito sia costituita di fatto, e non a parole, dalle organizzazioni di base, affinché tutte le istanze superiori siano effettivamente elettive, responsabili e revocabili. Con un lavoro tenace bisogna costituire un'organizzazione che comprenda tutti gli operai socialdemocratici coscienti e viva una sua vita politica autonoma. L'autonomia di ciascuna organizzazione del partito, riconosciuta finora per lo più sulla carta, deve essere e sarà realizzata praticamente. Bisogna eliminare e sarà eliminata la lotta per le cariche, la paura dell'altra "frazione". Dovremo avere di fatto delle organizzazioni uniche, in cui si sviluppi la lotta ideale delle diverse correnti del pensiero socialdemocratico. Non sarà facile ottenerlo, non l'avremo di colpo. Ma il cammino è tracciato, i principi sono proclamati, e noi dobbiamo assicurare l'integrale e coerente realizzazione di questo ideale organizzativo.

di cinghiosff | 09:51 | Link | commenti
politica, sinistra, pd


giovedì, 23 luglio 2009

Verso il congresso, o quel che è. Capitolo Ideologia: I tre Miti

Qualche giorno fa Padoa Schioppa (e che c'entra) ha giustamente posto l'attenzione su quattro questioni, anzi direi addirittura quistioni, che il Congresso dovrà affrontare: Ideologia, Organizzazione, Linea politica, Leadership.

Bene, proviamo a partire dalla prima riproponendo una vecchia - ma non troppo - canzone leggermente rivista (potrebbe andare bene anche come Inno). Altro che nuovo...

I Tre Miti (I Nomadi)


Quelli che son stati adolescenti insieme a me,
e di anni ne hanno almeno sessantaatrè,
avevano tre miti nel sessanta o giù di lì:
il sesso, il socialismo ed il PCI.

Magari la ragazza c'era chi l'aveva già
ma sogni rosa e petting a metà.
Il sesso quello vero era tutt'altro era lontano,
Hugh Heffner o la storia di un mio amico.

Ma poi poco alla volta ce lo siamo conquistato,
il tabù infranto c'è chi si è sposato.
Lavoro, figli, alcuni divorzio infine libertà
ma ormai fuori dal mito e fuori età.

E ritorniamo indietro a quei vent'anni o giù di lì,
vediamo la faccenda del PCI.
Io fortunato ci son stato sopra a quell'età
perchè ad un mio amico lo comprò papà.

E dopo tanti anni ce l'ho avuto pure io,
un PCI vero proprio tutto mio.
Magari certo è usato ed anche arrugginito
e soprattutto ormai fuori dal mito.

E c'è chi tra di noi ha abbandonato l'avventura
per noia, opportunismo o per paura.
E chi non l'abbandona ma non capisce cosa sia
per troppa fede o per poca ironia.

E c'è chi come me, tra sessantotto e masochismo,
è ancora lì che aspetta il socialismo.
Arriverà stiam certi, sarà euro- o dal volto umano,
speriamo che non sia di seconda mano.


http://www.youtube.com/watch?v=wFETKKbBrFw


venerdì, 17 luglio 2009

La bocciofila che piace a noi

Questo Circolino è sempre stato molto critico verso il Partito Democratico, ma non è indifferente all'esito che avrà l'imminente percorso "congressuale" (il congresso non esiste ma tant'è). Anche il Circolino sente la necessità di prendere parte.

Ancora non si sono delineati i contenuti delle politiche che vorranno portare avanti i candidati segretario, ma sono abbastanza chiare due cose:

la differenza sulla concezione dell'organizzazione che deve avere il Partito.
la differenza sulla tattica politico-elettorale.

Il Circolino auspica decisamente che vinca Bersani. Un partito di centrosinistra non può essere un semplice partito d'opinione, avere un'organizzazione di tipo "liquido", come ha avuto il PD in questi quasi due anni. Questo partito deve essere strutturato, territoriale, radicato. Bisogna sapere chi è iscritto e chi no, bisogna sapere chi decide cosa. Per questo è meglio Bersani.

Le forze progressiste in Italia non hanno mai avuto una maggioranza assoluta. Per tornare a governare il Paese in tempi ragionevoli, questo partito deve costruire delle alleanze. Forse qualcosa di diverso dall'Ulivo, qualcosa di diverso dall'Unione, ma occorre dire basta alla linea della "vocazione maggioritaria". Questa linea ha perso di brutto e continua a perdere.
 
Infine, pur non essendo spesso d'accordo, Bersani ha un linguggio e utilizza delle categorie
comuni.

L'impressione è che sia l'unica candidatura sensata.

di cinghiosff | 22:04 | Link | commenti
politica, pd


mercoledì, 18 febbraio 2009

Cerco la parola congresso ma non la trovo

A poche ore dal disastro elettorale sardo, dove il PD ha perso oltre 11 punti percentuali rispetto alle elezioni politiche della scorsa primavera e altrettanti rispetto alle precedenti elezioni regionali, il Partito Democratico si sta infilando in un vicolo cieco determinato anche e soprattutto dalla natura poco definita della struttura interna.

Non mi interessa quì analizzare le cause che hanno portato a questo risultato, ma vedere quali possono essere le vie d'uscita organizzative.

Già da un po' di tempo si era cominciato a parlare di possibili leader alternativi, di possibili congressi da farsi prima o dopo le elezioni europee. Sull'Unita' -l'ex organo del partito e attuale giornale dell'ex Presidente Soru - leggo che Ora le ipotesi più credibili in campo sarebbero quella di un'assemblea costituente che incoroni Franceschini fino al prossimo congresso oppure andare subito alle primarie, una soluzione caldeggiata soprattutto dalla "corrente Bersani".
Lo stesso Veltroni questa mattina, nella conferenza stampa nella quale ha spiegato le ragioni delle dimissioni da segretario, ha parlato di congresso. "Ho chiesto a Dario di assumere le responsabilità di questo momento nella speranza che si possa dare rapidamente certezza; ma poi, senza concitazione, si deve svolgere un congresso con una vera discussione politica, non imbrigliata".

Il problema, però, è che non esiste un congresso. Avete capito bene. Lo statuto del PD non prevede un congresso, come organismo. Quindi non capisco proprio attorno a cosa ruoti questa discussione sul congresso. L'organismo deputato a definire  la linea politica è, dovrebbe essere, l'assemblea nazionale, che però non è votata solo dagli iscritti, ma anche dagli elettori (e cosa si iscrive a fare uno?). Ma a differenza di un congresso, gli elettori e gli iscritti possono "partecipare alla scelta dell'indirizzo politico del partito mediante l'elezione diretta dei Segretari e delle Assemblee al livello nazionale e regionale" ma non possono partecipare ad un dibattito per la costruzione della linea politica, non possono votare un documento, o emendarlo o proporre delle tesi contrapposte. Per di più ad oggi questo organismo non esiste ancora. Esiste una assemblea costituente (che temporaneamente dovrebbe svolgere il ruolo di quella nazionale, Norme transitorie Art.45), ma non esiste l'assemblea nazionale. Cioè non esiste l'organismo di indirizzo politico! C'è una Segreteria e una Direzione Nazionale che devono eseguire e rendere operative le decisioni di un organismo che non esiste! Per forza c'è il vuoto!

Questo è quello che succede a prendere la strada del partito "liquido". O meglio è quello che succede a prendere la strada del partito "liquido" per un partito non di destra (perchè per la destra va benissimo, basta un capo).

