Il Circolino dei Cinghios

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giovedì, 17 gennaio 2008

Un argomento già fuori dal circuito mediatico. Un pensiero sulla strage alla Thyssenkrupp.

A più di un mese di distanza dalla tragedia allo stabilimento della Thyssenkrupp di Torino e dopo che tutti e sette gli operai coinvolti sono morti (la strage è finita non infinita come titolò un giornale alla morte del settimo ustionato!) ritorno sull'argomento per alcune riflessioni riprendendo due due articoli degli amici blogger Marco Giacosa e Carlo Gambescia.

Marco tempo fa denunciava la noiosità delle morti militari in missione e nella discussione che ne era seguita sosteneva "per la situazione attuale mondiale e italiana, io non trovo grosse differenze, a livello concettuale, tra la morte del muratore e quella del soldato."

E' vero, anche un soldato è pur sempre un lavoratore. Ma, a parte la disparità di trattamento dei media tra un morto in missione e un morto sul lavoro, esiste una grande differenza tra la morte di un operaio, o più in generale di un lavoratore dipendente privato e quella di un lavoratore pubblico.  Data per scontata l'assurdità del morire per lavoro, un conto è morire per aumentare i profitti di alcuni privati e un conto è morire per soddisfare, almeno in linea di principio, un bene collettivo per una decisione presa da un organo democratico che rappresenta tutta la collettività o al limite per accrescere la ricchezza dell'intera società.

E qui mi riaggancio al post di Carlo nel quale indicava nella ricerca della produttività a tutti i costi la causa delle morti alla Thyssenkrupp. Pur essendo concorde con quell'articolo, il punto per me eticamente insopportabile non è esattamente questo. Il problema non è il produttivismo di cui è malata la società moderna. L'aspetto eticamente insopportabile per me è che le vite umane sono state sacrificate sull'altare dei profitti privati di qualcuno.
In una ipotetica fabbrica di proprietà pubblica se si decidesse collettivamente e democraticamente per il bene comune di aumentare la produttività pur correndo il rischio di diminuire la sicurezza dei lavoratori sarebbe sì riprovevole ma moralmente ancora accettabile. Non così se si corrono questi rischi perchè qualcuno lo ha stabilito privatamente per aumentare i propri profitti. Questo è insopportabile, questo non è umano.
Ma i capitani d'industria, i dirigenti di un'azienda potrebbero fare diversamente? No, perchè andrebbero contro la stessa etica capitalista: fare tutto il possibile per aumentare il valore delle azioni, dei profitti. Potrebbero porre più attenzione alla sicurezza solo se gli "incidenti" arreccassero qualche danno d'immagine all'azienza stessa e quindi un danno ai profitti.
Allora dovremmo tutti impegnarci (a partire dai rinnovi contrattuali) a rendere almeno il mancato rispetto delle leggi e delle norme di sicurezza un comportamento socialmente intollerabile tanto da arrecare danno all'azienda.
Certo una situazione migliore, ma eticamente equivalente: il profitto privato comunque sopra tutto e prima della vita umana. E' l'etica capitalista che è disumana. Come dicevano un tempo socialismo o barbarie.


mercoledì, 21 novembre 2007

Spalle e spallate

Ecco l'articolo del Manifesto che celebra l'azione del Circolino. Siccome rimane visibile sul sito per una settimana riporto l'articolo anche qui.

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Blog
Spallata virtuale a Silvio
di Francesca Longo

La nascita del Partito del Popolo è stata accolta con entusiasmo dai 'sopravvissuti' alla nascita del Partito Democratico. Se, forti dell'esperienza delle recenti primarie, a sinistra si propone una presenza massiccia ad un eventuale convention di centro destra con voto blindato a Fini (o Casini o a chiunque si candidi contro Berlusconi), il mondo dei blogger s'è già dato da fare per occupare i domini del neonato partito.
Da un lato, dunque, la possibilità di aiutare la destra a silurare il suo mentore, Silvio, in uno spirito di solidarietà che molti avrebbero auspicato anche nei confronti di Walter (magari a favore della Bindi), dall'altro la propositiva azione dei cybernauti che hanno anticipato sulla rete eventuali mosse dei berlusconidi.
All'annuncio domenicale di Silvio sono stati immediatamente aperti partitodelpopolo.blogspot.com, partitodelpopolo.splinder.com e partitodelpopolo.wordpress.com. Rimangono per il momento liberi i domini e le varianti (partitodelpopolodellalibertà o partito_del popolo,ecc.). Sta di fatto che chi ha preso per primo l'iniziativa tutto è tranne che berlusconiano. Anche se intende gestire i blog, in chiave ironica, a favore di Berlusconi e contro Fini.
Insomma, la satira si scatena dalla base. E tutti possiamo contribuire. Forti dell'esperienza 'primarie' possiamo riempire tutti gli spazi dei candidati di centrodestra, che in materia di Internet si sveglieranno esattamente come quelli del centrosinistra (con blog penosi e oggi dismessi). C'è poco tempo ma si può fare. Poi, se primarie saranno, il voto del centrosinistra potrà dare finalmente una spallata a Berlusconi. Una manifestazione con tutti ai gazebo a votargli contro, sponsorizzati e istigati dai 'suoi' blog. Un euro ben speso.

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Ultime news sul nome del partito. Sul vecchio sito di Forza Italia c'è un sondaggio per scegliere il nome. Il ballottaggio è tra "Il Popolo della Libertà" e "Il Partito della Libertà". Facciamo vincere il Popolo della Libertà.
Secondo me il nome sarà "Il Popolo della Libertà" perchè vedo già attivo www.popolodellaliberta.it mentre www.partitodellaliberta.it è già stato preso in precedenza da altri. La battaglia mediatica virtuale sarà tutta sull'articolo "il" davanti al popolo.


lunedì, 19 novembre 2007

Servire il Popolo!

Ieri sera poco dopo l'annuncio del grande kapò i pionieri del Circolino sono andati sul web per vedere se fossero già presenti siti o blog del Partito del Popolo e con sommo disappunto hanno scoperto che non erano ancora in linea.
Così il Circolino dei Cinghios con estrema generosità ha provveduto a colmare il vuoto e tramite l'Ufficio Propaganda ha creato per il Popolo i seguenti spazi virtuali:

http://partitodelpopolo.blogspot.com
http://partitodelpopolo.splinder.com
http://partitodelpopolo.wordpress.com

Poi oggi scopro che il nome non sarà esattamente "Partito del Popolo" ma bensì Partito delle Libertà o Popolo delle Libertà. Siccome www.partitodellalibertà.it è un dominio già registrato da un gruppo di liberali, il Circolino ha aperto:

http://popolodellaliberta.blogspot.com
http://popolodellaliberta.splinder.com
http://popolodellaliberta.wordpress.com
http://popolodellaliberta.ilcannocchiale.it

Completa la rete blogghista popolare http://partitodelpopolodelleliberta.blogspot.com/

Per il Popolo
W la Repubblica Popolare

di cinghiosff | 22:56 | Link | commenti (9)
politica, popolo





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