Quel pomeriggio tardi alla centrale operativa della Polizia all'ora del cambio turno arrivò una chiamata strana.
- Si trovano al CBGB al CBGB!
- Ma chi?
- Lo sapete benissimo chi
- Ma lei chi è? Si presenti!
- No, non posso ...lei riferisca al tenente, lo so che è di turno ora, lui sa tutto
- Ma mi dica chi è lei, da dove chiama?
- Le ripeto che non posso, rifersca tutto al tenente che "sono al CBGB al CBGB" e riattaccò
L'agente rimase per un po' sulle sue, poi d'impeto si precipitò nell'ufficio del tenente Mark Alreadything che stava vestendosi per tornare a casa.
- Che c'è ancora Bill? Finalmente questa cazzo di giornata è finita. Che c'è ora?
- Tenente tenete abbiamo appena ricevuto una strana telefonata, dice che "si trovano al CBGB" ma non ha detto altro.
- Boia Faus! Maledetti Cinghios! Corriamo. Voglio 3 pattuglie! 3 pattuglie ho detto, Bill! Bill, ci sei?
Infilata l'auto d'ordinanza bianca e blu, seguiti da altre tre pattuglie, i due imboccarono la Brodway da nord, a quell'ora, e come in tutte le altre ore, piena zeppa di yellowcab, a tutta velocità passarono Union Square e si infilarono giù per Bowery Street tra quella nebbiolina perenne prodotta dai vapori degli scantinati newyorkesi.
Tra Chinatown e quel che rimane di Litte Italy, lungo quell'unica strada di New York obliqua non allineata, al 315 di Bowery Street lontano dalle luci multicolori dei locali alla moda si trovava un anonimo locale polivalente, il Chinghios & Bears Gigs Bar meglio conosciuto come CBGB. Era un locale abbastanza frequentato e popolare ma, nonostante fosse in una zona centrale, non era facile trovarlo, forse perchè un po' nascosto, forse perchè si perdeva in mezzo alle insegne luccicanti, forse perchè il giornale locale "The Press" lo aveva sempre osteggiato non inserendolo mai nella guida alla NY da bere. Forse perchè non era un locale catalogabile: un po' bar, un po' birreria, un circolo dopolavoro, un comitato politico e chissà cos'altro ancora.
Il CBGB era una vecchia malfamata trattoria di immigrati italiani, trasformata anni or sono in un Circolo polivalente. Da piccolo Tony Guizzo aveva imparato qui i segreti della briscola chiamata, il briscolone, e ancora oggi, nonostante si fosse fatto strada nella NY bene, veniva qua giù a farsi una briscola con i vecchi amici di un tempo. Ora questo locale pullulava di loschi figuri, Cinghios insomma, Orsi al limite della sovversione. Si trovava sotto un palazzo fatiscente, un'entrata squallida stretta, bianca e nera, una piccola porticina sotto una tenda parasole.
All'interno appena entrati, sulla destra, il bancone del bar non troppo lungo con gli sgabelli alti, la spina dell'unica marca di birra, poche bottiglie di whiskey, qualche bottiglia di Moskowskaya e sottobanco qualche bottiglia buona di cognac e di vino francese per quando veniva a suonare il Nizzardo, il mercoledì. Oltre il bancone, uno spazio ristretto con tre tavolini di ferro e qualche sedia sgangherata.
Una porticina sulla destra dava su un salottino con poltrone di pelle verde inglese sgualcite e a tutta parete una lavagna piena di formule impossibili, sul tavolino un minuscolo bloc notes, una matita in caso di necessità ... nel caso di idee improvvise. Gli studenti più irrequieti venivano qui a discutere per ritrovare quel clima che nei campus pettinati e normalizzati non si trovava più.
Sulla sinistra dello spazio principale una scaletta buia dai muri scrostati portava giù nello scantinato, largo non più di cinque metri e lungo almeno quindici. Muri tapezzati di manifesti di vecchi concerti, cavi elettrici aggrovigliati come in una scultura postmoderna, due casse appollaiate in alto a sorvegliare. In fondo, il palcoscenico decadente ma resistente, poche luci e alla parete a destra un neon penzolante rosa che reclamizzava una birra sconosciuta. In fondo al palco uno striscione rosso con una scritta bianca fatta a mano a rimarcare la differenza: "TRIBUNA LUDU"! Era il palco dei concerti, delle improvvisazioni teatrali, ma anche dei comizi, e delle riunioni più importanti.
Quando arrivarono gli sbirri, data l'ora, erano in pochi. Una voce da dentro avvisò "Arrivano, arrivano arrivano ...". Poi Luce Spezzata Azzurra, Mitra imbracciati neri:
- i documenti svelti!
Ma tutti si erano dileguati e la ragazza, rimasta sola, dietro il banco mescolava birra chiara e Seven up.
Bill, invece, impietrito e attonito davanti all'entrata, leggeva sul muro esterno la locandina che recitava il programma settimanale:
CBGB
Programma Settimanale
| sabato: | cori russi e finto rock |
| domenica: | concerto-comizio |
| lunedì: | musica melodica emiliana e torneo di briscola chiamata |
| martedì: | punk filosovietico |
| mercoledì: | new wave italiana e free jazz |
| giovedì: | discussioni filosofiche di fisica-matematica |
| venerdì: | CHIUSURA. Assemblea del Comitato Centrale del Circolino |
| la direzione |





Oggi 6 settembre 2006, si apre a Mantova la decima edizione del Festival Letteratura. Con tempismo inaudito il Comandante Supremo delle Brigate Letterarie Pedro Camacho Farrabuto Zandívar questa mattina si è presentato in città. Mentre tutti erano in coda per un biglietto per gli appuntamenti più glamour del festival, il Comandante ha distolto l'attenzione convocando una conferenza stampa alla sezione mantovana del Circolino dei Cinghios per presentare il progetto letterario rivoluzionario delle BLCP. Ed Il Circolino si è rimpieto all'inverosimile come mai si era visto.
- Comandante Supremo, Qual' è la ragione della nascita delle BLCP?