La mancanza di chiarezza della struttura organizzativa rende poi poco comprensibili politicamente le dimissioni da Segretario di Uolter. Un segretario si dimette se è in contrasto con l'indirizzo dettato dall'organo politico, se c'è stata una bocciatura su un qualche documento o se viene meno la fiducia di chi lo ha eletto Segretario. Al di la' delle beghe personali tra esponenti illustri sono tutte circostanze che non si sono verificate. C'è stato qualche malumore, ma non c'è stata una sconfessione della linea del segretario. Mi pare che, al di là delle belle parole, queste dimissioni siano  indotte da motivazioni più personali che politiche; dimissioni che rischiano di indebolire ulteriormente il partito in questi mesi molto difficili che ci separano dalle elezioni europee.

*** Altre considerazioni sulle dimissioni di Veltroni ***

Ho sentito spezzoni della conferenza stampa e le analisi di Veltroni sembrano a tratti strampalate:

Veltroni sostiene che “dal dopoguerra “non c'è mai stato un ciclo veramente riformista”. Secondo Veltroni il primo centrosinistra degli anni 60 non era riformista e non ha fatto niente?  O indirettamente la spinta dei movimenti tra gli anni sessanta e settanta non hanno trasformato l'Italia? La riforma della scuola, l'apertura a tutti dell'Università, la conquista di un servizio sanitario nazionale, lolo Statuto dei Lavoratori sono tutte riforme che hanno migliorato l'Italia. Certo Veltroni non c'era. Forse voleva dire che lui non è mai riuscito a creare un ciclo riformista.

Dice che questa Italia da Gattopardo non cambia mai, ma subito dopo ammette che Berlusconi ha conquistato l'egemonia culturale (adesso se ne è accorto?) stravolgendo i valori della società costruendo un sistema di disvalori.


di cinghiosff | 12:41 | Link | commenti (2)
politica, pd


lunedì, 02 febbraio 2009

Quale sistema elettorale per le Europee?

Riguardo alle ultime polemiche sulla modifica della legge elettorale per le elezioni Europee, penso che le posizioni dei partiti della sinistra ormai extraparlametari siano un po' esagerate: uno sbarramento al 4% non implica necessariamente un golpe o un attentato alla democrazia. Rischiano una figura patetica e di mostrano scarsissima autoconsiderazione se non pensano di superare uno sbarramento simile. E' evidente la paura di questi partiti di perdere i pochi agganci rimasti con le istituzioni e i relativi finanziamenti.

Tuttavia condivido le ragioni. Quale necessità politca c'è di cambiare la legge elettorale per le europee a pochi mesi dalle elezioni?

A livello teorico il sistema più democratico e rappresentativo è un sistema proporzionale puro. Tuttavia molto spesso in nome di una presunta governabilità (tutta da dimostrare) si inneggia ad un sistema maggioritario o almeno ad uno proporzionale con uno sbarramento per evitare un'eccessiva frammentazione. Di tutte queste ragioni, nel caso delle elezioni europee non ne rimane una. Infatti il parlamento europeo non deve formare o sostenere alcun governo, non ci sono maggioranze da comporre. Quindi che problema c'è ad avere parlamentari che provengono da molti partiti? Se il sistema teoricamente più democratico è utilizzabile anche praticamente, perchè non usarlo?

L'unica ragione sensata da parte del Partito Democratico è quella di racimolare tutti i voti possibili a sinistra ripresentando lo schema del voto utile. Un risultato sotto il 25% - risultato realistico secondo gli ultimi sondaggi - per il PD sarebbe catastrofico per Veltroni e la sua segreteria e forse per l'intero partito.

I dirigenti, si fa per dire, del PD sostengono che una rappresentanza frammentata partiticamente depotenzia la rappresentanza italiana, senza vedere che la credibilità dei rappresentanti italiani è minata da ben altre "qualità" e da ben altri personaggi che non i membri delle piccole formazioni. Inoltre non è che votiamo la rappresentanza italiana nel parlamento europeo, ma dei rappresentanti che insieme ad altri politici europei vanno a formare dei gruppi parlamentari omogenei per idee, non omogenei per nazionalità: c'è il gruppo parlamentare dei socialisti, non quello degli italiani: quindi a maggior ragione la scusa della frammentazione non ha alcun senso! Può darsi che il tal partito in Italia abbia l'1% ma potrebbe andare in un gruppo parlamentare europeo tutt'altro che irrisorio: perchè sbarrare questo seppur modesto contributo ad una causa europea più consistente? 

Portando avanti il ragionamento, però, ha senso presentare liste diverse i cui eventuali eletti vanno a comporre il medesimo gruppo parlamentare? Non sarebbe logico, in linea di massima, avere in tutti i paesi  le stesse liste, che poi dovrebbero corrispondere grosso modo ai gruppi parlamentari. Il PRC e il PDCI attulamente fanno parte dello stesso gruppo europeo il GUE/NGL: ha senso presentare due liste? Capisco che la linea che è uscita dal congresso del PRC abbia sancito che si debba correre sotto il solo simbolo del PRC, ma non è proprio possibile una lista comune? Ad ogni modo sempre preferibile due partiti che vanno nello stesso gruppo che il contrario!


giovedì, 20 novembre 2008

Titoli per post che vorrei scrivere se avessi tempo

Alcuni temi che in queste settimane avrei voluto affrontare ma che non ho avuto il tempo di scrivere. Magari tra qualche giorno.

- Uso politico della vicenda Alitalia come preparazione di uno scontro definitivo contro il sindacato ed in particolare contro la CGIL. Non che la vicenda sia accaduta per questo, ma è stata usata anche per questo con un risultato modesto per il governo nonostante la poco felice posizione iniziale della CGIL. Sottotitolo: corsi e ricorsi storici dei tentativi di spaccare il fronte sindacale, isolare e far fuori la CGIL, unico soggetto politico-sociale nel bene e nel male di massa rimasto in Italia.

- La nuova stagione dei movimenti studentenschi. Eccessi di autostima del "movimento". Il  problema della rappresentanza, la tipica diatriba tra democrazia diretta e democrazia della delega. Il pericolo di cadere nell'antipolitca.

- La divertente vicenda della Presidenza della Commisione di Vigilanza della RAI e le beghe interne del PD. Sottotitolo:  sarà mai possibile un partito politico che in termini organizzativi non sia leninista?


lunedì, 20 ottobre 2008

Se non ora

"Se non ora, quando?
Se non ora, dove?
Se non ora, chi?"


Di Pietro dal balcone, pardon dal palco di piazza Navona durante l'ultima manifestazione (fonte blob).

Chi parla male, pensa male.
Bravo Valtere, finalmenete una cosa buona, hai fatto bene a mollare Di Pietro! Se non ora, quando?

di cinghiosff | 08:50 | Link | commenti (2)
politica, pd


mercoledì, 12 marzo 2008

"Mamma la casta sta peggiorando"

Lucia Ciman Calearo, mamma di Massimo, 75 anni portati alla grande, direttrice del personale, o come si dice HR director,  della Calearo SpA con «l'orgoglio di non aver avuto una sola vertenza» è rimasta scioccata dalla decisione del figlio di scendere in politica.
 
Leggiamo da un'intervista pubblicata sul Corrierone di oggi:

-Perché Massimo non era proprio di sinistra, per quanto spostata al centro.
-«In effetti quando ha iniziato a votare, votava liberale. Ma sa cos'è... Non credevo nemmeno che cadesse il governo, figurarsi se pensavo a lui in politica. Anche se, negli ultimi cinque-sei mesi, ogni volta che tornava da Roma mi diceva: "Mamma, la casta sta peggiorando".  E io qualcosa nell'aria avevo cominciato a sentirla».

- Il sospetto diventa certezza con lui che le dice: vado con il Pd. Lei cosa gli ha risposto?
- «E' stato uno choc. Per me e per mio marito, che non l'ha presa proprio bene. Poi si è documentato e ha capito».



venerdì, 29 febbraio 2008

Voto utile

Ieri Walter  Veltroni ha presentato tre nuovi candidati nelle liste del Piddì: l'operaio della ThyssenKrupp scampato al rogo, un'operatrice di call center e una lavoratrice di una ASL piemontese. "Il PD è il Partito del lavoro" (che per inciso fa PDL) ha detto Uolter. Ma perchè per impegnare il governo a destinare il tesoretto alla riduzione delle aliquote per i lavoratori dipendenti - cosa già prevista dalla finanziaria 2008 - c'è voluto un ordine del giorno della Sinistra l'Arcobaleno in senato? Ecco il voto utile.


lunedì, 25 febbraio 2008

Liberalizzare la grammatica. Si può fare.

Per ora ho letto solo le "slide" di presentazione del programma del PD. E mi è bastato.

Le pagine introduttive

1. L’Italia del PD sceglie il multilateralismo: per le missioni internazionali di pace, contro il riarmo convenzionale e nucleare; per i diritti umani, contro il riscaldamento globale

2. Per l’Europa massima possibile, non per quella minima indispensabile

3. Per il Mediterraneo hub politico ed economico mondiale

4. Per il rafforzamento dell’amicizia con gli Stati Uniti. Europa e Stati Uniti assieme rendono tutto più facile e possibile

E i punti in fondo? E cosa vuol dire "Per il Mediterraneo hub politico ed economico mondiale"? L'Europa massima possibile? Ma come parli?


Il METODO:Nel 1993 l’Italia si salvò dalla crisi economica grazie ad un patto per la stabilità economico-finanziaria.Oggi serve un nuovo patto per la crescita della produttività totale dei fattori.

La produttività totale dei fattori? E cosa vuol dire? Si intende la produttività dei lavoratori delle fattorie? O forse si intendendeva la crescita dei fattori che migliorano la produttività? Mah?

E passiamo alle azioni.

Mezzo punto di PIL in meno di spesa corrente primaria nel primo anno; un punto nel secondo, un altro punto nel terzo.
Come?
 • Benchmarking sistematico e generalizzato
...
 • No a spoils system e automatismi, si alle centrali di acquisto

Ma chi le ha scritte queste "slide"? Un giovane consulente della comunicazione "alle prime armi"? Benchmarking sistematico e generalizzato? Bisognava proprio scivere "spoils system"? Ricordiamo, poi, che la "s" inglese del plurale in un testo italiano deve essere omessa: si dice - se proprio non si resiste - "i file" e non "i files", si dice "i manager" e non "i managers" e quindi "spoil" e non "spoils". 

Migliorare il “forfettone” per le piccolissime imprese

Fortunatamente hanno avuto la decenza di mettere le virgolette, ma fa schifo ugualmente.

Ed ecco che cade nel classico errore (vedi sopra) del subculturato...

Più impianti di rigassificazione e infrastrutture di trasporto e stoccaggio del gas, garantendo la loro terzietà rispetto ai competitors

Estendere a tutti i lavoratori delle tutele fondamentali

Quindi dobbiamo intendere che solo alcune tutele fondamentali debbano essere estese a tutti?

E ancora...
un grande sforzo per l’edilizia pubblica e per il social housing

Entro il 2013 occorre portare la rete delle infrastrutture e dei servizi a dimezzare il gap accumulato rispetto al Centro-Nord.


Ed infine. A pagina 35, più apostrofi per tutti... e una maiuscola non si nega a nessuno:

"Subito, nuove regole per il Governo della RAI: una Fondazione e un’Amministratore unico."




venerdì, 22 febbraio 2008

Chi è di troppo?

In polemica con Bertinotti Walter Veltroni si chiede se siamo nel 2008 o nel 1953. "Può una persona ragionevole sostenere che se si porta un operaio in lista e, quindi, in Parlamento, poi non puoi candidare anche un imprenditore?". Così, durante la registrazione di TV7, Walter Veltroni, replica a Fausto Bertinotti che, commentando la candidatura di Matteo Colaninno e quella dell'operaio scampato al rogo della Thyssen, Italo Boccuzzi, ha sostenuto che 'dei due uno è di troppo'. (repubblica.it)

Caro Uolter, forse non hai capito bene. Quello di troppo - nel PD - è l'operaio. E poi cari amici di Repubblica prendete nota: Boccuzzi si chiama Antonio.

 




giovedì, 21 febbraio 2008

Cominciamo bene! il Piddì e il Pdl si accordano per spartirsi gli spazi televisivi

Accordo Pd-Pdl: niente par condicio. Gli esponenti del Partito democratico e del Popolo delle libertà hanno approvato, in Commissione parlamentare di vigilanza, un emendamento al testo di regolamento sulla par condicio televisiva che elimina «la parità di accesso» di tutte le forze politiche in campo per le prossime elezioni politiche in tutti i programmi di informazione, compresi i telegiornali e i programmi di approfondimento giornalistico. Bella democrazia, bella libertà.

Contento Biz?

Il blogger Biz qualche giorno fa dava quasi per certo il fallimento di qualsiasi accordo tra Pd e radicali.

Per me, i Radicali, dietro una parvenza progressista, sono i rappresentanti delle politiche più abiette che ci possano essere. Pensateci: politica estera: praticamente dei Bushiti; Politica economica: è da decenni che cercano di far votare referendum nell'intento di spogliare i lavoratori di qualsiasi diritto.

Ieri notte, invece, dopo una riunione di sette ore, i vertici del Partito Democratico ed i leader dei radicali hanno raggiunto un accordo. I radicali entreranno nelle liste del PD (pare siano stati riservati 9 posti) ed in caso di vittoria, un posto da ministro. I sondaggisti pensano che i radicali valgano 400mila voti. Ma quanti ne perderà il PD per questa scelta?

Caro Biz, non ti resta che votare la Sinistra. Ci sarà qualche "laicista" da digerire, ma almeno non ci sarà chi vorrebbe spogliare i lavoratori di qualsiasi diritto.


mercoledì, 13 febbraio 2008

Di Pietro sì e il Partito Socialista no. Ma perchè?

A dispetto di quanto annunciato pochi giorni - ormai è deciso, correremo da soli! - Walter Veltroni ha stretto un accordo con il movimento di Di Pietro Italia dei Valori. Il PD e l'Italia dei Valori si presenteranno in coalizione ognuno con il proprio simbolo, certo con lo stesso programma (a proposito quale?).
La stessa cosa che era stata richiesta dai socialisti e dai radicali. Ma perchè invece "Se i socialisti e i radicali vogliono, possono entrare nelle nostre liste ". Bella proposta! O sparisci entrando nel PD o sparisci perchè stai fuori! Ma perchè a Di Pietro è stato concesso? Forse perchè non è comunista, forse perchè non è un ambientalista, forse perchè non è socialista, non è radicale, non è laicista, non è un cattolico integralista. Forse perchè è niente... proprio come il PD.


domenica, 10 febbraio 2008

Sull'attuale situazione politica. A sinistra senza patemi, contro Berlusconi "ma anche" contro Veltroni.

Con un non trascurabile ritardo l'ufficio politico del Circolino dei Cinghios, sollecitato da numerosi militanti, simpattizzanti e lettori, analizza l'attuale situazione politica.

Del Come e del perchè è caduto il governo Prodi.
Tecnicamente, ad un primo livello superficiale, il governo dell'Unione di Romano Prodi è caduto per il voto contrario di due senatori dell'Udeur, di Lamberto Dini e di un suo sodale. La crisi è stata scatenata dagli arresti domiciliari emessi nei confronti alla Signora Lonardo, moglie di Mastella,  dagli avvisi di garanzia a Mastella e a mezza Udeur. Ma quale scarso senso della politica ha un partito, che coincide poi con una singola persona (ad una trasmissione televisiva ho sentito esordire Mastella "io sono un partito che .. bla bla"), che decide di non dare più la fiducia ad un governo per un fatto persobnale, se pur di rilavanza pubblica. La coalizione ha forse cambiato linea politica? Ha cambiato linea politica l'Udeur? Era comprensibile se avesse detto "non riconosciamo più il programma dell'Unione che avevamo sottoscritto, vogliamo un programma diverso". E invece no. Si fa cadere un governo perchè il governo non è stato abbastanza solidale con le vicende giudiziarie (sulle cui tempistiche c'è comunque da sospettare) del Mastella. Invece di dimettersi e chiedere scusa, fa saltare il governo. Bene a fatto Prodi a chiedere il voto esplicito al senato (anche contro il consiglio dello stato maggiore del PD e dello stesso Presidente della Repubblica, che volevano una caduta più dolce, per avere maggiori possibilità di manovre al centro per il dopo Prodi) perchè è giusto che un governo cada nel luogo di rappresentanza politica deputato a dare o ritirare la fiducia ad un governo. Non si può far cadere un governo con un'intervista su un giornale o con una comparsata in tv. Ed, inoltre, per rendere esplicite le cause e le responsabilità della caduta. Comunque è da registrare che a questo livello il governo è caduto dal centro.

Ma perchè queste spinte disgreganti si sono fatte col passare del tempo via via più forti? La causa della disgregazione dell'Unione e del governo va ricercata nella nascita del Partito Democratico. Veltroni sin dalla sua campagna per l'elezione (impropriamente chiamate dai mass media "primarie") del Segretario del PD aveva annunciato che avrebbe costruito un partito a vocazione maggioritaria. Questo è stato un esplicito atto politico contro il governo stesso che stava insieme a malapena dichiarando la fine dell'unione. A causa di mancati accordi interni al PD (leggi, sono stati trombati), diversi esponenti centristi sono fuorisciti formando gruppetti destabilizzanti.
Fino a dicembre hanno sperato di far cadere il governo da sinistra, provocando i deputati di sinistra respingendo provvedimenti già presi o previsti dal programma con cui ci si era presentati alle elezioni. Non ci sono riusciti ed il governo, come detto, è caduto dal centro (salvo di tanto in tanto - come Veltroni da Matrix qualche sera fa - addossare al di la' di ogni evidenza la colpa alla sinistra, che avrebbe destabilizzati il governo con continue manifestazioni (che in realtà rivendicavano i punti del programma di governo)!)
Nel frattempo Veltroni tra novembre e metà gennaio è riuscito anche nell'impresa, non memore della Bicamerale di D'Alema, di riabilitare Berlusconi (dopo che questo si era preso schiaffoni a destra e a sinistra, con le mancate spallate e con Fini e Casini che ogni giorno ne contestavano la linea) dialogando con la destra sul tema della riforma elettorale. Berlusconi si è risollevato alla grande e giustamente - dal suo punto di vista - ha chiuso ogni spazio di dialogo sulla riforma elettorale. Complimenti Walter!
Quindi, ad un secondo livello di analisi, la responsabilità della caduta del governo Prodi è del PD. Solo che i furboni del PD non si sono voluti prendere questa responsabilità ed oggi al tempo stesso vogliono la "nuova stagione", "ma anche" vantarsi delle buone cosa fatte da Prodi e addossare ad altri la responsabilità della crisi!

Ad un terzo livello meno tecnico e più politico, il governo è caduto perchè il PD e gli altri gruppuscoli di centro sia sulle misure economiche, che quelle sul piano dei diritti hanno disdetto ciò che era scritto sul programma. Il problema non era che il programma fosse troppo lungo o contradditorio come hanno detto. Certo, il programma era un compromesso, ma non era nè contradditorio e nè ambiguo. Semplicemente alcuni lo hanno disatteso.
Il problema fondamentale è che si era promesso, a differenza del primo governo dell'Ulivo, una politica di risanamento e redistribuzione allo stesso tempo (mai più la politica dei due tempi! si era detto). Invece, si è risanato, si è distribuito alle imprese (il taglio del cuneo fiscale nella prima finanziaria e una riduzione delle tasse per le imprese nella seconda) e quando si trattava di redistribuire (anche se redistribuire con il taglio delle tasse non è del tutto condivisibile) ai lavoratori è saltato il governo (per fortuna, o meglio, per la capacità del ministro Damiano e per la saggezza dei sindacati, si è riusciti almeno a portare a casa il contratto dei metalmeccanici)! Questo denuncia la totale subalternità del PD alla confindustria, altro che equidistanza tra capitale e lavoro, che già comunque sarebbe grave! Dice oggi "Ora possiamo ridurre le tasse; pagare meno, pagare tutti. Ed è arrivato il momento di aumentare i salari". Se è per questo è possibile farlo ora, aggiungendo questo provvedimento che era già stato preso in un decreto legge allegato alla finanziaria. O qualche amico di Montezemolo si lamenta?

Sulle nuove alleanze. O meglio sulle non alleanze di centro-sinistra.
Chiuso il capitolo crisi, veniamo all'oggi, ai nuovi assetti politici in vista delle elezioni. o perlomeno degli assetti di ciò che resta del centrosinistra.
Veltroni coerentemente con quanto annunciato mesi fa (ma senza prendersi chiaramente la responsabilità) ha chiuso l'esperienza dell'unione ed ogni altra possibile forma di alleanza a sinistra. Questo è abbastanza comprensibile. Data per certa la sconfitta con qualunque alleanza, almeno vuole perdere "bene". Vuole un momento catartico per rilanciare strategicamente il PD e scrollarsi di dosso ciò che egli ritiene "vecchio" facendo il più possibile piazza pulita dei piccoli e medio piccoli. Inoltre, prende l'iniziativa politica, costringe Berlusconi a rincorrerlo ed infine (se non ci saranno altri grandi candidature) si mette al centro della scena politca. veltroni e il PD al centro, Bertinotti a sinistra e Berlusconi a destra. Però dovrebbe anche prendersi la responsabilità di consegnare il parlamento al dominio incontrastato di Berlusconi. O forse veramente Veltroni vuole poi accordarsi con la destra  in una legislatura già battezzata costituente? E con quali rapporti di forza? Con questo assetto c'è il rischio che anche al senato tutti i premi di maggioranza vadano al centrodestra, anche in Toscana e in Emilia. Lo hanno capito gli elettori democratici? Altro che legge elettorale che provoca l'instabilità!
 Ma al di là di questo, c'è da chiedersi se questa "bella sconfitta" sia veramente strategica. Il PD sta diventando ogni giorno di più un partito "liquido" e al tempo stesso un partito di gestione del potere. Come potrà soppravvivere cinque anni all'opposizione senza una poltrona da spartire?

E ora veniamo alla sinistra. L'esperienza di governo è stata complessivamente negativa.
Nella politica economica, pur nella presenza di alcuni risultati positivi da evidenziare come un buon recupero dell'evasione fiscale, non si è riusciti mai a chiudere su qualche misura redistributiva. In politica estera, pur migliorandola rispetto al governo della destra con il recupero almeno della multilateralià le spese militari sono cresciute, e sul piano dei diritti dei cittadini immigrati e sul piano dei diritti civili - pur non essendo secondo me una questione centrale - beh,... lo sappiamo tutti come è andata. E le politiche ambientali? Non pervenute.

A dicembre le forze di sinistra - PRC, PdCI, Sinistra Democratica e Verdi - hanno intrapreso un percorso di unificazione. La partenza a dicembre non è stata proprio entusiasmante. Troppi tentennamenti, qualche polemica di troppo sul simbolo e sul nome che pure non sono il massimo (non era meglio semplicemente "La Sinistra"?), ma ora mi pare che tutti siano convinti a proseguire decisi su questa strada unitaria. Bene hanno fatto a sottolineare che la responsabilità del divorzio non è a carico della sinistra, ma ora senza troppi ripianti occorre una campagna elettorale decisa a rimettere al centro della politica la rappresentanza dei lavoratori, sottolineando le distanze che ci separano dal PD e la totale avversità alla destra (il PD potrà dire la stessa cosa?). Una cosa è certa. Comunque andranno le elezioni saremo all'opposizione. Ma non è detto che una buona opposizione sia peggio di un governo che fa finta di essere di centrosinistra.

E allora via alla campagna elettorale. Dire una "cosa di sinistra". E poi attaccare il PD, "ma anche" la destra senza andare troppo per il sottile. ma perchè questa volta tutti vorrebbero una campagna "soft"? Per lasciare aperta la possibilità delle grande coalizione?

Vogliamo (ma non l'avevamo già detto?) aumentare le tasse sulle rendite finanziarie.
Visto che i rifiuti sono gestiti a livello locale, cosa aspettano gli amici democratici Bassolino e la Jervolino a dimettersi?
Cari berluschini, perchè non avete voluto modificare la legge elettorale? Forse per avere la certezza di eleggere gli amici dei mafiosi che si sono dimessi dalla presidenza di una regione?







venerdì, 30 novembre 2007

Di legge elettorali, di vertici veltronian-berlusconiani, di convergenze democratico popolari, di antiche e nuove coalizioni

"Parlava bene il presidente dell'uno che diventa due
Ma non per questo un cinquantuno si trasforma in cinquantadue
E allora...?

Bi tri quadri penta sex tutti
E tutti sono onesti e tutti sono pari
E tutti hanno le palle democratico-popolari
E tutti sono onesti e tutti sono pari"


da Rozzemilia (CCCP)



giovedì, 25 ottobre 2007

Il Politburo del PD piemontese

Finalmente è stato sciolto il nodo della guida del Partito Democratico piemontese. L'ordine è stato riportato. Il centralismo democratico ristabilito.

Il senatore della Margherita Morgando assumerà l'incarico di segretario regionale del Pd, mentre Sergio Soave, che guida i Ds piemontesi, sarà il presidente. E' quanto prevede l'accordo raggiunto dai due candidati alla segreteria del Piemonte, Gianfranco Morgando e l'europarlamentare della Margherita Giancarlo Susta, che avevano concluso la sfida delle primarie con 187 delegati a testa (ma Morgando aveva ottenuto 5.000 voti in più). Verrà costituito un ufficio politico (ne farà parte, oltre a Morgando e a Soave, anche Susta), che avrà la responsabilità di affrontare le questioni politiche più importanti, decidendo su di esse all'unanimità o istruendole per la discussione e la decisione dell'Assemblea. Completeranno l'assetto provvisorio del Pd piemontese una segreteria esecutiva, costituita da due vicesegretari e da un numero limitato di membri individuati in modo da rispettare la rappresentanza di genere e da assicurare la rappresentanza territoriale. La nomina della segreteria compete al segretario, sentito l'ufficio politico. [...]L'assetto concordato per il vertice del Pd piemontese ''si propone di assicurare [...] una gestione condivisa dell'azione di costruzione del partito e una sua forte iniziativa politica''. (dal sito del pd).

Tempo fa lo chiedevamo un po' scherzosamente, ora un po' più seriamente: è possibile superare il leninismo?

di cinghiosff | 21:03 | Link | commenti (4)
politica, pd


giovedì, 18 ottobre 2007

la disfatta dei blogger alle "primarie" e il PD campano

Per Mario Adinolfi e i suoi amici blogger le cosidette primarie del PD sono state un'autentica disfatta. Su oltre 3,5 milioni di voti, il candidato blogger ha ottenuto 5906 voti, mentre la sua lista generazione U ha ottenuto 4163 voti pari alllo 0,17% e a 0 seggi (su oltre 2800 seggi!) nell'assemblea costituente. Pateticamente il famoso blogger evidenzia che "nei 52 collegi in cui eravamo presenti, il nostro risultato è l'1.68%. Il primo passo che volevamo muovere, l'abbiamo mosso.". Statisticamente meno del rumore di fondo.

Ma c'è un'altra notizia che nell'euforia generale non è stata molto pubblicizzata dai giornali "democratici". A quattro giorni dalla votazione, non sono ancora pervenuti i dati di lista dalla Campania. Il PD regionale campano è stato commissariato. Ancora devono riunirsi nell'assemblea costituente e una federazione è stata commissariata. Cominciamo bene.


domenica, 14 ottobre 2007

E adesso che facciamo fare al compagno Piero?

Offresi posizione di Segretario dell'Ufficio Politico di noto Circolino. E' richiesta esperienza pluriennale in analoga posizione, particolarmente gradita se maturata in ex-partiti della sinistra italiana. Costituisce titolo preferenziale conoscenza Internazionale. Centralismo Democratico garantito. No Primarie, no società civile. Astenersi perditempo.  


martedì, 02 ottobre 2007

L'asticella

Il "front runner" (così lo chiama il quotidiano democratico Europa) Uolter Ueltroni sostiene che sarebbe da considerarsi un successo una partecipazioni di un milione di persone all'elezione dell'Assemblea costituente del costituendo PD. Anche Romanone Prodi fissa l’asticella del successo ad un milione. La Bindi dice di no.


venerdì, 17 agosto 2007

Cronache politiche agostane dalla provincia italiana

Il fu segretario dei Radicali Italiani, quelli che si allearono con lo SDI nella Rosa nel Pugno, quelli che si presentarono un anno e mezzo fa alle elezioni con la coalizione l'Unione, Daniele Capezzone preannuncia la manifestazione del 22 settembre a Roma per le pensioni delle "future generazioni" e contro le politiche dei sindacati e della sinistra comunista.
Lo stesso Capezzone in un'intervista di Paragone su Libero presenta il suo programma "13 CANTIERI PER UNA POLITICA AD ALTA VELOCITA'" e lancia «un'Opa, una offerta di pubblica alleanza» rivolta a FI e An.
Senza paura del ridicolo chiama il suo nuovo blog-movimento "decidere.net". A lui il Presidente Romano Prodi dedica l'immortale tormentone estivo dei Los Marineros "Ti devi decidere, uo-o-o-o o scegli me o scegli lui"

Il candidato alla segreteria del PD P.G. Gawronski afferma che  “Saremo  presenti al 'vaffa-day' l'8 settembre nel rispetto delle differenze, e senza voler mettere un cappello politico sull'iniziativa: perché è importante che il fronte della protesta si sostenga a vicenda”. "Saremo" chi?

Il blogger Adinolfi, anch'egli candidato alla guida del Partitone con lo slogan "100,2,0!" , inizia "ad avvertire la fatica di questo agosto trascorso a lavorare, ma per fortuna ogni giorno che passa arrivano nuovi segnali di quanto stiamo diventando un gruppo forte".
"Ora – scrive Adinolfi - c'è da ampliare il fronte di chi combatte. Il nostro Leonardo Bertini vede in un'intesa con la mobilitazione di Beppe Grillo l'occasione per costruire il fronte unico della rete." Evviva tutti con Beppe Grillo, ma "Fronte" contro chi e cosa?

Il senatore a vita, Presidente emerito Cossiga ha detto che “Alle primarie del Pd voterò per Enrico Letta”. Ma veramente c'è anche Cossiga?

Ma la notizia politica sicuramente più rilevante e determinante dell'estate, bucata da tutti i maggiori organi d'informazione ma - seppur in ritardo - non dal Circolino dei Cinghios, è che la Sinistra LiberalSocialista che il 4 Febbraio 2006 aveva aderito allo SDI-RNP in occasione del IV Congresso Nazionale di Fiuggi dando origine alla componente “Socialisti Liberal per il Partito Democratico” ha formalizzato all’unanimità con una sola astensione la decisione di aderire al Partito Democratico rassegnando contestualmente le dimissioni da tutti gli Organi dello SDI nominati nel V Congresso Nazionale di Fiuggi.

Non ho ben capito se si tratti della componente di sinistra dei liberalsocialisti o la componente liberalsocialista della sinistra.


mercoledì, 08 agosto 2007

Orizzonti democratici

L'amico candidato alla carica di Segretario Nazionale del Partito Democratico Enrico Letta in un intervento a Macerata delinea l'orizzonte temporale del nuovo partito, anzi del partito nuovo.  “Stiamo costruendo un partito che ha l’ambizione di durare per i prossimi venti anni" ha detto.

E dopo?

di cinghiosff | 23:54 | Link | commenti (3)
politica, pd


domenica, 05 agosto 2007

Note sul regolamento per l'elezione del Segretario e dell'assemblea costituente del PD

L'ufficio tecnico-amministrativo del Partito Democratico - che non esiste ancora ma ha già un ufficio tecnico amministrativo e un collegio dei garanti (i guardiani della rivoluzione?) - ha dichiarato l'inammissibilità delle candidature di Enrico Andreoni, Lucio Cangini e Amerigo Rutigliano ai sensi dell'articolo 7 comma 8 del regolamento (insufficienza del numero dei sottoscrittori) e di Marco Pannella e di Antonio Di Pietro ai sensi dell'articolo 1 comma 2 e dell'articolo 7 comma 4 (leader riconosciuti di forze politiche nazionali delle quali non hanno dichiarato lo scioglimento in modo esplicito ed impegnativo). I candidati che hanno viste respinte le loro richieste, hanno ora 48 ore di tempo per presentare ricorso.

L' Art 7, comma 4 dice che

Non è ammessa la candidatura di persone notoriamente appartenenti a forze politiche o ad ispirazioni ideali non riconducibili al progetto dell’Ulivo-Partito Democratico.

Ma si può parlare di "appartenenza" ad una ispirazione ideale? D'accordo che Marco Pannella e Antonio Di Pietro non appartengono a partiti riconducibili al PD ma come si fa a dire che Pannella e Di Pietro abbiano o no ispirazioni ideali non riconducibili al progetto Ulivo-PD? E quali sono le forze politiche riconducibili al PD se non i DS e la Margherita? Alla faccia dell'apertura alla "società civile". Questo è leninismo!
Ma veniamo all'art1 comma 2

Possono partecipare in qualità di elettori e di candidati tutte le cittadine ed i cittadini italiani che al 14 ottobre abbiano compiuto sedici anni nonché, con i medesimi requisiti di età, le cittadine e i cittadini dell’Unione Europea residenti, le cittadine e i cittadini di altri Paesi in possesso di permesso di soggiorno, i quali al momento del voto dichiarino di voler partecipare al processo costituente del Partito Democratico e devolvano un contributo minimo di € 5, ridotto a € 2 per le elettrici e gli elettori che non abbiano ancora compiuto venticinque anni.

Questo mi sembra in contraddizione con l'articolo 7 comma 4 perchè se Pannella il 14 Ottobre versasse i 5 euri e dichiarasse i voler partecipare al processo costituente sarebbe secondo questo articolo elettore ma anche candidabile (con il problema che sarebbe fuori tempo massimo per presentarsi!).
 Inoltre l'articolo che regola la presentazione delle liste per l'elezione dell'Assemblea Costituente Art 7 comma 2 sostiene che

le candidature all’Assemblea Nazionale devono essere corredate dalle sottoscrizioni di almeno cento e non più di centocinquanta aventi diritto nei rispettivi collegi, autenticate da almeno un consigliere comunale, provinciale o circoscrizionale. Nessuno può sottoscrivere più di una lista. comma 7. Le liste per l’Assemblea Costituente devono essere presentate, a pena di nullità, tra il 21 e il 22 settembre 2007.

Secondo l'art.1 comma 2 il corpo elettorale è definito solo al momento del voto il 14 ottobre. Ma secondo l'art.7 comma 2 e 7 entro il 22 settembre si dovrebbero trovare 100 aventi diritto al voto! In questo modo tutte le liste sarebbero irregolari per definizione. O qualcuno è più uguale degli altri e già prima del 14 Ottobre e prima di versare la quota è già considerato un avente diritto al voto? Qui il regolamento completo.

La candidatura dell'amico Piergiorgio Gawronski a cui piace ascoltare musica di qualità,  invece, è stata accettata. Viva la democrazia!

Ancora una curiosità. Ma perchè i principali mezzi di comunicazione continuano a chiamare queste elezioni "Primarie"? Primarie rispetto a cosa?

di cinghiosff | 00:42 | Link | commenti (8)
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lunedì, 09 luglio 2007

Circonvoluzioni

Questa non me la perdo.
Uolter sostiene che "Il problema non è tanto se firmo io. Io sono candidato alla guida di un partito che ha parte importante di questa maggioranza e nel quale ci sono opinione diverse delle quali non posso non tener conto. Potrei rispondere con giri di parole, con circonvoluzioni, ma voglio essere sincero. Tutto questo non mi impedisce di esprimere il sostegno che è più importante della mia firma individuale".

Dice anche che "il tempo delle decisioni è adesso." Quindi?

Anche questa volta ci tocca dare ragione all'amico ministro della Difesa Parisi: "Non lo capisco. Non ha ancora la leadership, dia prova delle sue convinzioni"

Replica ancora Uolter "Se ho deciso di non firmare il quesito è solo per un motivo di opportunità, per cercare di evitare, vista la mia posizione, ogni possibile contraccolpo nella maggioranza e verso il governo"


di cinghiosff | 11:17 | Link | commenti (8)
politica, pd


mercoledì, 27 giugno 2007

Epica Etica Etnica Pathos

Il gran giorno del gran Segretario del gran Partito è arrivato! E se non vi va bene l'amico Arturo Parisi è disposto a candidarsi (per favore non ridete).


Maciste contro tutti

Non temerai i terrori della notte non temerai il terrore
Non temerai le *** a mezzogiorno non temerai
Non temerai le insidie della notte non temerai le insidie

Non temerai le insidie della notte non temerai le insidie
Non temerai la peste che dilaga a mezzogiorno non temerai

Vecchi bambini e donne piangono amare lacrime
D'un pianto caldo antico d'arcana melodia

I giovani guerrieri i forti i saggi i folli
Si rasano si ungono
I cani abbaiano s'agitano i cavalli

Mi radono mi ungono
Mi radono mi ungono
I cani abbaiano s'agitano i cavalli

Non temerai i terrori della notte non temerai il terrore
Non temerai i terrori della notte non temerai il terrore

Occhio per occhio
All'occhio un occhio giudice
Un dente a un dente
Dente per dente!

Ma si può ascendere in virtù di una forza che è discendente

Forma senza rimpianto
Forma senza speranza
Tra montagne lucenti d'ombre
Sotto cieli taglienti
Tra scoscesi pendii

Impreca
Maledice
Parla sussurra canta
Parla sussurra canta

Soffocherai tra gli stilisti
Imprecherai tra i progressisti
Maledirai la Fininvest
Maledirai i credit cards

Ma si può ascendere in virtù di una forza che è discendente

Le prostrazioni devozioni esternate le processioni oranti
Il fumo denso di mirra e incenso di spezie profumate
Le adorazioni penitenze e digiuni genuflessioni e Salmi

Caldo generatore e caldo che consuma
Sogni allo scuro rotti mezze parole rantoli
Forti odori impregnanti
E carezze cattive
E umido sudore
E sospiri
E sorrisi

Una gran voglia di ridere
Irresistibile!

Costanzo Show!
Italia olé!
Mozzill'o Re!
Ué!


Sembra sole nascente
Il sole d'Occidente
Sembra sole che nasce
Questo sole calante
Accende l'orizzonte
Infiamma il firmamento
Il buio lo sorprende
Fosco nero avvolgente

Spetakolo kaotiko
Purulento e pio
Spetakolo kaotiko
Disordine e armonia
Spetakolo kaotiko
Complicato e pio
Spetakolo kaotiko
Sangue del cuor mio


di cinghiosff | 09:53 | Link | commenti (5)
politica, canzoni, pd


martedì, 19 giugno 2007

Nell'era democratica...

Ieri il supercomitato del costituendo Partito Democratico ha deciso le modalità di elezione degli organi diregenti del futuro partito. La stampa che sostiene questo progetto non manca di sottolineare quella che considera una novità nel panorama politico italiano, ovvero la presunta vera democraticità del progetto come se i partiti attuali non lo fossero mai stati.

Tralasciamo la riduzione della democrazia interna ad una pura questione elettorale quando invece la democrazia per essere tale deve essere partecipazione quotidiana al di la' dei tecnicismi elettorali e cerchiamo di individuare quale sia la "novità" democratica.

Europa dice che 
"Il comitato dei quarantacinque sceglie la soluzione più “aperta”. Ora rischiano tutti
Sarà democratico
Una novità per la politica. Il leader del Pd eletto dal popolo dell’Ulivo"

L'Unità
"Partito democratico, a ottobre «segretario eletto dai cittadini» "

La Repubblica in prima (web) dice
 Pd, a ottobre il segretario
Prodi: "Eletto dai cittadini"

mentre nel titolo interno...
"A Roma la riunione del Comitato dei 45 per stabilire le regole
che porteranno alla nascita del nuovo soggetto politico
Pd, Prodi: "Avrà un segretario forte"
Lo eleggerà l'assemblea costituente"

Dai titoli non si capisce se questo segretario sarà eletto direttamente dal "popolo", dai "cittadini", dagli iscritti o dall'assemblea costintuente, ma leggendo gli articoli ad esempio da Europa si scopre che...

I neo-iscritti al partito democratico eleggeranno il leader del partito il 14 ottobre insieme ai rappresentanti alla assemblea costituente. Si recheranno agli appositi gazebo, verseranno 2 euro e voteranno per una lista a cui si sarà collegato un candidato segretario. Con una decisione in qualche modo storica ieri il comitatone dei 45 ha così chiuso la disputa su come eleggere il numero uno del Pd. Una querelle che aveva visto in precedenza Romano Prodi schierarsi a favore di un’altra soluzione: la nomina del leader da parte dell’assemblea costituente. «Non mi metto di traverso, un governo forte deve avere alle spalle un partito forte», ha detto ieri il premier. E dunque con una guida autorevole. Veltroni, che non sarà della partita, ha messo in guardia da una competizione fra Quercia e Margherita: «Sarebbe la fine del Pd». E un po’ tutti hanno detto che la partita dovrà essere aperta, con «tante liste». I coordinatori Soro, Barbi e Migliavacca dovranno mettere a punto un regolamento sulle regole della competizione ma già si sa che le liste dovranno essere presentate entro il 14 settembre.
Tra le decisioni innovative prese dal comitato, quella che prevede il diritto di elettorato attivo e passivo per i 16enni (mi sa che nel PCI ci si potesse iscrivere e votare a 14 anni!). Sarà, inoltre, obbligatoria nelle liste l’alternanza di genere. Da decidere la possibilità del voto disgiunto.


L'Unità
Un segretario politico «forte», eletto a ottobre da un assemblea costituente composta da 2400 membri, ma di fatto votato direttamente dai cittadini su un modello ispirato alle primarie Usa con un sistema proporzionale e liste collegate distribuite su 475 collegi. Un meccanismo piuttosto complesso, ma che garantirà la reale partecipazione dei cittadini e una elezione diretta (cioè come sempre è stato).

Sinceramente non capisco dove stia la novità. Anche nei vecchi partiti semplici "cittadini" potevano sottoscrivere uno statuto (in questo caso un manifesto) versare una quota (la tessera) e quindi votare nei congressi di sezione, quindi provinciali, regionali ed infine nazionale che eleggeva il segretario.
Quindi dove sta la novità? Nella nuova location dei gazebo? nella riduzione dei passaggi tra l'iscritto ed il segretario? Mi pare che furbescamente si voglia spacciare come novità qualcosa che nuovo assolutamente non è e che si voglia ridurre il momento democratico partecipativo ad un solo giorno all'anno per non disturbare le grandi menti pensanti  dell'elite democratica.

...mi ricordo di discorsi belli tondi e ragionevoli


di cinghiosff | 09:24 | Link | commenti (9)
politica, pd


giovedì, 24 maggio 2007

Composizione del Comitato del PD

Il compagno sindaco di Torino Chiamparino si è risentinto perchè non è stato incluso nel Comitato (Centrale?) per la costituzione del Partito Democratico. Si è lamentato che il NordOvest ed in generale il nord è sotto rappresentato. A me  non sembra (vedi le statistiche riportate più sotto). Ecco il Comitato con brevi riferimenti

il compagno Giuliano Amato, (Torino, 13 maggio 1938) è un ex presidente del consiglio
l'amico Mario Barbi,  http://deputati.camera.it/Mario.Barbi/ (Moglia MN 1951) è un prodiano della margherita
il compagno Antonio Bassolino, www.antoniobassolino.it/ (Afragola, Napoli, 20 marzo 1947) è  presidente della regione Campania.
il compagno Pierluigi Bersani, (Bettola (PC), 1951)  www.pierluigibersani.it/ Ministro dell'industria
l'amica Rosaria Bindi, detta Rosy, www.rosybindi.it  (Sinalunga SI, 12 febbraio 1951) è un'esponente della Margherita, è ministra per la famiglia.
la compagna Paola Caporossi (Grosseto?), cofondatrice  del movimento di Unità Socialista
il compagno Sergio Cofferati, (Sesto ed Uniti (CR), 30 gennaio 1948) è sindaco di Bologna
il compagno Massimo D'Alema (Gallipoli LE, 1949), http://www.massimodalema.it/   è il Ministro degli Esteri
Marcello De Cecco è Professore ordinario di Storia della finanza e della moneta alla Normale di Pisa
l'amica Letizia De Torre, del movimento dei focolarini, è sottosegretaria all'Istruzione http://www.pubblica.istruzione.it/ministro/detorre.shtml
il compagno Ottaviano Del Turco, www.ottavianodelturco.it/ (Collelongo, AQ, 7 novembre 1944) ex-sindacalista ed ex segretario del PSI è uomo politico italiano.
l'amico Lamberto Dini (Firenze, 1 marzo 1931) è un economista ed uomo politico italiano.
il compagno Leonardo Domenici http://www.leonardodomenici.it/ (Firenze, 12 luglio 1955) è un uomo politico italiano, attualmente sindaco di Firenze.,
il compagno Vasco Errani (Massa Lombarda RA, 17 maggio 1955) è un uomo politico italiano. www.vascoerrani.it/ presidente dell'Emilia Romagna
il compagno Piero Fassino (Avigliana TO, 7 ottobre 1949) è il Segretario del fu partito dei DS.
la compagna Anna Finocchiaro (Modica RG, 31 marzo 1955), capogruppo al senato
l'amico Giuseppe Fioroni è nato a Viterbo nel 1958, ministro.
l'amico Marco Follini (anche lui!), www.marcofollini.it/ Nato a Roma il 26 settembre 1954 è Marco Follini
l'amico Dario Franceschini, http://www.dariofranceschini.it/  (Ferrara, 19 ottobre 1958)
la compagna Vittoria Franco, (Roseto Capo Spulico, Cosenza, 1949)  http://www.vittoriafranco.it/  è una democraticasinistra
l'amico Paolo Gentiloni Silveri, www.paologentiloni.it/  (Roma 22 novembre 1954) è ministro delle telecomunicazioni
la compagna Donata Gottardi,  (Verona, 1950) http://www.donatagottardi.net/  è deputata europea ds-PSE
l'amicaRosa Jervolino Russo (Napoli, 17 settembre 1936) www.iervolinosindaco.it/ sindaca di Napoli
l'amica (ex compagna) Linda Lanzillotta (Cassano Jonio, 1948) è un'esponente della margherita http://www.lindalanzillotta.it/
il compagno  lottatore continuo Gad Lerner è nato a Beirut nel 1954. Giornalista.
l'amico Enrico Letta, www.enricoletta.it/ (Pisa, 20 agosto 1966)
l'amico Agazio Loiero, (1940 calabro) e presidente della Calabria
l'amica Marina Magistrelli (Ancona), della margherita http://www.marinamagistrelli.it/
Lella Massari, del movimento Cittadini per l'Ulivo
l'amica Wilma Mazzocco, Portavoce del Forum del Terzo settore. Presidente di Federsolidarietà-Confcooperative
il compagno Maurizio Migliavacca, (di Fiorenzuola PC, 1951). E' Coordinatore della Segreteria nazionale dei Ds dal 2005
il compagno Enrico Morando (Arquata Scrivia, Alessandria, 30 settembre 1950) è il compagno liberal.
l'amico Arturo Parisi (sardo ma salernitano di nascita, 1940) www.arturoparisi.it/ è ministro della difesa.
il compagno Carlo Petrini  (22 giugno 1949, Bra CN) è il fondatore di Slow Food.
la compagna Barbara Pollastrini (Darfo Boario Terme BS, 30 settembre 1947) è ministra.
l'amico Romano Prodi, www.romanoprodi.it/ (Scandiano RE, 9 agosto 1939) è il Presidente del Consiglio.
l'amico Angelo Rovati (Monza, 3 dicembre 1945) è uno dei consiglieri di Romano Prodi. Alto 1,94 m, negli anni sessanta e settanta è stato un noto giocatore di pallacanestro.
l'amico ex-radicale, ex-verde, ex-sindacodiroma Francesco Rutelli (Roma, 1954) , ministro vicepremier
la compagna Luciana Sbarbati, http://www.sbarbati.org/ segretario  del PRI (Roma, 10 maggio 1946) è una donna politica italiana.
la compagna Marina Sereni, DS http://www.marinasereni.it/Default.asp (Foligno, 8 maggio 1960) è una politica italiana.
l'amico Antonello Soro, DC http://www.antonellosoro.it/ (Orgosolo, 26 novembre 1948) è un politico italiano.
l'amico Renato Soru, www.renatosoru.it/ (Sanluri, 6 agosto 1957) è un imprenditore e politico italiano presidente della Sardegna.
l'amica Patrizia Toia, www.patriziatoia.it/ Margherita Pogliano Milanese, MI, 17 marzo 1950 è una donna politica italiana.
il compagno Walter Veltroni (Roma, 1955) http://www.veltroniroma.it/ è il sindaco di Roma.
Tullia Zevi è nata a Milano. 1939. Giornalista.

Ripartizioni (dati elaborati da Ufficio statistiche Cinghios)

genere
uomini 29,
donne 16

politica
? 3
amico/a 21
compagno/a 21

geografica
centro 14
isole 3
nord 17
sud 7
? 4

abruzzo 1
calabria 3
campania 3
ee 1
emilia_r 5
friuli 1
lazio 6
lombardia 6
marche 1
piemonte 4
puglia 1
sardegna 2
sicilia 1
toscana 5
umbria 1
veneto 1
? 3

età media (si riferisce ai dati pervenuti) 58






Una considerazione a margine: ma la concezione leninista del partito non era superata?

di cinghiosff | 17:31 | Link | commenti (7)
politica, pd


mercoledì, 18 aprile 2007

tu vo' fa' l'americano

Rutelli180x230La direzione del partito Democrazia e Libertà, meglio noto come La Margherita, ha deciso la "location" del suo prossimo e presumibilmente ultimo congresso: gli "studios" di Cinecittà. Niente di meglio per un congresso il cui esito finale, la dichiarazione di morte prematura della Margherita e la nascita del partito democratico, è già scritto da tempo. Come nei film americani il bello di turno , interpretato in questo film da "er Piacione", dopo una tanto estenuante quanto finta lotta, prevvarrà e vincerà. Ma forse più che una fiction sarà una farsa.

Al compagno Segretario Piero, per il congresso parallelo della Quercia, per non essere da meno si consiglia di prenotare gli Universal Studios di Hollywood.


di cinghiosff | 22:28 | Link | commenti
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